1. Oggetto dello studio: i nomi astratti si presentano come elementi linguistici che nascono dalla combinazione della nozione di nome e della nozione di astratto, entrambe problematiche dal punto di vista dellࢠindividuazione, e da cui essi ereditano una forte complessitàƒÂ definitoria. Il termine si applica in letteratura a elementi di natura diversa, non sempre accomunabili nella fenomenologia e appartenenti a piani differenti: àƒ¨ valida per una nominalizzazione di evento, un nome puro che denoti un individuo non reale, un nome generico, una metafora, ecc., ed àƒ¨ probabilmente tale varietàƒÂ il motivo per cui, sebbene a questi fenomeni siano stati dedicati singolarmente dei contributi, un lavoro omogeneo che li raggruppi tutti insieme non esiste ancora. àƒ innanzitutto a livello semantico che si incontrano dei problemi, dal momento che il significato dellࢠaggettivo astratto risulta esso stesso in una certa misura astratto, cioàƒ¨ àƒ¨ generico, visto che non denota nessuna proprietàƒÂ nello specifico, come dimostra anche il fatto che il lessema prende un senso diverso a seconda dellࢠarea semantica in cui viene utilizzato. La combinazione dellࢠaggettivo con il nome nome produce unࢠespressione in grado di denotare un nome immateriale, un nome generale, un nome concettuale, un nome ridotto, un nome derivato, un nome figurato, eccࢠ¦, o nessuna o tutte queste cose insieme. In secondo luogo, anche il concetto di nome manca di una definizione univoca, almeno dal punto di vista interlinguistico. Tradizionalmente, infatti, il nome si identifica con la parte del discorso che risponde ad una delle funzioni enunciative di base, la referenza, e a cui si associano tipicamente determinate classi semantiche di referenti e, a seconda del sistema linguistico, alcune caratteristiche grammaticali. A livello generale, un componente della classe semantica degli oggetti, materiale e individuale, viene codificato prototipicamente da un elemento linguistico la cui funzione sintattica àƒ¨ quella del nome, rappresentando il candidato migliore per lࢠinstaurazione della funzione discorsiva della referenza. I nomi astratti rappresentano i casi in cui la convergenza tipicamente nominale fra tratti formali e contenuto semantico non si verifica, cioàƒ¨ in cui le occorrenze di formati semantici non prototipici (proprio perchàƒ© codificano referenti immateriali, generici, derivati, figurati, ecc,ࢠ¦) espressi in una struttura grammaticale nominale. Con lo studio di questi fenomeni, quindi, si prospetta una riflessione generale sulle categorie prototipiche delle parole e sulle classi del discorso, in cui unࢠattenzione particolare verràƒÂ riservata alla dimensione semantica. Lࢠattenzione al significato delle parole vale soprattutto per le lingue che mostrano un debole apparato di marche morfologiche, come i creoli della Martinica e della Guadalupa, nelle quali rintracciare il nucleo semantico dei lessemi àƒ¨ unࢠoperazione essenziale per comprenderne le modalitàƒÂ di utilizzo nel discorso ed esaminarne lࢠespressione di tratti strutturali. 2. Obiettivi e struttura del lavoro: lࢠobiettivo del lavoro àƒ¨ lo studio della codifica linguistica dei nomi astratti, svolto prima in una prospettiva generale e in un secondo momento sullࢠanalisi dei dati delle lingue creole della Martinica e della Guadalupa. This work aims to study the linguistic encoding of abstract nouns, firstly in a general frame and then examining datas from Martinique and Guadeloupeࢠs creoles. Nel primo capitolo vengono inquadrate le caratteristiche semantiche comuni alla classe dei nomi astratti e ne vengono elencati i tipi. La riflessione sulle categorie di astratto e concreto comincia dagli studi di filosofia logica sulla categorizzazione delle entitàƒÂ del mondo reale, che mostrano che lࢠesistenza del concetto di astratto non sarebbe possibile senza lࢠesistenza di quella di concreto, e che dunque per una definizione del primo àƒ¨ innanzitutto