Il trattamento neoadiuvante radiochemioterapico del carcinoma del retto localmente avanzato-ARC- presenta molteplici e variegati aspetti di non univoca interpretazione. La terapia neoadiuvante nel trattamento del LARC si e' rapidamente diffusa in rapporto al basso rischio di sequele e all'alta percentuale di chirurgia conservativa che ne consegue. Negli ultimi anni la terapia antiblastica ha goduto di importanti innovazioni, con l'immissione in commercio di nuovi farmaci come le fluoropirimidine orali che hanno sostituito l'utilizzo del 5-FU. L'uso clinico nell'oxaliplatino e dell'irinotecan, cosi' come di farmaci a bersaglio molecolare di ultima generazione come il bevacizumab ed il cetuximab (targeted therapy) hanno trovato posto nei protocolli farmacologici integrati. Scopo del nostro studio e' stato quello di confrontare il trattamento integrato radiante ed antiblastico preoperatorio, quest'ultimo con l''utilizzo di due schedule in rapporto al raggiungimento del controllo locale e del risparmio sfinteriale, senza compromettere la radicalita' oncologica del trattamento stesso. MATERIALI E METODI: Sono stati reclutati 40 pazienti, di eta' compresa tra 38-81 anni, tutti hanno effettuato trattamento radiante neoadiuvante associato a chemioterapia, uno con schedula XELOX, l'altro con XELOX piu' Bevacizumab. RISULTATI:Gli endpoint considerati e valutati sono stati il downstaging, la remissione completa e la possibilita' di una chirurgia conservativa, ovvero una chirugia sphincter saving. I dati ottenuti nei vari bracci sono stati tutti sovrapponibili.il nostro studio basato, su esperienze cliniche ormai consolidate, ha confermato il dato gia' esistente in letteratura nel senso che, la normalizzazione vascolare tumorale determinata dal bevacizumab, ha un impatto favorevole sul controllo tumorale, e che làƒ¢ effetto sinergico tra radioterapia, chemioterapia e targeted therapy ha come risultato finale l'aumento del controllo locale della malattia senza apprezzabili effetti collaterali invalidanti.
Associazione radiochemioterapica con anticorpi anti-vegf nel trattamento neoadiuvante del carcinoma del retto localmente avanzato
2011
Abstract
Il trattamento neoadiuvante radiochemioterapico del carcinoma del retto localmente avanzato-ARC- presenta molteplici e variegati aspetti di non univoca interpretazione. La terapia neoadiuvante nel trattamento del LARC si e' rapidamente diffusa in rapporto al basso rischio di sequele e all'alta percentuale di chirurgia conservativa che ne consegue. Negli ultimi anni la terapia antiblastica ha goduto di importanti innovazioni, con l'immissione in commercio di nuovi farmaci come le fluoropirimidine orali che hanno sostituito l'utilizzo del 5-FU. L'uso clinico nell'oxaliplatino e dell'irinotecan, cosi' come di farmaci a bersaglio molecolare di ultima generazione come il bevacizumab ed il cetuximab (targeted therapy) hanno trovato posto nei protocolli farmacologici integrati. Scopo del nostro studio e' stato quello di confrontare il trattamento integrato radiante ed antiblastico preoperatorio, quest'ultimo con l''utilizzo di due schedule in rapporto al raggiungimento del controllo locale e del risparmio sfinteriale, senza compromettere la radicalita' oncologica del trattamento stesso. MATERIALI E METODI: Sono stati reclutati 40 pazienti, di eta' compresa tra 38-81 anni, tutti hanno effettuato trattamento radiante neoadiuvante associato a chemioterapia, uno con schedula XELOX, l'altro con XELOX piu' Bevacizumab. RISULTATI:Gli endpoint considerati e valutati sono stati il downstaging, la remissione completa e la possibilita' di una chirurgia conservativa, ovvero una chirugia sphincter saving. I dati ottenuti nei vari bracci sono stati tutti sovrapponibili.il nostro studio basato, su esperienze cliniche ormai consolidate, ha confermato il dato gia' esistente in letteratura nel senso che, la normalizzazione vascolare tumorale determinata dal bevacizumab, ha un impatto favorevole sul controllo tumorale, e che làƒ¢ effetto sinergico tra radioterapia, chemioterapia e targeted therapy ha come risultato finale l'aumento del controllo locale della malattia senza apprezzabili effetti collaterali invalidanti.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/248539
URN:NBN:IT:UNICT-248539