Background: Le malattie linfoproliferative post-trapianto (PTLD) sono severe complicanze dei trapianti di organi solidi ed ematopoietici, con un'incidenza dell'1- 5% nel trapianto di rene. Mentre molti studi hanno stimato una sopravvivenza post-PTLD a 5 anni del 50%, non ci sono studi che abbiano valutato l'andamento della funzione del rene trapiantato nel lungo termine dopo la comparsa di questa patologia. Pazienti e Metodi: sono stati selezionati tutti i pazienti che hanno sviluppato una PTLD dal 1986 al 2013 nel nostro centro, per ciascuno dei quali sono stati scelti 4 controlli matchati per sesso, età , data del trapianto, tipo di donatore e di organo trapiantato. Per entrambi i gruppi sono state valutate le caratteristiche cliniche e laboratoristiche al momento del trapianto e l'andamento della funzione renale dal trapianto all'ultimo follow-up /comparsa di rigetto /inizio della dialisi /decesso del paziente. L'effetto della PTLD sull'outcome renale ਠstato esaminato usando il metodo del restricted maximum likelihood (REML) per stimare modelli misti con coefficienti random e struttura gerarchica . La valutazione delle caratteristiche delle PTLD e il loro trattamento sono state, altresà¬, incluse nello studio. Risultati: sono stati identificati 19 casi di PTLD su 1273 trapianti di rene o rene-pancreas effettuati presso il nostro centro, per un'incidenza pari all' 1,48%; sono quindi stati selezionati 76 controlli. Tutti i pazienti avevano ridotto la terapia immunosoppressiva e eseguito altre terapia (rituximab e/o chemioterapia). A dispetto di una maggiore mortalità nei pazienti con PTLD rispetto ai controlli a partire dalla diagnosi di PTLD (log-rank test p=0.011), la sopravvivenza del graft censurata per la morte ਠrisultata simile nei casi e nei controlli (p=0.69) e dopo un follow up mediano di 48 mesi (range interquartile 14.5- 96.5) 4 12/13 (92%) pazienti sopravvissuti alla PTLD avevano un graft funzionante. Non vi era un declino significativamente differente della funzionalità renale misurata come eGFR dal momento della PTLD in poi (rispetto ad un analogo periodo nei controlli); si osservava, invece, un comportamento divergente prima dell'insorgenza della PTLD (rispetto al corrispettivo tempo dal trapianto nei controlli): l'eGFR tendeva a migliorare nei casi e a peggiorare nei controlli con una differenza statisticamente significativa (p=0019). Conclusione: La PTLD ਠuna patologia severa che si puಠassociare ad elevata mortalità nei pazienti con trapianto renale. I pazienti che sopravvivono alla malattia hanno perಠun'elevata probabilità di mantenere una stabile funzione renale, pur in presenza di minima terapia immunosoppressiva.
Sopravvivenza renale a lungo termine dopo malattia linfoproliferativa post trapianto: studio caso-controllo
2014
Abstract
Background: Le malattie linfoproliferative post-trapianto (PTLD) sono severe complicanze dei trapianti di organi solidi ed ematopoietici, con un'incidenza dell'1- 5% nel trapianto di rene. Mentre molti studi hanno stimato una sopravvivenza post-PTLD a 5 anni del 50%, non ci sono studi che abbiano valutato l'andamento della funzione del rene trapiantato nel lungo termine dopo la comparsa di questa patologia. Pazienti e Metodi: sono stati selezionati tutti i pazienti che hanno sviluppato una PTLD dal 1986 al 2013 nel nostro centro, per ciascuno dei quali sono stati scelti 4 controlli matchati per sesso, età , data del trapianto, tipo di donatore e di organo trapiantato. Per entrambi i gruppi sono state valutate le caratteristiche cliniche e laboratoristiche al momento del trapianto e l'andamento della funzione renale dal trapianto all'ultimo follow-up /comparsa di rigetto /inizio della dialisi /decesso del paziente. L'effetto della PTLD sull'outcome renale ਠstato esaminato usando il metodo del restricted maximum likelihood (REML) per stimare modelli misti con coefficienti random e struttura gerarchica . La valutazione delle caratteristiche delle PTLD e il loro trattamento sono state, altresà¬, incluse nello studio. Risultati: sono stati identificati 19 casi di PTLD su 1273 trapianti di rene o rene-pancreas effettuati presso il nostro centro, per un'incidenza pari all' 1,48%; sono quindi stati selezionati 76 controlli. Tutti i pazienti avevano ridotto la terapia immunosoppressiva e eseguito altre terapia (rituximab e/o chemioterapia). A dispetto di una maggiore mortalità nei pazienti con PTLD rispetto ai controlli a partire dalla diagnosi di PTLD (log-rank test p=0.011), la sopravvivenza del graft censurata per la morte ਠrisultata simile nei casi e nei controlli (p=0.69) e dopo un follow up mediano di 48 mesi (range interquartile 14.5- 96.5) 4 12/13 (92%) pazienti sopravvissuti alla PTLD avevano un graft funzionante. Non vi era un declino significativamente differente della funzionalità renale misurata come eGFR dal momento della PTLD in poi (rispetto ad un analogo periodo nei controlli); si osservava, invece, un comportamento divergente prima dell'insorgenza della PTLD (rispetto al corrispettivo tempo dal trapianto nei controlli): l'eGFR tendeva a migliorare nei casi e a peggiorare nei controlli con una differenza statisticamente significativa (p=0019). Conclusione: La PTLD ਠuna patologia severa che si puಠassociare ad elevata mortalità nei pazienti con trapianto renale. I pazienti che sopravvivono alla malattia hanno perಠun'elevata probabilità di mantenere una stabile funzione renale, pur in presenza di minima terapia immunosoppressiva.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232973
URN:NBN:IT:UNIPR-232973