INTRODUZIONE Le patologie infiammatorie pancreatiche, pancreatite acuta, acuta ricorrente e cronica, hanno una patogenesi multifattoriale in cui risultano coinvolti fattori ambientali, abitudini voluttuarie e predisposizione genetica. La pancreatite acuta (PA) ਠuna patologia associata ad una intensa risposta infiammatoria. La proteina MCP-1 (Monocyte Chemoattracting Protein-1) ਠuna chemochina con un ruolo centrale nell'instaurare e nel mantenere il processo infiammatorio. Il polimorfismo -2518 G della regione regolatrice del gene per MCP-1 altera il livello di espressione di questa chemochina accrescendo la risposta infiammatoria. La pancreatite cronica (PC) ਠuna malattia caratterizzata da alterazioni morfologiche e funzionali irreversibili della ghiandola pancreatica. Recentemente ਠrisultato evidente come oltre ai già  riconosciuti fattori ambientali associati alla patogenesi malattia (es. alcol, fumo), siano implicati anche fattori genetici (es. mutazioni del canale per l'efflusso di cloro CFTR, mutazioni per il gene dell'inibitore della tripsina SPINK-1, mutazioni del tripsinogeno cationico PRSS1). SCOPO DELLA TESI La presente tesi ha avuto lo scopo di valutare la presenza del polimorfismo -2518 della proteina MCP-1 nei pazienti affetti da malattie infiammatorie pancreatiche, ed investigare il ruolo della predisposizione genetica alla pancreatite cronica nella popolazione italiana per identificare, tramite analisi molecolare, i geni associati con un aumento della suscettibilità  alla malattia. Sono stati indagati, previa accettazione di consenso informato, 342 pazienti italiani di cui: 118 affetti da pancreatite acuta, 64 affetti da pancreatite acuta ricorrente e 160 pazienti affetti da pancreatite cronica sporadica, inoltre sono stati indagati 150 soggetti sani di controllo. In particolare sono state valutate: 1) Mutazioni genetiche già  descritte come implicate nella patogenesi della pancreatite cronica, in popolazioni non italiane. Sono state analizzate: †¢ Mutazioni dell'inibitore della proteasi serinica (SPINK1), proteina che inibisce specificamente circa il 20% della tripsina attivata bloccando fisicamente il sito attivo. E' stato ipotizzato che un deficit a livello di questa proteina inibitrice possa condurre ad eccessiva attivazione tripsinica. †¢ Mutazioni del gene codificante il canale del cloro (CFTR), che, se mutato, puಠcontribuire a modificare le caratteristiche del secreto pancreatico, rendendolo pi๠viscoso. †¢ Mutazioni del gene tripsinogeno cationico (PRSS1) che con modalità  autosomica dominante causa pancreatite ereditaria. 2) Il polimorfismo A/G del gene MCP-1 espresso nel siero di pazienti affetti dalle tre patologie pancreatiche in esame (pancreatite acuta, acuta ricorrente e cronica). RISULTATI I risultati della presente tesi dimostrano un'associazione tra pancreatite cronica e mutazioni a carico dei geni CFTR (p<0.001) e SPINK1 (p=0.05, Yates chi-square test), già  descritte in popolazioni non italiane. Infine, nessuno dei 160 pazienti presenta alcuna delle mutazioni analizzate del gene per il tripsinogeno cationico (PRSS1). Questo risultato negativo era previsto in quanto le mutazioni del PRSS1 causano pancreatite cronica ereditaria in modo autosomico dominante. I livelli sierici di MCP-1 erano significativamente pi๠alti in tutti i pazienti affetti da malattie infiammatorie del pancreas. Inoltre, abbiamo riscontrato una notevole sovrarappresentazione dell'allele MCP-1G nei pazienti affetti da ARP. CONCLUSIONI I risultati del nostro studio confermano l'associazione della pancreatite cronica con mutazioni a carico dei geni CFTR e SPINK1, nella popolazione italiana. Pertanto, la pancreatite cronica va considerata una patologia multifattoriale in cui fattori ambientali, quali ad esempio alcol e fumo, vanno ad agire su un possibile substrato genetico nel predisporre alla malattia, con effetto additivo. Inoltre i risultati della presente tesi supportano l'ipotesi per cui un aumento significativo dei livelli sierici di MCP-1 durante AP, ARP, e CP, potrebbe contribuire alla patogenesi dell'infiammazione del tessuto pancreatico. Per questo motivo l'analisi completa dei diversi potenziali fattori di suscettibilità  à¨ indispensabile nella definizione della patogenesi della malattia.

