La celiachia ਠuna malattia sistemica immunomediata, indotta dal glutine e dalle prolamine correlate, in soggetti geneticamente predisposti. Si caratterizza per una variabile combinazione di manifestazioni cliniche glutine-dipendenti, anticorpi specifici come gli anticorpi antiendomisio (EMA), gli anticorpi antitransglutaminasi di tipo 2 (tTG) e gli anticorpi antigliadina deamidata (DPG), aplotipi HLA DQ2 o DQ8 ed enteropatia. (Linee Guida ESPGHAN 2011) La malattia celiaca ਠuna patologia molto diffusa, si calcola che lo 0,5-1% della popolazione generale negli USA e nei paesi occidentali ne sia affetta, l'incidenza ਠin aumento anche in quei paesi, come l' Asia, dove fino a pochi anni fa si pensava che la malattia addirittura non esistesse. La prevalenza della malattia celiaca aumenta in presenza di alcune condizioni di rischio quali familiarità per celiachia, malattie autoimmuni concomitanti e alcune sindromi genetiche. Recenti studi hanno dimostrato che la deamidazione dei peptidi di gliadina ad opera della transglutaminasi tissutale (tTG) rende questi nuovi epitopi pi๠immunogeni rispetto a quelli nativi. Sono stati quindi identificati gli anticorpi diretti contro i peptidi deamidati di gliadina (DPG-AGA IgG e IgA) ricercati tramite ELISA. Diversi lavori hanno riportato una sensibilità media di questi anticorpi per la celiachia pari al 92% per la classe IgA e al 91% per quella IgG e, dato ancor pi๠interessante una specificità elevata (99%) per i DPG-AGA IgG. Il nostro studio descrive l'esperienza della Gastroenterologia Pediatrica di Parma, confrontando questo nuovo anticorpo (DPG-AGA IgG e IgA) con i test tradizionali (tTG IgA, EMA, AGA IgA) in due gruppi di pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni. Al primo gruppo appartengono 41 pazienti studiati per sospetta malattia celiaca, al secondo appartengono 12 pazienti in follow-up per malattia celiaca precedentemente diagnosticata. I nostri risultati dimostrano, in accordo con i dati della letteratura, che questo nuovo test (DPG-AGA) possiede un'accuratezza diagnostica maggiore rispetto agli anticorpi antigliadina tradizionali e che, nonostante abbia una sensibilità inferiore rispetto agli anticorpi antiendomisio (EMA) e alla antitransglutaminasi tissutale (tTG IgA), possiede una specificità significativamente elevata. In particolare gli anticorpi antigliadina deamidata di classe IgG (DPG-AGA IgG) possono essere utilizzati come marcatori sierologici di malattia celiaca specialmente nei pazienti con età inferiore ai 2 anni e nei casi di malattia associata a deficit di IgA. La ricerca associata di antitranglutaminasi tissutale (tTG IgA) e antipeptidi deamidati di gliadina (DPG-AGA IgG) si ਠdimostrata significativa in fase di screening diagnostico di malattia per identificare correttamente gli affetti. Infine gli anticorpi antipeptidi deamidati di gliadina (DPG-AGA IgG) possono essere di aiuto nel follow-up della malattia celiaca, in quanto la persistenza di questo anticorpo nel siero di pazienti a dieta priva di glutine indica bassa compliance alla dieta stessa e mancato miglioramento delle lesioni della mucosa intestinale.
Il ruolo degli anticorpi anti peptidi deamidati di gliadina nell'iter diagnostico della malattia celiaca
2013
Abstract
La celiachia ਠuna malattia sistemica immunomediata, indotta dal glutine e dalle prolamine correlate, in soggetti geneticamente predisposti. Si caratterizza per una variabile combinazione di manifestazioni cliniche glutine-dipendenti, anticorpi specifici come gli anticorpi antiendomisio (EMA), gli anticorpi antitransglutaminasi di tipo 2 (tTG) e gli anticorpi antigliadina deamidata (DPG), aplotipi HLA DQ2 o DQ8 ed enteropatia. (Linee Guida ESPGHAN 2011) La malattia celiaca ਠuna patologia molto diffusa, si calcola che lo 0,5-1% della popolazione generale negli USA e nei paesi occidentali ne sia affetta, l'incidenza ਠin aumento anche in quei paesi, come l' Asia, dove fino a pochi anni fa si pensava che la malattia addirittura non esistesse. La prevalenza della malattia celiaca aumenta in presenza di alcune condizioni di rischio quali familiarità per celiachia, malattie autoimmuni concomitanti e alcune sindromi genetiche. Recenti studi hanno dimostrato che la deamidazione dei peptidi di gliadina ad opera della transglutaminasi tissutale (tTG) rende questi nuovi epitopi pi๠immunogeni rispetto a quelli nativi. Sono stati quindi identificati gli anticorpi diretti contro i peptidi deamidati di gliadina (DPG-AGA IgG e IgA) ricercati tramite ELISA. Diversi lavori hanno riportato una sensibilità media di questi anticorpi per la celiachia pari al 92% per la classe IgA e al 91% per quella IgG e, dato ancor pi๠interessante una specificità elevata (99%) per i DPG-AGA IgG. Il nostro studio descrive l'esperienza della Gastroenterologia Pediatrica di Parma, confrontando questo nuovo anticorpo (DPG-AGA IgG e IgA) con i test tradizionali (tTG IgA, EMA, AGA IgA) in due gruppi di pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni. Al primo gruppo appartengono 41 pazienti studiati per sospetta malattia celiaca, al secondo appartengono 12 pazienti in follow-up per malattia celiaca precedentemente diagnosticata. I nostri risultati dimostrano, in accordo con i dati della letteratura, che questo nuovo test (DPG-AGA) possiede un'accuratezza diagnostica maggiore rispetto agli anticorpi antigliadina tradizionali e che, nonostante abbia una sensibilità inferiore rispetto agli anticorpi antiendomisio (EMA) e alla antitransglutaminasi tissutale (tTG IgA), possiede una specificità significativamente elevata. In particolare gli anticorpi antigliadina deamidata di classe IgG (DPG-AGA IgG) possono essere utilizzati come marcatori sierologici di malattia celiaca specialmente nei pazienti con età inferiore ai 2 anni e nei casi di malattia associata a deficit di IgA. La ricerca associata di antitranglutaminasi tissutale (tTG IgA) e antipeptidi deamidati di gliadina (DPG-AGA IgG) si ਠdimostrata significativa in fase di screening diagnostico di malattia per identificare correttamente gli affetti. Infine gli anticorpi antipeptidi deamidati di gliadina (DPG-AGA IgG) possono essere di aiuto nel follow-up della malattia celiaca, in quanto la persistenza di questo anticorpo nel siero di pazienti a dieta priva di glutine indica bassa compliance alla dieta stessa e mancato miglioramento delle lesioni della mucosa intestinale.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/263627
URN:NBN:IT:UNIPR-263627