La Tesi di Dottorato verte su aspetti filologico-linguistici legati alla letteratura sapienziale, con riferimento particolare a Siracide e Qohelet. Nello specifico, il lavoro intende indagare l'articolato complesso delle immagini †" e relative specifiche declinazioni simbolico-metaforiche †" legate al campo semantico del binomio sordità /ascolto. I testi sapienziali, infatti, dimostrano una particolare predilezione per l'udire, che si configura sia quale fondamento del metodo d'indagine del maestro, sia come finalità stessa del suo agire: da un lato, il sapere utile alla vita umana ਠrecepito, prima di tutto, attraverso il canale uditivo, d'altra parte l'ascolto provoca un effetto immediato sull'ascoltatore e diviene pertanto l'atteggiamento ideale a cui si deve attenere il saggio. àˆ evidente che un peso non minore ha il segno negativo di questa azione, ovvero la sordità , che presenta caratteri e significati di volta in volta diversi, e ciಠsoprattutto in un contesto contrassegnato dalla costante opposizione tra saggi e stolti, che si palesa proprio nell'uso della parola. Il lavoro muove quindi dall'identificazione dei loci attestanti, nel Siracide, espressioni legate al campo semantico della sordità . Il Libro di Ben Sira, infatti, ਠuno scritto deuterocanonico, tuttavia ugualmente citato e trasmesso anche all'interno delle comunità giudaiche †" come ben testimoniato dalla superstite produzione qumranita, che ad oggi ha restituito circa due terzi dell'originale ebraico †", e presenta una tradizione testuale complessa, che lo rende un caso interessante su cui condurre un'analisi sinottica dei termini afferenti al campo semantico indagato nelle diverse traduzioni del testo. Il confronto ha permesso, da un lato, di chiarire la particolare sfumatura semantica di ciascuna forma, consentendo talvolta di apportare ulteriori elementi a supporto di alcune congetture formulate in merito all'ipotesto ebraico perduto o di proporne di nuove, dall'altro, di apprezzare lo sforzo traduttivo sotteso a ciascuna scelta, dietro cui si celano, in realtà , interpretazioni e scelte stilistiche precise. L'indagine ਠstata quindi ampliata dal riconoscimento delle occorrenze inerenti al medesimo campo semantico all'interno del Qohelet, a cui ਠriconosciuta una certa influenza sul Siracide: Ben Sira sembrerebbe conoscerne il testo e confrontarsi con esso in pi๠occasioni. La dissertazione si configura pertanto quale commento filologico-linguistico dei passi individuati: per Siracide sono stati analizzati 13,13-14 LXX (13,16-18 VL), 19,27 LXX (19,24 VL), 20,20 LXX (20,22 VL), 21,24 LXX (21,27 VL), 27,14 LXX (27,15 VL), 28,24 LXX (28,28 VL) e 29,23 LXX (29,30 VL); di Qohelet sono stati presi in esame 7,5, 7,21, 9,16-17 e 12,4.
Il campo semantico della sordità : ricerca e studio sinottico in Siracide e Qohelet
2018
Abstract
La Tesi di Dottorato verte su aspetti filologico-linguistici legati alla letteratura sapienziale, con riferimento particolare a Siracide e Qohelet. Nello specifico, il lavoro intende indagare l'articolato complesso delle immagini †" e relative specifiche declinazioni simbolico-metaforiche †" legate al campo semantico del binomio sordità /ascolto. I testi sapienziali, infatti, dimostrano una particolare predilezione per l'udire, che si configura sia quale fondamento del metodo d'indagine del maestro, sia come finalità stessa del suo agire: da un lato, il sapere utile alla vita umana ਠrecepito, prima di tutto, attraverso il canale uditivo, d'altra parte l'ascolto provoca un effetto immediato sull'ascoltatore e diviene pertanto l'atteggiamento ideale a cui si deve attenere il saggio. àˆ evidente che un peso non minore ha il segno negativo di questa azione, ovvero la sordità , che presenta caratteri e significati di volta in volta diversi, e ciಠsoprattutto in un contesto contrassegnato dalla costante opposizione tra saggi e stolti, che si palesa proprio nell'uso della parola. Il lavoro muove quindi dall'identificazione dei loci attestanti, nel Siracide, espressioni legate al campo semantico della sordità . Il Libro di Ben Sira, infatti, ਠuno scritto deuterocanonico, tuttavia ugualmente citato e trasmesso anche all'interno delle comunità giudaiche †" come ben testimoniato dalla superstite produzione qumranita, che ad oggi ha restituito circa due terzi dell'originale ebraico †", e presenta una tradizione testuale complessa, che lo rende un caso interessante su cui condurre un'analisi sinottica dei termini afferenti al campo semantico indagato nelle diverse traduzioni del testo. Il confronto ha permesso, da un lato, di chiarire la particolare sfumatura semantica di ciascuna forma, consentendo talvolta di apportare ulteriori elementi a supporto di alcune congetture formulate in merito all'ipotesto ebraico perduto o di proporne di nuove, dall'altro, di apprezzare lo sforzo traduttivo sotteso a ciascuna scelta, dietro cui si celano, in realtà , interpretazioni e scelte stilistiche precise. L'indagine ਠstata quindi ampliata dal riconoscimento delle occorrenze inerenti al medesimo campo semantico all'interno del Qohelet, a cui ਠriconosciuta una certa influenza sul Siracide: Ben Sira sembrerebbe conoscerne il testo e confrontarsi con esso in pi๠occasioni. La dissertazione si configura pertanto quale commento filologico-linguistico dei passi individuati: per Siracide sono stati analizzati 13,13-14 LXX (13,16-18 VL), 19,27 LXX (19,24 VL), 20,20 LXX (20,22 VL), 21,24 LXX (21,27 VL), 27,14 LXX (27,15 VL), 28,24 LXX (28,28 VL) e 29,23 LXX (29,30 VL); di Qohelet sono stati presi in esame 7,5, 7,21, 9,16-17 e 12,4.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/233013
URN:NBN:IT:UNIPR-233013