Ad oggi lo stato dell'arte della ricerca sui metalli pesanti ਠindirizzata principalmente nei confronti di aree fortemente soggette all'impatto antropico, ed anche le indicazioni sulla potenziale tossicità di questi microcostituenti sono rivolte quasi esclusivamente alla salute umana. Questa ricerca si ਠindirizzata invece sullo studio di aree alpine e subalpine collocate nel bacino imbrifero del lago Maggiore (Italia Nord-Occidentale), diversamente esposte all'impatto antropico, al fine di valutare, sia dal punto di vista chimico che ecologico, i rischi ambientali derivanti dalla deposizione dall'atmosfera di macro e microinquinanti. Lo studio ha considerato gli attuali livelli di concentrazione di inquinanti presenti nelle deposizioni atmosferiche che ricadono sugli ecosistemi d'acqua dolce in alta quota, e la stima di possibili arricchimenti, nel corso degli anni, nelle concentrazioni ai laghi di metalli pesanti. A tal fine sono state prese in considerazione diverse aree di campionamento (sia per le deposizioni atmosferiche che per gli ecosistemi di acqua dolce) scelte sia per la loro collocazione geografica (secondo un gradiente di esposizione all'impatto antropico), sia per l'esistenza di serie storiche di dati chimici rilevati nel passato. I dati prodotti, relativi alle deposizioni, elaborati mediante test non parametrici e tecniche di analisi multivariata al fine di verificare eventuali andamenti temporali e possibili fonti emissive di origine, mostrano un quadro generale non particolarmente negativo in cui i valori ottenuti sono tendenzialmente in linea con quelli calcolati a livello europeo dall'EMEP (Programma Europeo di Monitoraggio sul trasporto a lungo raggio degli inquinanti atmosferici). Per quanto riguarda invece la parte di ricerca sulle acque superficiali d'alta quota, si puಠaffermare che seppure la maggior parte di questi laghi sono in una fase di recupero dall'acidificazione, continuano comunque ad essere interessati dalla deposizione di inquinanti dall'atmosfera, in particolare metalli pesanti, che a lungo termine potranno portare ad un nuovo peggioramento dell'equilibrio naturale. Per studiare meglio questi cambiamenti climatici negli ecosistemi montani si ਠreso necessario un primo approccio integrato, basato su osservazioni a lungo termine assieme ad un'adeguata modellistica (Visual MINTEQ). Sulla base di tali informazioni ਠdi conseguenza stato possibile ipotizzare scenari in grado di valutare effetti diretti ed indiretti legati al trasporto a lunga distanza di sostanze inquinanti.
Apporti atmosferici di ioni e metalli ed effetti sulle acque superficiali in ambiente subalpino ed alpino
2010
Abstract
Ad oggi lo stato dell'arte della ricerca sui metalli pesanti ਠindirizzata principalmente nei confronti di aree fortemente soggette all'impatto antropico, ed anche le indicazioni sulla potenziale tossicità di questi microcostituenti sono rivolte quasi esclusivamente alla salute umana. Questa ricerca si ਠindirizzata invece sullo studio di aree alpine e subalpine collocate nel bacino imbrifero del lago Maggiore (Italia Nord-Occidentale), diversamente esposte all'impatto antropico, al fine di valutare, sia dal punto di vista chimico che ecologico, i rischi ambientali derivanti dalla deposizione dall'atmosfera di macro e microinquinanti. Lo studio ha considerato gli attuali livelli di concentrazione di inquinanti presenti nelle deposizioni atmosferiche che ricadono sugli ecosistemi d'acqua dolce in alta quota, e la stima di possibili arricchimenti, nel corso degli anni, nelle concentrazioni ai laghi di metalli pesanti. A tal fine sono state prese in considerazione diverse aree di campionamento (sia per le deposizioni atmosferiche che per gli ecosistemi di acqua dolce) scelte sia per la loro collocazione geografica (secondo un gradiente di esposizione all'impatto antropico), sia per l'esistenza di serie storiche di dati chimici rilevati nel passato. I dati prodotti, relativi alle deposizioni, elaborati mediante test non parametrici e tecniche di analisi multivariata al fine di verificare eventuali andamenti temporali e possibili fonti emissive di origine, mostrano un quadro generale non particolarmente negativo in cui i valori ottenuti sono tendenzialmente in linea con quelli calcolati a livello europeo dall'EMEP (Programma Europeo di Monitoraggio sul trasporto a lungo raggio degli inquinanti atmosferici). Per quanto riguarda invece la parte di ricerca sulle acque superficiali d'alta quota, si puಠaffermare che seppure la maggior parte di questi laghi sono in una fase di recupero dall'acidificazione, continuano comunque ad essere interessati dalla deposizione di inquinanti dall'atmosfera, in particolare metalli pesanti, che a lungo termine potranno portare ad un nuovo peggioramento dell'equilibrio naturale. Per studiare meglio questi cambiamenti climatici negli ecosistemi montani si ਠreso necessario un primo approccio integrato, basato su osservazioni a lungo termine assieme ad un'adeguata modellistica (Visual MINTEQ). Sulla base di tali informazioni ਠdi conseguenza stato possibile ipotizzare scenari in grado di valutare effetti diretti ed indiretti legati al trasporto a lunga distanza di sostanze inquinanti.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/239654
URN:NBN:IT:UNIPR-239654