Questo lavoro analizza l'agricoltura del territorio aretuseo nell'Ottocento Borbonico, prestando particolarmente attenzione sulla evoluzione in senso capitalistico che la stessa ebbe nel sessantennio che precedette l'Unita' di Italia ed in particolare come parte del capitale, proprio in quegli anni, grazie a delle congiunture politiche favorevoli, fosse penetrato nelle terre del territorio grazie ad un tipo di contratto a beneficare o ad meliorandum che tendevano a sfruttare il lavoro dei contadini del Siracusano. L'elaborato si apre con una descrizione della qualita' dei suoli presenti nel territorio, dei metodi e delle attrezzature con cui venivano coltivati e delle pratiche primitive e di certo ben distanti da quelle degli Stati evoluti del panorama Continentale. In seguito si tende a descrivere il paesaggio agrario, presente nel XIX secolo, nel territorio aretuseo prestando particolarmente attenzione alle tipologie colturali, alla loro presenza nel territorio e in che misura le produzioni incidessero sull'economia delle aree oggetto d'indagine. L'ultima parte del lavoro tende invece a dimostrare come una parte del capitale sia penetrato nelle campagne del territorio aretuseo attraverso vie che potremmo definire informali, le quali si manifestavano sotto la forma di gabelle ad meliorandum.
Il capitale e la campagna siracusana in epoca preunitaria
2011
Abstract
Questo lavoro analizza l'agricoltura del territorio aretuseo nell'Ottocento Borbonico, prestando particolarmente attenzione sulla evoluzione in senso capitalistico che la stessa ebbe nel sessantennio che precedette l'Unita' di Italia ed in particolare come parte del capitale, proprio in quegli anni, grazie a delle congiunture politiche favorevoli, fosse penetrato nelle terre del territorio grazie ad un tipo di contratto a beneficare o ad meliorandum che tendevano a sfruttare il lavoro dei contadini del Siracusano. L'elaborato si apre con una descrizione della qualita' dei suoli presenti nel territorio, dei metodi e delle attrezzature con cui venivano coltivati e delle pratiche primitive e di certo ben distanti da quelle degli Stati evoluti del panorama Continentale. In seguito si tende a descrivere il paesaggio agrario, presente nel XIX secolo, nel territorio aretuseo prestando particolarmente attenzione alle tipologie colturali, alla loro presenza nel territorio e in che misura le produzioni incidessero sull'economia delle aree oggetto d'indagine. L'ultima parte del lavoro tende invece a dimostrare come una parte del capitale sia penetrato nelle campagne del territorio aretuseo attraverso vie che potremmo definire informali, le quali si manifestavano sotto la forma di gabelle ad meliorandum.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/263417
URN:NBN:IT:UNICT-263417