La tesi si propone di delineare l'antropologia e in modo particolare la psicologia di Giovanni Pico della Mirandola ? fino al 1489, anno di pubblicazione dell'Heptaplus ?, mostrando, attraverso un confronto sistematico con le omologhe dottrine elaborate da Marsilio Ficino, come il neoplatonismo antico costituisca anche per il Mirandolano la principale fonte di ispirazione. La ricognizione della sua peculiare formazione, filosofica e umanistica ad un tempo, dei suoi molteplici e variegati interessi culturali ? dalla filosofia, scolastica e neoplatonica, alle Sacrae Litterae, passando per la cabbalà ? e soprattutto dei suoi rapporti con l'averroismo nella persona di Elia del Medigo, suggerisce, alla prova dei testi, come in realtà sia la filosofia ficiniana a dettare le direttrici fondamentali della speculazione di Giovanni Pico, a cominciare dalla concezione di una provvidenziale e perenne traditio sapienziale che il Mirandolano estende a quelle scholae storicamente lontane dalla ratio platonica. Pur se non trascurabili sono le differenze tra la pax philosophica pichiana e la pia philosophia ficiniana, ਠnondimeno evidente la matrice comune, cosଠcome la radicalizzazione fattane dal Mirandolano che, nel tentativo di superare la distinzione tra rivelazione giudaico-cristiana e pagana, estende l'esoterismo caratterizzante la prisca theologia allo stesso cristianesimo e alle sue radici giudaiche, al punto da pretendere nell'Heptaplus di ritrovare al fondo del dettato mosaico i thesauri della filosofia (scolastica e neoplatonica). Accomunati dal proposito di una restauratio platonica e di una contestuale riforma della teologia cristiana, Marsilio Ficino e Giovanni Pico, spesse volte in aperta polemica, tentano di innovare profondamente le dottrine antropologiche assunte dalla Chiesa nel corso dei secoli, facendosi sostenitori di posizioni certamente eterodosse come quelle della preesistenza dell'anima al corpo e della dotazione alla stessa anima di un veicolo celeste; pur sullo sfondo di una cosmologia sostanzialmente condivisa ? che fa dell'anima un'ipostasi congenere all'Intelligenza ?, l'analisi delle rispettive psicologie dei sensi esterni e interni e soprattutto delle potenzialità noetiche ascritte all'uomo porta ad individuare in Marsilio Ficino, e non in Giovanni Pico della Mirandola ? secondo quanto vuole un'inveterata lettura storiografica ?, il celebratore pi๠audace della dignitas hominis.
Modelli di episteme neoplatonica nella Firenze del '400: le gnoseologie di Giovanni Pico della Mirandola e Marsilio Ficino
2010
Abstract
La tesi si propone di delineare l'antropologia e in modo particolare la psicologia di Giovanni Pico della Mirandola ? fino al 1489, anno di pubblicazione dell'Heptaplus ?, mostrando, attraverso un confronto sistematico con le omologhe dottrine elaborate da Marsilio Ficino, come il neoplatonismo antico costituisca anche per il Mirandolano la principale fonte di ispirazione. La ricognizione della sua peculiare formazione, filosofica e umanistica ad un tempo, dei suoi molteplici e variegati interessi culturali ? dalla filosofia, scolastica e neoplatonica, alle Sacrae Litterae, passando per la cabbalà ? e soprattutto dei suoi rapporti con l'averroismo nella persona di Elia del Medigo, suggerisce, alla prova dei testi, come in realtà sia la filosofia ficiniana a dettare le direttrici fondamentali della speculazione di Giovanni Pico, a cominciare dalla concezione di una provvidenziale e perenne traditio sapienziale che il Mirandolano estende a quelle scholae storicamente lontane dalla ratio platonica. Pur se non trascurabili sono le differenze tra la pax philosophica pichiana e la pia philosophia ficiniana, ਠnondimeno evidente la matrice comune, cosଠcome la radicalizzazione fattane dal Mirandolano che, nel tentativo di superare la distinzione tra rivelazione giudaico-cristiana e pagana, estende l'esoterismo caratterizzante la prisca theologia allo stesso cristianesimo e alle sue radici giudaiche, al punto da pretendere nell'Heptaplus di ritrovare al fondo del dettato mosaico i thesauri della filosofia (scolastica e neoplatonica). Accomunati dal proposito di una restauratio platonica e di una contestuale riforma della teologia cristiana, Marsilio Ficino e Giovanni Pico, spesse volte in aperta polemica, tentano di innovare profondamente le dottrine antropologiche assunte dalla Chiesa nel corso dei secoli, facendosi sostenitori di posizioni certamente eterodosse come quelle della preesistenza dell'anima al corpo e della dotazione alla stessa anima di un veicolo celeste; pur sullo sfondo di una cosmologia sostanzialmente condivisa ? che fa dell'anima un'ipostasi congenere all'Intelligenza ?, l'analisi delle rispettive psicologie dei sensi esterni e interni e soprattutto delle potenzialità noetiche ascritte all'uomo porta ad individuare in Marsilio Ficino, e non in Giovanni Pico della Mirandola ? secondo quanto vuole un'inveterata lettura storiografica ?, il celebratore pi๠audace della dignitas hominis.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232902
URN:NBN:IT:UNIPR-232902