La tesi affronta un periodo di storia parmense scarsamente studiato. Il primo capitolo descrive l'inizio del regime, negli anni fra il 1925 e il 1929: l'impressionante e brutale violenza verso le opposizioni antifasciste nel 1925, intesa a stroncarne definitivamente la presenza nella provincia; l'occupazione del potere locale, da parte del fascismo, che realizza anche il monopolio dell'informazione giornalistica locale; gli aggressivi e talvolta indecifrabili conflitti interni al fascismo locale, fra moderati e intransigenti, e che sfoceranno nella sconfitta dell'intransigentismo. Infine, il capitolo analizza il plebiscito del 1929 a Parma: nell'ambito di una mobilitazione eccezionale del fascismo e della chiesa cattolica per favorirne un esito favorevole, e nonostante regole elettorali che non consentivano la piena libertà  di voto, Parma mostrerà  un maggiore dissenso rispetto alla media nazionale, pur nella ristrettezza di termini in cui si manifestಠil dissenso. Un dissenso, peraltro, che non si manifesterà  pi๠nel successivo plebiscito del 1934. Il secondo capitolo fornisce una rassegna delle strutture del partito e del regime, cosଠcome si configurarono localmente, diffondendosi anche sugli organismi di massa collegati al PNF, sulla loro funzione e consistenza; esamina i rapporti fra poteri dello stato e PNF, fra prefetti e segretari federali; si dedica all'azione di governo del fascismo stesso, che incise profondamente sulle strutture economiche, sociali e culturali e sulle istituzioni della provincia, e svolse un'opera di modernizzazione, con un forte sviluppo dei lavori pubblici e delle politiche sociali e assistenziali fasciste. Infine, considera l'à©lite del potere nella provincia. Il terzo capitolo valuta analiticamente l'antifascismo parmense, soprattutto nel versante comunista (il partito comunista fu la formazione politica che fornଠil maggior apporto all'antifascismo attivo), ma ਠesaminato anche l'antifascismo socialista, democratico e liberale e l'antifascismo spontaneo e popolare, mentre l'antifascismo cattolico ਠtrattato nel successivo capitolo, dedicato ai rapporti fra la chiesa e il fascismo, essendo tale antifascismo concentrato nei quadri dell'Azione Cattolico. Il quarto capitolo invece ਠdedicato ai rapporti fra la chiesa locale, composta sostanzialmente da due diocesi, Parma e Borgo San Donnino (poi Fidenza) ed esamina partitamente l'atteggiamento verso il fascismo dei quattro vescovi succedutisi alla guida delle due diocesi, constatando una maggiore propensione della diocesi e nei vescovi di Fidenza Attraverso un'analisi e un'inchiesta minuziosa di polizia sui dirigenti dell'Azione Cattolica, svolta nel 1931, il capitolo valuta l'atteggiamento dei militanti e dei dirigenti dell'Azione Cattolica nei confronti del fascismo, valutandone il grado consenso, cosଠcome la presenza importante di antifascisti, sino al 1931, nelle massime cariche dell'Azione cattolica. Il capitolo svolge inoltre una nuova analisi del conflitto fra Stato e Chiesa del 1931 nelle sue ripercussioni locali, coi numerosi incidenti a cui diede luogo. Il quinto capitolo esamina il consenso (e il modesto dissenso) che i parmensi fornirono all'impresa etiopica, oltre che la straordinaria mobilitazione a favore della guerra e contro le †œinique sanzioni†� decretate dalla Società  delle Nazioni nei confronti dell'Italia.

Il regime fascista a Parma. 1925-1936

2013

Abstract

La tesi affronta un periodo di storia parmense scarsamente studiato. Il primo capitolo descrive l'inizio del regime, negli anni fra il 1925 e il 1929: l'impressionante e brutale violenza verso le opposizioni antifasciste nel 1925, intesa a stroncarne definitivamente la presenza nella provincia; l'occupazione del potere locale, da parte del fascismo, che realizza anche il monopolio dell'informazione giornalistica locale; gli aggressivi e talvolta indecifrabili conflitti interni al fascismo locale, fra moderati e intransigenti, e che sfoceranno nella sconfitta dell'intransigentismo. Infine, il capitolo analizza il plebiscito del 1929 a Parma: nell'ambito di una mobilitazione eccezionale del fascismo e della chiesa cattolica per favorirne un esito favorevole, e nonostante regole elettorali che non consentivano la piena libertà  di voto, Parma mostrerà  un maggiore dissenso rispetto alla media nazionale, pur nella ristrettezza di termini in cui si manifestಠil dissenso. Un dissenso, peraltro, che non si manifesterà  pi๠nel successivo plebiscito del 1934. Il secondo capitolo fornisce una rassegna delle strutture del partito e del regime, cosଠcome si configurarono localmente, diffondendosi anche sugli organismi di massa collegati al PNF, sulla loro funzione e consistenza; esamina i rapporti fra poteri dello stato e PNF, fra prefetti e segretari federali; si dedica all'azione di governo del fascismo stesso, che incise profondamente sulle strutture economiche, sociali e culturali e sulle istituzioni della provincia, e svolse un'opera di modernizzazione, con un forte sviluppo dei lavori pubblici e delle politiche sociali e assistenziali fasciste. Infine, considera l'à©lite del potere nella provincia. Il terzo capitolo valuta analiticamente l'antifascismo parmense, soprattutto nel versante comunista (il partito comunista fu la formazione politica che fornଠil maggior apporto all'antifascismo attivo), ma ਠesaminato anche l'antifascismo socialista, democratico e liberale e l'antifascismo spontaneo e popolare, mentre l'antifascismo cattolico ਠtrattato nel successivo capitolo, dedicato ai rapporti fra la chiesa e il fascismo, essendo tale antifascismo concentrato nei quadri dell'Azione Cattolico. Il quarto capitolo invece ਠdedicato ai rapporti fra la chiesa locale, composta sostanzialmente da due diocesi, Parma e Borgo San Donnino (poi Fidenza) ed esamina partitamente l'atteggiamento verso il fascismo dei quattro vescovi succedutisi alla guida delle due diocesi, constatando una maggiore propensione della diocesi e nei vescovi di Fidenza Attraverso un'analisi e un'inchiesta minuziosa di polizia sui dirigenti dell'Azione Cattolica, svolta nel 1931, il capitolo valuta l'atteggiamento dei militanti e dei dirigenti dell'Azione Cattolica nei confronti del fascismo, valutandone il grado consenso, cosଠcome la presenza importante di antifascisti, sino al 1931, nelle massime cariche dell'Azione cattolica. Il capitolo svolge inoltre una nuova analisi del conflitto fra Stato e Chiesa del 1931 nelle sue ripercussioni locali, coi numerosi incidenti a cui diede luogo. Il quinto capitolo esamina il consenso (e il modesto dissenso) che i parmensi fornirono all'impresa etiopica, oltre che la straordinaria mobilitazione a favore della guerra e contro le †œinique sanzioni†� decretate dalla Società  delle Nazioni nei confronti dell'Italia.
2013
Italiano
Fascismo - Parma - 1925-1936
fascist regime
Parma
1925-1936
Università degli Studi di Parma
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/252290
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPR-252290