Nel caso d'Orleans come in quello di Catania non si segnala alcuna misteriosa sparizione, i fatti non sono realmente accaduti: il rumor crea l'evento. Come in un sogno in cui fantasia e realta' si confondono, la memoria collettiva si appropria del mito fluttuante, lo ancora alla realta', e di quello si serve per gridare a gran voce il proprio turbamento e le proprie contraddizioni. Tutto cio' allora sembra essere prova del fatto che quelle contraddizioni e quei turbamenti in realta' non abbandonano mai il corpo sociale ma da questo vengono riprese ed esternate quando una lettura del contesto da parte degli attori viene interpretata come sovraccarico d'ambivalenza. E' chiaro che espressa in questi termini la lettura contestuale non sara' mai espressione di una crisi oggettiva: due citta', contesti differenti, contraddizioni differenti. Ma la questione nodale sembra essere un'altra. Due citta' con contesti e contraddizioni differenti alle spalle, in tempi lontani l'una dall'altra adottano lo stesso modo di procedere: una forza mitopoietica accomuna le due citta'. Se dunque la lettura e la conseguente interpretazione del contesto sono lasciate agli attori e trovano senso se inserite in quel contesto, il ricorso a spiegazioni dal carattere mitologico e la ricerca di colpevoli potrebbero invece accomunare l'intera societa'.
Rumor: Tra Catania e Orleans
2011
Abstract
Nel caso d'Orleans come in quello di Catania non si segnala alcuna misteriosa sparizione, i fatti non sono realmente accaduti: il rumor crea l'evento. Come in un sogno in cui fantasia e realta' si confondono, la memoria collettiva si appropria del mito fluttuante, lo ancora alla realta', e di quello si serve per gridare a gran voce il proprio turbamento e le proprie contraddizioni. Tutto cio' allora sembra essere prova del fatto che quelle contraddizioni e quei turbamenti in realta' non abbandonano mai il corpo sociale ma da questo vengono riprese ed esternate quando una lettura del contesto da parte degli attori viene interpretata come sovraccarico d'ambivalenza. E' chiaro che espressa in questi termini la lettura contestuale non sara' mai espressione di una crisi oggettiva: due citta', contesti differenti, contraddizioni differenti. Ma la questione nodale sembra essere un'altra. Due citta' con contesti e contraddizioni differenti alle spalle, in tempi lontani l'una dall'altra adottano lo stesso modo di procedere: una forza mitopoietica accomuna le due citta'. Se dunque la lettura e la conseguente interpretazione del contesto sono lasciate agli attori e trovano senso se inserite in quel contesto, il ricorso a spiegazioni dal carattere mitologico e la ricerca di colpevoli potrebbero invece accomunare l'intera societa'.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/243575
URN:NBN:IT:UNICT-243575