La tutela della salute del consumatore e della lealtà delle operazioni commerciali ਠl'obiettivo principale della legislazione alimentare, il cui rinnovato impianto degli ultimi decenni, in ambito europeo, si basa sulla continua ricerca di un efficace sistema di prevenzione dei rischi alimentari da parte dell'operatore dell'agro-alimentare e di un pi๠coordinato meccanismo di controlli ufficiali. Ne sono testimonianza l'introduzione del Pacchetto Igiene (Regolamenti (CE) 852, 853, 854, 882/2004, e Direttiva 2002/99) e della Direttiva n. 41/2004 (cosiddetta direttiva “killer”) che ha abrogato il vecchio complesso delle direttive verticali. In Italia, tale tendenza ਠriscontrabile, tra l'altro, nel fenomeno di depenalizzazione dei reati minori in campo alimentare (D.Lgs n. 507/1999). La depenalizzazione si poneva come obiettivo quello di meglio chiarire il nuovo sistema legislativo con l'eliminazione di figure ipertrofiche d'illecito e di norme difficilmente coordinabili tra loro, ed abbandonava il preponderante carattere punitivo per privilegiare l'aspetto preventivo, dando centralità ai soggetti coinvolti, operatori del settore alimentare (OSA) e controllori, in base alle nuove regole dell'autocontrollo e dell'HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point). Nonostante tutto cià², l'apparato sanzionatorio interno si fonda ancora sulla Legge n. 283/1962, “Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande” e su alcuni articoli del Codice Penale. Con il presente lavoro si ਠcercato di analizzare, tramite gli elenchi di sentenze pubblicati annualmente di concerto dai dicasteri della Salute e di Grazia e Giustizia, i dati nazionali inerenti ai principali reati in campo alimentare dal 2000 al 2009. Si ਠcosଠosservata la distribuzione delle sentenze penali nelle singole regioni, monitorando le tipologie di reati verificatisi, gli alimenti maggiormente interessati, i tipi di aziende e di responsabili coinvolti. Tali risultanze sono state confrontate con quelle derivanti nello stesso periodo dal controllo ufficiale dei vari organi centrali e periferici nazionali e con quelli relativi alle tossinfezioni alimentari. Si sono pertanto evidenziati due ordini di fenomeni. Da una parte si riscontra un probabile beneficio apportato al sistema alimentare dall'autocontrollo e dal Pacchetto Igiene, oltrechà© dalla depenalizzazione. Dall'altra, parrebbero necessari un maggior coordinamento tra attività di controllo e giudiziaria e l'ottimizzazione del sistema di raccolta dei dati; nonchà© l'opportunità di disegnare un sistema sanzionatorio pi๠consono agli attuali ambiti illeciti, affinchà© le funzioni di prevenzione, dissuasione e repressione risultino pi๠efficaci per la salvaguardia del consumatore e della sicurezza alimentare, garantendo nel contempo maggior certezza alla regolare attività produttiva ed alla snella circolazione dei beni alimentari.
Frodi alimentari dal 2000 al 2009 in Italia. Analisi descrittiva delle principali fattispecie nell'attuale contesto sanzionatorio penale.
2012
Abstract
La tutela della salute del consumatore e della lealtà delle operazioni commerciali ਠl'obiettivo principale della legislazione alimentare, il cui rinnovato impianto degli ultimi decenni, in ambito europeo, si basa sulla continua ricerca di un efficace sistema di prevenzione dei rischi alimentari da parte dell'operatore dell'agro-alimentare e di un pi๠coordinato meccanismo di controlli ufficiali. Ne sono testimonianza l'introduzione del Pacchetto Igiene (Regolamenti (CE) 852, 853, 854, 882/2004, e Direttiva 2002/99) e della Direttiva n. 41/2004 (cosiddetta direttiva “killer”) che ha abrogato il vecchio complesso delle direttive verticali. In Italia, tale tendenza ਠriscontrabile, tra l'altro, nel fenomeno di depenalizzazione dei reati minori in campo alimentare (D.Lgs n. 507/1999). La depenalizzazione si poneva come obiettivo quello di meglio chiarire il nuovo sistema legislativo con l'eliminazione di figure ipertrofiche d'illecito e di norme difficilmente coordinabili tra loro, ed abbandonava il preponderante carattere punitivo per privilegiare l'aspetto preventivo, dando centralità ai soggetti coinvolti, operatori del settore alimentare (OSA) e controllori, in base alle nuove regole dell'autocontrollo e dell'HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point). Nonostante tutto cià², l'apparato sanzionatorio interno si fonda ancora sulla Legge n. 283/1962, “Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande” e su alcuni articoli del Codice Penale. Con il presente lavoro si ਠcercato di analizzare, tramite gli elenchi di sentenze pubblicati annualmente di concerto dai dicasteri della Salute e di Grazia e Giustizia, i dati nazionali inerenti ai principali reati in campo alimentare dal 2000 al 2009. Si ਠcosଠosservata la distribuzione delle sentenze penali nelle singole regioni, monitorando le tipologie di reati verificatisi, gli alimenti maggiormente interessati, i tipi di aziende e di responsabili coinvolti. Tali risultanze sono state confrontate con quelle derivanti nello stesso periodo dal controllo ufficiale dei vari organi centrali e periferici nazionali e con quelli relativi alle tossinfezioni alimentari. Si sono pertanto evidenziati due ordini di fenomeni. Da una parte si riscontra un probabile beneficio apportato al sistema alimentare dall'autocontrollo e dal Pacchetto Igiene, oltrechà© dalla depenalizzazione. Dall'altra, parrebbero necessari un maggior coordinamento tra attività di controllo e giudiziaria e l'ottimizzazione del sistema di raccolta dei dati; nonchà© l'opportunità di disegnare un sistema sanzionatorio pi๠consono agli attuali ambiti illeciti, affinchà© le funzioni di prevenzione, dissuasione e repressione risultino pi๠efficaci per la salvaguardia del consumatore e della sicurezza alimentare, garantendo nel contempo maggior certezza alla regolare attività produttiva ed alla snella circolazione dei beni alimentari.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/232987
URN:NBN:IT:UNIPR-232987