Le perdite di sostanza ossea e la loro riparazione hanno sempre rappresentato un capitolo “peculiare” della chirurgia riparativa ossea, sia essa ortopedica, plastica, maxillo-facciale o orale. Oltre all'osso autologo, ad oggi il “golden standard” nel ripristino di sostanza ossea perduta, sono stati proposti ed utilizzati nel corso del tempo svariati materiali. Nel nostro studio clinico randomizzato abbiamo utilizzato e confrontato due tipologie di questi materiali: l'osso autologo e l'osso omologo. Sono stati reclutati quattordici pazienti con creste edentule atrofiche rientranti nella classe IV di Cawood e Howell; la correzione dei difetti mascellari ਠavvenuta mediante utilizzo di blocchi di osso autologo o osso omologo. La scelta dell'osso da utilizzare durante il trattamento chirurgico ਠstata randomizzata. I pazienti, sia del gruppo test, che del gruppo controllo, sono stati sottoposti ad esame radiografrico di Tomografia Computerizzata prima dell' interveno di innesto, una settimana dopo (per calcolare il volume di osso innestato), quindici giorni prima dell'inserimento implantare (a sei mesi dall'innesto). Le variazioni relative a 6 mesi hanno mostrato per l'osso omologo un riassorbimento del 61,7% e un aumento di densità  del 41,8%, mentre nell'osso autologo il riassorbimento ਠstato del 47% e la densità  à¨ diminuita del 2%. Dai risultati ottenuti si ricava la necessità  di effettuare studi clinici su campioni pi๠ampi e mirati ad investigare le specifiche differenze di comportamento degli innesti ossei autologhi ed omologhi, come evidenziate nel presente studio, prima di utilizzare i block graft omologhi nella routine clinica. E' necessario altresଠmonitorare nel tempo il riassorbimento degli innesti omologhi che sembrano avere una maggiore tendenza a riassorbirsi

Gli innesti sagomati di osso omologo in chirurgia preimplantare: uno studio clinico randomizzato

2010

Abstract

Le perdite di sostanza ossea e la loro riparazione hanno sempre rappresentato un capitolo “peculiare” della chirurgia riparativa ossea, sia essa ortopedica, plastica, maxillo-facciale o orale. Oltre all'osso autologo, ad oggi il “golden standard” nel ripristino di sostanza ossea perduta, sono stati proposti ed utilizzati nel corso del tempo svariati materiali. Nel nostro studio clinico randomizzato abbiamo utilizzato e confrontato due tipologie di questi materiali: l'osso autologo e l'osso omologo. Sono stati reclutati quattordici pazienti con creste edentule atrofiche rientranti nella classe IV di Cawood e Howell; la correzione dei difetti mascellari ਠavvenuta mediante utilizzo di blocchi di osso autologo o osso omologo. La scelta dell'osso da utilizzare durante il trattamento chirurgico ਠstata randomizzata. I pazienti, sia del gruppo test, che del gruppo controllo, sono stati sottoposti ad esame radiografrico di Tomografia Computerizzata prima dell' interveno di innesto, una settimana dopo (per calcolare il volume di osso innestato), quindici giorni prima dell'inserimento implantare (a sei mesi dall'innesto). Le variazioni relative a 6 mesi hanno mostrato per l'osso omologo un riassorbimento del 61,7% e un aumento di densità  del 41,8%, mentre nell'osso autologo il riassorbimento ਠstato del 47% e la densità  à¨ diminuita del 2%. Dai risultati ottenuti si ricava la necessità  di effettuare studi clinici su campioni pi๠ampi e mirati ad investigare le specifiche differenze di comportamento degli innesti ossei autologhi ed omologhi, come evidenziate nel presente studio, prima di utilizzare i block graft omologhi nella routine clinica. E' necessario altresଠmonitorare nel tempo il riassorbimento degli innesti omologhi che sembrano avere una maggiore tendenza a riassorbirsi
2010
Italiano
Università degli Studi di Parma
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/242600
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