Ruolo delle mutazioni geniche e dei polimorfismi nella patogenesi delle malattie infiammatorie del pancreas

2011

Abstract

INTRODUZIONE Le patologie infiammatorie pancreatiche, pancreatite acuta, acuta ricorrente e cronica, hanno una patogenesi multifattoriale in cui risultano coinvolti fattori ambientali, abitudini voluttuarie e predisposizione genetica. La pancreatite acuta (PA) ਠuna patologia associata ad una intensa risposta infiammatoria. La proteina MCP-1 (Monocyte Chemoattracting Protein-1) ਠuna chemochina con un ruolo centrale nell'instaurare e nel mantenere il processo infiammatorio. Il polimorfismo -2518 G della regione regolatrice del gene per MCP-1 altera il livello di espressione di questa chemochina accrescendo la risposta infiammatoria. La pancreatite cronica (PC) ਠuna malattia caratterizzata da alterazioni morfologiche e funzionali irreversibili della ghiandola pancreatica. Recentemente ਠrisultato evidente come oltre ai già  riconosciuti fattori ambientali associati alla patogenesi malattia (es. alcol, fumo), siano implicati anche fattori genetici (es. mutazioni del canale per l'efflusso di cloro CFTR, mutazioni per il gene dell'inibitore della tripsina SPINK-1, mutazioni del tripsinogeno cationico PRSS1). SCOPO DELLA TESI La presente tesi ha avuto lo scopo di valutare la presenza del polimorfismo -2518 della proteina MCP-1 nei pazienti affetti da malattie infiammatorie pancreatiche, ed investigare il ruolo della predisposizione genetica alla pancreatite cronica nella popolazione italiana per identificare, tramite analisi molecolare, i geni associati con un aumento della suscettibilità  alla malattia. Sono stati indagati, previa accettazione di consenso informato, 342 pazienti italiani di cui: 118 affetti da pancreatite acuta, 64 affetti da pancreatite acuta ricorrente e 160 pazienti affetti da pancreatite cronica sporadica, inoltre sono stati indagati 150 soggetti sani di controllo. In particolare sono state valutate: 1) Mutazioni genetiche già  descritte come implicate nella patogenesi della pancreatite cronica, in popolazioni non italiane. Sono state analizzate: †¢ Mutazioni dell'inibitore della proteasi serinica (SPINK1), proteina che inibisce specificamente circa il 20% della tripsina attivata bloccando fisicamente il sito attivo. E' stato ipotizzato che un deficit a livello di questa proteina inibitrice possa condurre ad eccessiva attivazione tripsinica. †¢ Mutazioni del gene codificante il canale del cloro (CFTR), che, se mutato, puಠcontribuire a modificare le caratteristiche del secreto pancreatico, rendendolo pi๠viscoso. †¢ Mutazioni del gene tripsinogeno cationico (PRSS1) che con modalità  autosomica dominante causa pancreatite ereditaria. 2) Il polimorfismo A/G del gene MCP-1 espresso nel siero di pazienti affetti dalle tre patologie pancreatiche in esame (pancreatite acuta, acuta ricorrente e cronica). RISULTATI I risultati della presente tesi dimostrano un'associazione tra pancreatite cronica e mutazioni a carico dei geni CFTR (p<0.001) e SPINK1 (p=0.05, Yates chi-square test), già  descritte in popolazioni non italiane. Infine, nessuno dei 160 pazienti presenta alcuna delle mutazioni analizzate del gene per il tripsinogeno cationico (PRSS1). Questo risultato negativo era previsto in quanto le mutazioni del PRSS1 causano pancreatite cronica ereditaria in modo autosomico dominante. I livelli sierici di MCP-1 erano significativamente pi๠alti in tutti i pazienti affetti da malattie infiammatorie del pancreas. Inoltre, abbiamo riscontrato una notevole sovrarappresentazione dell'allele MCP-1G nei pazienti affetti da ARP. CONCLUSIONI I risultati del nostro studio confermano l'associazione della pancreatite cronica con mutazioni a carico dei geni CFTR e SPINK1, nella popolazione italiana. Pertanto, la pancreatite cronica va considerata una patologia multifattoriale in cui fattori ambientali, quali ad esempio alcol e fumo, vanno ad agire su un possibile substrato genetico nel predisporre alla malattia, con effetto additivo. Inoltre i risultati della presente tesi supportano l'ipotesi per cui un aumento significativo dei livelli sierici di MCP-1 durante AP, ARP, e CP, potrebbe contribuire alla patogenesi dell'infiammazione del tessuto pancreatico. Per questo motivo l'analisi completa dei diversi potenziali fattori di suscettibilità  à¨ indispensabile nella definizione della patogenesi della malattia.
2011
Italiano
Genetics
Pancreas
Pancreatic inflammatory diseases
Università degli Studi di Parma
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/250416
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPR-250416