INTRODUZIONE: La Sclerosi Sistemica (ScS) ਠuna malattia infiammatoria che puಠdeterminare alterazioni della cute e dell'apparato muscolo-scheletrico, tali da comportare riduzione delle capacità funzionali e soprattutto una restrizione dei movimenti. Inoltre, il coinvolgimento gastro-enterico, se presente, puಠcausare una riduzione dell'apporto calorico e quindi un'alterazione dello stato nutrizionale. OBIETTIVO: valutare l'eventuale presenza di una correlazione tra l'entità di attività fisica ed il livello di metabolismo energetico nei pazienti affetti da sclerodermia con coinvolgimento polmonare. METODI: abbiamo condotto uno studio osservazionale e trasversale su 27 soggetti affetti da ScS, consecutivamente arruolati in un arco di tempo di tre anni (novembre 2006-novembre 2009) e afferenti al Dipartimento di Malattie Reumatologiche dell'Azienda Ospedaliera “Policlinico” di Palermo, che sono stati inviati, per approfondimento diagnostico della funzione polmonare, presso la Divisione di Pneumologia III dell'Ospedale “Vincenzo Cervello” di Palermo. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a valutazione della funzionalità respiratoria (test spirometrici, test del cammino dei 6 minuti), dello stato nutrizionale (BMI, questionario MNA), della composizione corporea (bioimpedenzometria) e dell'attività fisica quotidiana (multisensore Armband). Di 22 soggetti sclerodermici sono descritti anche le caratteristiche radiologiche tramite HRCT; la valutazione semiquantitativa della compromissione radiologica ਠstata effettuata mediante il metodo di Warrick, che attribuisce un punteggio alla varie lesioni secondo un criterio di gravità (score di severità del danno) e di estensione delle stesse alterazioni all'interno del parenchima polmonare (score di estensione del danno). Su 8 sclerodermici sono stati fatti studi biologici sull'espettorato indotto. RISULTATI: i soggetti sclerodermici, rispetto ai controlli presentavano valori spirometrici nei limiti della norma: FEV1 = 97.5±14% del predetto, FVC = 100±12.8% del predetto, fatta eccezione per la DLco=61±17% del predetto. Tutti i soggetti avevano un buono stato nutrizionale: BMI= 23.8±3.9 Kg/m2 (media ±DS), ma la composizione corporea negli sclerodermici si caratterizzava per una ridotta massa libera da grasso (FFM=46.8±7.6 vs 53.6±6.3 dei controlli; p=0.01). A parità di funzionalità respiratoria gli sclerodermici percorrevano una distanza inferiore durante il 6MWT (538±73 metri vs 640±49 metri nei controlli; p=0.0002) e svolgevano meno attività fisica quotidiana (PAD>2.5METs =243±145 minuti vs 397±142 minuti nei controlli; p=0.003). La percentuale di neutrofili era significativamente pi๠alta nei pazienti sclerodermici rispetto ai controlli (74±24% e 44±13%, rispettivamente; p=0.008). Lo score totale HRCT secondo Warrick ਠrisultato pari a 13±6 nel campione complessivo; correlazioni significative inverse sono emerse tra il punteggio di Warrick totale ed il grado di compromissione della DLco (p= 0.029). CONCLUSIONI: l'uso di metodiche non invasive puಠconsentire di rilevare precocemente il coinvolgimento sistemico da parte della sclerodermia. Il rilievo dei danni sistemici negli sclerodermici potrebbe consentire di evidenziare coloro che beneficerebbero dell'inserimento in programmi di riabilitazione fisica allo scopo di migliorare la loro performance fisica.
Valutazione dell'attività fisica e del metabolismo energetico nei pazienti sclerodermici
2010
Abstract
INTRODUZIONE: La Sclerosi Sistemica (ScS) ਠuna malattia infiammatoria che puಠdeterminare alterazioni della cute e dell'apparato muscolo-scheletrico, tali da comportare riduzione delle capacità funzionali e soprattutto una restrizione dei movimenti. Inoltre, il coinvolgimento gastro-enterico, se presente, puಠcausare una riduzione dell'apporto calorico e quindi un'alterazione dello stato nutrizionale. OBIETTIVO: valutare l'eventuale presenza di una correlazione tra l'entità di attività fisica ed il livello di metabolismo energetico nei pazienti affetti da sclerodermia con coinvolgimento polmonare. METODI: abbiamo condotto uno studio osservazionale e trasversale su 27 soggetti affetti da ScS, consecutivamente arruolati in un arco di tempo di tre anni (novembre 2006-novembre 2009) e afferenti al Dipartimento di Malattie Reumatologiche dell'Azienda Ospedaliera “Policlinico” di Palermo, che sono stati inviati, per approfondimento diagnostico della funzione polmonare, presso la Divisione di Pneumologia III dell'Ospedale “Vincenzo Cervello” di Palermo. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a valutazione della funzionalità respiratoria (test spirometrici, test del cammino dei 6 minuti), dello stato nutrizionale (BMI, questionario MNA), della composizione corporea (bioimpedenzometria) e dell'attività fisica quotidiana (multisensore Armband). Di 22 soggetti sclerodermici sono descritti anche le caratteristiche radiologiche tramite HRCT; la valutazione semiquantitativa della compromissione radiologica ਠstata effettuata mediante il metodo di Warrick, che attribuisce un punteggio alla varie lesioni secondo un criterio di gravità (score di severità del danno) e di estensione delle stesse alterazioni all'interno del parenchima polmonare (score di estensione del danno). Su 8 sclerodermici sono stati fatti studi biologici sull'espettorato indotto. RISULTATI: i soggetti sclerodermici, rispetto ai controlli presentavano valori spirometrici nei limiti della norma: FEV1 = 97.5±14% del predetto, FVC = 100±12.8% del predetto, fatta eccezione per la DLco=61±17% del predetto. Tutti i soggetti avevano un buono stato nutrizionale: BMI= 23.8±3.9 Kg/m2 (media ±DS), ma la composizione corporea negli sclerodermici si caratterizzava per una ridotta massa libera da grasso (FFM=46.8±7.6 vs 53.6±6.3 dei controlli; p=0.01). A parità di funzionalità respiratoria gli sclerodermici percorrevano una distanza inferiore durante il 6MWT (538±73 metri vs 640±49 metri nei controlli; p=0.0002) e svolgevano meno attività fisica quotidiana (PAD>2.5METs =243±145 minuti vs 397±142 minuti nei controlli; p=0.003). La percentuale di neutrofili era significativamente pi๠alta nei pazienti sclerodermici rispetto ai controlli (74±24% e 44±13%, rispettivamente; p=0.008). Lo score totale HRCT secondo Warrick ਠrisultato pari a 13±6 nel campione complessivo; correlazioni significative inverse sono emerse tra il punteggio di Warrick totale ed il grado di compromissione della DLco (p= 0.029). CONCLUSIONI: l'uso di metodiche non invasive puಠconsentire di rilevare precocemente il coinvolgimento sistemico da parte della sclerodermia. Il rilievo dei danni sistemici negli sclerodermici potrebbe consentire di evidenziare coloro che beneficerebbero dell'inserimento in programmi di riabilitazione fisica allo scopo di migliorare la loro performance fisica.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/241922
URN:NBN:IT:UNIPR-241922