necessario stabilire la natura del secondo. Il prototipo di concreto si identifica in un individuo materiale, che, inserito nel discorso, codifica un nome puro caratterizzato da specificitàƒÂ . In the first chapter, common semantic properties in abstract noun classes are presented, and a first classification of the category is given. An insight into the abstract and concrete categories starts with logical studies on categorization of the entities of the world, showing that abstract couldnࢠt exist without concrete, and that the first one is cut out of the second. The logical concrete prototype is an entity which is material and individual, and, when is set into the discourse, encodes a pure noun, carachterized by specificity. I nomi astratti sono di base delle strutture nominali che non denotano il prototipo concreto, ma possono distaccarsene per diversi aspetti: possono esprimere entitàƒÂ di II o III ordine (Lyons 1977), o non individuare un elemento specifico nel discorso, o essere sottoposti ad unࢠespansione di significato. Ognuna di queste modalitàƒÂ di codifica del valore dellࢠastratto dàƒÂ vita a una diversa tipologia di nomi, che, nonostante rechino ciascuna dei tratti grammaticali che le differenziano dalle altre, sono accomunate dallࢠessere meno specifiche di un nome concreto. Nel secondo capitolo si esplorano le proprietàƒÂ strutturali delle nominalizzazioni di entitàƒÂ di II ordine. Le nominalizzazioni sono delle trasposizioni di contenuto predicativo in funzione sintattica nominale, pertanto sono caratterizzate sia da categorie grammaticali nominali sia da categorie verbali, di cui si esamina lࢠespressione cercando di individuare le piàƒ¹ rappresentative del tratto semantico della specificitàƒÂ . Come si vedràƒÂ , le caratteristiche dellࢠastratto si riflettono maggiormente del numero, nella definitezza e nella specificitàƒÂ . Nel terzo capitolo viene presentata la codifica dei nomi II ordine nelle lingue creole della Martinica e della Guadalupa, in particolare dei nomi che denotano proprietàƒÂ e stati. In una prima parte viene introdotto il sistema di funzionamento dei due creoli, seguito da una riflessione sulla definizione tradizionale di parte del discorso, la quale sembra poco compatibile con la struttura delle lingue in questione. Queste ultime, inoltre, mostrano unࢠalta marcatezza della categoria della specificitàƒÂ , e infatti lࢠopposizione dei valori di astratto e concreto àƒ¨ spesso ben visibile a livello grammaticale; ciàƒ² porteràƒÂ anche a ridefinire la nozione di nome astratto, mostrando che nelle lingue creole essa àƒ¨ rappresentata tanto quanto nelle lingue indoeuropee. Infine, saràƒÂ possibile formulare una scala di astrattezza su cui disporre i nomi che esprimono i vari tipi semantici di II ordine. Nel quarto e ultimo capitolo vengono analizzate le clausole completive esprimenti entitàƒÂ di III ordine nelle lingue creole partendo dalla classificazione semantico-sintattica proposta dalla Grammatica Funzionale di Dik. La selezione di alcuni tratti strutturali della frase che ospita la clausola completiva, dal verbo reggente alla forma del complementatore, sembra essere influenzato dallo stesso fattore di specificitàƒÂ , correlandole ancora una volta ai valori semantici di concreto e astratto, permettendo una suddivisione delle strutture a livello di frase tra fattive e non fattive. 3. Metodologia Lࢠapproccio adottato per lo studio àƒ¨ quello funzionalista, e la dimensione dࢠanalisi privilegiata àƒ¨ quella semantica. Il termine nome astratto, infatti, si applica a fenomeni linguistici che si verificano su diversi piani, i quali vanno opportunamente separati. Livello 1: semantico Il livello 1 identifica le classi semantiche dei referenti. Si tratta di gruppi di referenti che portano proprietàƒÂ comuni, e, nel caso dei referenti astratti, di entitàƒÂ che non sono oggetti concreti, quindi eventi, come i processi, le proprietàƒÂ , i risultati, ecc.
