Il lavoro di tesi si propone di indagare il contenuto e la portata precettiva del principio di precauzione nell'ambito del diritto penale. A tal proposito si ਠsuddivisa l'attività  di ricerca in tre distinte parti. All'interno della prima, si ਠinteso offrire un inquadramento dogmatico del principio di precauzione, da intendersi come criterio giuridico finalizzato a prevenire eventi pregiudizievoli in un contesto di incertezza scientifica. In parte qua, ci si ਠconfrontati con le numerose fonti di diritto internazionale che hanno, per prime, sancito l'ingresso della logica precauzionale in diversi ambiti di interesse giuridico: dalla tutela dell'ambiente a quella del consumatore, dagli OGM ai rischi connessi alla produzione industriale. Nella seconda parte, si ਠcercato di svolgere una ricognizione accurata delle fonti di diritto interno che risultano ispirate, pi๠o meno esplicitamente, al principio di precauzione. In questo senso, si ਠproceduto all'analisi della disciplina dettata in materia di OGM e MOGM dai decreti legislativi 206/2001 (attuazione della Direttiva 98/81/CE), n. 224/2003 (attuazione della Direttiva 2001/18/CE) e n. 70/2005 (che tipizza le disposizioni sanzionatorie per la violazione dei Regolamenti CE 1829/2003 e 1830/2003). Particolare attenzione ਠstata, inoltre, dedicata al tema della responsabilità  di tipo precauzionale riveniente dalla distribuzione di prodotti destinati al commercio. La terza parte del lavoro affronta, infine, il tema della compatibilità  della logica precauzionale con alcune categorie dogmatiche del diritto penale classico. In particolare ci si interroga se l'istituto di cui ਠquestione, fondato sull'assenza di un saldo coefficiente di certezza scientifica, sia conciliabile con il principio condizionalistico sancito dagli artt. 40 e 41 c.p. e con le esigenze di accertamento che vi sono connesse. Si ਠinoltre analizzato se il modello precauzionale possa fungere da parametro di integrazione del criterio di imputazione soggettiva della colpa, soprattutto in relazione ai canoni di prevedibilità  ed evitabilità  dell'evento dannoso, posti dall'art. 43 c.p.

†œIl principio di precauzione nel diritto penale del rischio†�

2016

Abstract

Il lavoro di tesi si propone di indagare il contenuto e la portata precettiva del principio di precauzione nell'ambito del diritto penale. A tal proposito si ਠsuddivisa l'attività  di ricerca in tre distinte parti. All'interno della prima, si ਠinteso offrire un inquadramento dogmatico del principio di precauzione, da intendersi come criterio giuridico finalizzato a prevenire eventi pregiudizievoli in un contesto di incertezza scientifica. In parte qua, ci si ਠconfrontati con le numerose fonti di diritto internazionale che hanno, per prime, sancito l'ingresso della logica precauzionale in diversi ambiti di interesse giuridico: dalla tutela dell'ambiente a quella del consumatore, dagli OGM ai rischi connessi alla produzione industriale. Nella seconda parte, si ਠcercato di svolgere una ricognizione accurata delle fonti di diritto interno che risultano ispirate, pi๠o meno esplicitamente, al principio di precauzione. In questo senso, si ਠproceduto all'analisi della disciplina dettata in materia di OGM e MOGM dai decreti legislativi 206/2001 (attuazione della Direttiva 98/81/CE), n. 224/2003 (attuazione della Direttiva 2001/18/CE) e n. 70/2005 (che tipizza le disposizioni sanzionatorie per la violazione dei Regolamenti CE 1829/2003 e 1830/2003). Particolare attenzione ਠstata, inoltre, dedicata al tema della responsabilità  di tipo precauzionale riveniente dalla distribuzione di prodotti destinati al commercio. La terza parte del lavoro affronta, infine, il tema della compatibilità  della logica precauzionale con alcune categorie dogmatiche del diritto penale classico. In particolare ci si interroga se l'istituto di cui ਠquestione, fondato sull'assenza di un saldo coefficiente di certezza scientifica, sia conciliabile con il principio condizionalistico sancito dagli artt. 40 e 41 c.p. e con le esigenze di accertamento che vi sono connesse. Si ਠinoltre analizzato se il modello precauzionale possa fungere da parametro di integrazione del criterio di imputazione soggettiva della colpa, soprattutto in relazione ai canoni di prevedibilità  ed evitabilità  dell'evento dannoso, posti dall'art. 43 c.p.
2016
it
Categorie ISI-CRUI::Scienze giuridiche::Law
Causalità 
Diritto penale
Pericolo
Precauzione
Responsabilità 
Rischio
Scienze giuridiche
Settori Disciplinari MIUR::Scienze giuridiche::DIRITTO PENALE
Università degli Studi Roma Tre
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/232956
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA3-232956