Presupposti: Lࢠinibitore multichinasico sorafenib si àƒ¨ dimostrato in grado di aumentare significativamente la sopravvivenza in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare avanzato. Sorafenib interferisce sia con la proliferazione delle cellule tumorali sia con i processi angiogenetici agendo sulla cascata intracellulare Ras/Raf/MEK/ERK e sui recettori tirosinchinasici VEGFR-2/-3 (vascular endothelial growth factor receptor-2/-3) e PDGFR-? (platelet derived growth factor receptor beta). Ad oggi non esistono parametri clinici o biologici che possano essere considerati predittivi di risposta al trattamento. Lo scopo di questo studio àƒ¨ stato quello di analizzare il ruolo di marcatori tissutali nel predire lࢠefficacia clinica di sorafenib in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare avanzato. Metodi: àƒ stata analizzata una popolazione di 77 pazienti affetti da carcinoma epatocellulare avanzato trattati con sorafenib nellࢠambito di 2 studi prospettici randomizzati. I campioni tissutali sono stati valutati sulla base delle caratteristiche architetturali e citologiche secondo criteri predefiniti. Lࢠespressione di beta-catenina (?CAT), glutammina sintetasi (GS), pERK (phosphorylated extracellular signal regulated kinase), pAKT (phosphorylated v-akt murine thymoma viral oncogene homolog) e VEGFR-2 (vascular endothelial growth factor receptor-2) àƒ¨ stata valutata mediante immunoistochimica e lࢠintensitàƒ di colorazione misurata impiegando un sistema semiquantitativo. Eࢠstata utilizzata come gruppo di controllo una popolazione di 56 pazienti trattati con la sola terapia di supporto. Risultati: La sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS) sono risultate significativamente ridotte nei pazienti con elevata espressione cellulare di pERK. Inoltre, unࢠelevata espressione di VEGFR-2 àƒ¨ stata correlata in maniera statisticamente significativa con una ridotta OS ottenuta dopo trattamento con sorafenib. Questi risultati non sono stati confermati nel gruppo di controllo. Conclusioni: Unࢠespressione cellulare elevata di pERK e di VEGFR-2 predicono una ridotta sopravvivenza libera da progressione ed una ridotta sopravvivenza globale in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare trattati con sorafenib. Questi dati suggeriscono che i carcinomi epatocellulari contenenti livelli di pERK e di VEGFR-2 piàƒ¹ elevati sono meno sensibili, o responsivi a sorafenib. In considerazione del disegno retrospettivo del nostro studio sono richieste ulteriori indagini, nellࢠambito di studi prospettici, per confermare il ruolo di questi biomarcatori nel predire lࢠandamento clinico dei pazienti affetti da carcinoma epatocellulare in trattamento con sorafenib.

Marcatori molecolari predittivi di risposta al trattamento con sorafenib in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare avanzato

2012

Abstract

Presupposti: Lࢠinibitore multichinasico sorafenib si àƒ¨ dimostrato in grado di aumentare significativamente la sopravvivenza in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare avanzato. Sorafenib interferisce sia con la proliferazione delle cellule tumorali sia con i processi angiogenetici agendo sulla cascata intracellulare Ras/Raf/MEK/ERK e sui recettori tirosinchinasici VEGFR-2/-3 (vascular endothelial growth factor receptor-2/-3) e PDGFR-? (platelet derived growth factor receptor beta). Ad oggi non esistono parametri clinici o biologici che possano essere considerati predittivi di risposta al trattamento. Lo scopo di questo studio àƒ¨ stato quello di analizzare il ruolo di marcatori tissutali nel predire lࢠefficacia clinica di sorafenib in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare avanzato. Metodi: àƒ stata analizzata una popolazione di 77 pazienti affetti da carcinoma epatocellulare avanzato trattati con sorafenib nellࢠambito di 2 studi prospettici randomizzati. I campioni tissutali sono stati valutati sulla base delle caratteristiche architetturali e citologiche secondo criteri predefiniti. Lࢠespressione di beta-catenina (?CAT), glutammina sintetasi (GS), pERK (phosphorylated extracellular signal regulated kinase), pAKT (phosphorylated v-akt murine thymoma viral oncogene homolog) e VEGFR-2 (vascular endothelial growth factor receptor-2) àƒ¨ stata valutata mediante immunoistochimica e lࢠintensitàƒ di colorazione misurata impiegando un sistema semiquantitativo. Eࢠstata utilizzata come gruppo di controllo una popolazione di 56 pazienti trattati con la sola terapia di supporto. Risultati: La sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS) sono risultate significativamente ridotte nei pazienti con elevata espressione cellulare di pERK. Inoltre, unࢠelevata espressione di VEGFR-2 àƒ¨ stata correlata in maniera statisticamente significativa con una ridotta OS ottenuta dopo trattamento con sorafenib. Questi risultati non sono stati confermati nel gruppo di controllo. Conclusioni: Unࢠespressione cellulare elevata di pERK e di VEGFR-2 predicono una ridotta sopravvivenza libera da progressione ed una ridotta sopravvivenza globale in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare trattati con sorafenib. Questi dati suggeriscono che i carcinomi epatocellulari contenenti livelli di pERK e di VEGFR-2 piàƒ¹ elevati sono meno sensibili, o responsivi a sorafenib. In considerazione del disegno retrospettivo del nostro studio sono richieste ulteriori indagini, nellࢠambito di studi prospettici, per confermare il ruolo di questi biomarcatori nel predire lࢠandamento clinico dei pazienti affetti da carcinoma epatocellulare in trattamento con sorafenib.
2012
Italiano
hepatocellular carcinoma
molecular marker
sorafenib
Università degli Studi di Parma
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/248884
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