I nomi astratti : uno studio sul creolo della Martinica e della Guadalupa
2016
Abstract
1. Oggetto dello studio: i nomi astratti si presentano come elementi linguistici che nascono dalla combinazione della nozione di nome e della nozione di astratto, entrambe problematiche dal punto di vista dellࢠindividuazione, e da cui essi ereditano una forte complessitàƒÂ definitoria. Il termine si applica in letteratura a elementi di natura diversa, non sempre accomunabili nella fenomenologia e appartenenti a piani differenti: àƒ¨ valida per una nominalizzazione di evento, un nome puro che denoti un individuo non reale, un nome generico, una metafora, ecc., ed àƒ¨ probabilmente tale varietàƒÂ il motivo per cui, sebbene a questi fenomeni siano stati dedicati singolarmente dei contributi, un lavoro omogeneo che li raggruppi tutti insieme non esiste ancora. àƒ innanzitutto a livello semantico che si incontrano dei problemi, dal momento che il significato dellࢠaggettivo astratto risulta esso stesso in una certa misura astratto, cioàƒ¨ àƒ¨ generico, visto che non denota nessuna proprietàƒÂ nello specifico, come dimostra anche il fatto che il lessema prende un senso diverso a seconda dellࢠarea semantica in cui viene utilizzato. La combinazione dellࢠaggettivo con il nome nome produce unࢠespressione in grado di denotare un nome immateriale, un nome generale, un nome concettuale, un nome ridotto, un nome derivato, un nome figurato, eccࢠ¦, o nessuna o tutte queste cose insieme. In secondo luogo, anche il concetto di nome manca di una definizione univoca, almeno dal punto di vista interlinguistico. Tradizionalmente, infatti, il nome si identifica con la parte del discorso che risponde ad una delle funzioni enunciative di base, la referenza, e a cui si associano tipicamente determinate classi semantiche di referenti e, a seconda del sistema linguistico, alcune caratteristiche grammaticali. A livello generale, un componente della classe semantica degli oggetti, materiale e individuale, viene codificato prototipicamente da un elemento linguistico la cui funzione sintattica àƒ¨ quella del nome, rappresentando il candidato migliore per lࢠinstaurazione della funzione discorsiva della referenza. I nomi astratti rappresentano i casi in cui la convergenza tipicamente nominale fra tratti formali e contenuto semantico non si verifica, cioàƒ¨ in cui le occorrenze di formati semantici non prototipici (proprio perchàƒ© codificano referenti immateriali, generici, derivati, figurati, ecc,ࢠ¦) espressi in una struttura grammaticale nominale. Con lo studio di questi fenomeni, quindi, si prospetta una riflessione generale sulle categorie prototipiche delle parole e sulle classi del discorso, in cui unࢠattenzione particolare verràƒÂ riservata alla dimensione semantica. Lࢠattenzione al significato delle parole vale soprattutto per le lingue che mostrano un debole apparato di marche morfologiche, come i creoli della Martinica e della Guadalupa, nelle quali rintracciare il nucleo semantico dei lessemi àƒ¨ unࢠoperazione essenziale per comprenderne le modalitàƒÂ di utilizzo nel discorso ed esaminarne lࢠespressione di tratti strutturali. 2. Obiettivi e struttura del lavoro: lࢠobiettivo del lavoro àƒ¨ lo studio della codifica linguistica dei nomi astratti, svolto prima in una prospettiva generale e in un secondo momento sullࢠanalisi dei dati delle lingue creole della Martinica e della Guadalupa. This work aims to study the linguistic encoding of abstract nouns, firstly in a general frame and then examining datas from Martinique and Guadeloupeࢠs creoles. Nel primo capitolo vengono inquadrate le caratteristiche semantiche comuni alla classe dei nomi astratti e ne vengono elencati i tipi. La riflessione sulle categorie di astratto e concreto comincia dagli studi di filosofia logica sulla categorizzazione delle entitàƒÂ del mondo reale, che mostrano che lࢠesistenza del concetto di astratto non sarebbe possibile senza lࢠesistenza di quella di concreto, e che dunque per una definizione del primo àƒ¨ innanzitutto necessario stabilire la natura del secondo. Il prototipo di concreto si identifica in un individuo materiale, che, inserito nel discorso, codifica un nome puro caratterizzato da specificitàƒÂ . In the first chapter, common semantic properties in abstract noun classes are presented, and a first classification of the category is given. An insight into the abstract and concrete categories starts with logical studies on categorization of the entities of the world, showing that abstract couldnࢠt exist without concrete, and that the first one is cut out of the second. The logical concrete prototype is an entity which is material and individual, and, when is set into the discourse, encodes a pure noun, carachterized by specificity. I nomi astratti sono di base delle strutture nominali che non denotano il prototipo concreto, ma possono distaccarsene per diversi aspetti: possono esprimere entitàƒÂ di II o III ordine (Lyons 1977), o non individuare un elemento specifico nel discorso, o essere sottoposti ad unࢠespansione di significato. Ognuna di queste modalitàƒÂ di codifica del valore dellࢠastratto dàƒÂ vita a una diversa tipologia di nomi, che, nonostante rechino ciascuna dei tratti grammaticali che le differenziano dalle altre, sono accomunate dallࢠessere meno specifiche di un nome concreto. Nel secondo capitolo si esplorano le proprietàƒÂ strutturali delle nominalizzazioni di entitàƒÂ di II ordine. Le nominalizzazioni sono delle trasposizioni di contenuto predicativo in funzione sintattica nominale, pertanto sono caratterizzate sia da categorie grammaticali nominali sia da categorie verbali, di cui si esamina lࢠespressione cercando di individuare le piàƒ¹ rappresentative del tratto semantico della specificitàƒÂ . Come si vedràƒÂ , le caratteristiche dellࢠastratto si riflettono maggiormente del numero, nella definitezza e nella specificitàƒÂ . Nel terzo capitolo viene presentata la codifica dei nomi II ordine nelle lingue creole della Martinica e della Guadalupa, in particolare dei nomi che denotano proprietàƒÂ e stati. In una prima parte viene introdotto il sistema di funzionamento dei due creoli, seguito da una riflessione sulla definizione tradizionale di parte del discorso, la quale sembra poco compatibile con la struttura delle lingue in questione. Queste ultime, inoltre, mostrano unࢠalta marcatezza della categoria della specificitàƒÂ , e infatti lࢠopposizione dei valori di astratto e concreto àƒ¨ spesso ben visibile a livello grammaticale; ciàƒ² porteràƒÂ anche a ridefinire la nozione di nome astratto, mostrando che nelle lingue creole essa àƒ¨ rappresentata tanto quanto nelle lingue indoeuropee. Infine, saràƒÂ possibile formulare una scala di astrattezza su cui disporre i nomi che esprimono i vari tipi semantici di II ordine. Nel quarto e ultimo capitolo vengono analizzate le clausole completive esprimenti entitàƒÂ di III ordine nelle lingue creole partendo dalla classificazione semantico-sintattica proposta dalla Grammatica Funzionale di Dik. La selezione di alcuni tratti strutturali della frase che ospita la clausola completiva, dal verbo reggente alla forma del complementatore, sembra essere influenzato dallo stesso fattore di specificitàƒÂ , correlandole ancora una volta ai valori semantici di concreto e astratto, permettendo una suddivisione delle strutture a livello di frase tra fattive e non fattive. 3. Metodologia Lࢠapproccio adottato per lo studio àƒ¨ quello funzionalista, e la dimensione dࢠanalisi privilegiata àƒ¨ quella semantica. Il termine nome astratto, infatti, si applica a fenomeni linguistici che si verificano su diversi piani, i quali vanno opportunamente separati. Livello 1: semantico Il livello 1 identifica le classi semantiche dei referenti. Si tratta di gruppi di referenti che portano proprietàƒÂ comuni, e, nel caso dei referenti astratti, di entitàƒÂ che non sono oggetti concreti, quindi eventi, come i processi, le proprietàƒÂ , i risultati, ecc.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232941
URN:NBN:IT:UNIROMA3-232941