Il lavoro analizza il rinnovamento che attraversa la societa' dopo lo spartiacque della Rivoluzione francese in una realta' periferica, la Sicilia Sud Orientale, rispetto ai centri propulsori dell'economia capitalistica. Sullo sfondo della nuova politica, con la riforma amministrativa borbonica del 1817 per la prima volta le nascenti borghesie di Noto e Siracusa emergono scena pubblica, partecipano alle gestione del potere locale e alla distribuzione di impieghi pubblici. Si aprono nuove opportunita' dalla modifica delle gerarchie territoriali: cosi', le elites delle due citta' intraprendono una gara municipalistica, lontana dai vecchi localismi d' Ancien Regime, ma si auto-rappresentano verso il potere centrale utilizzando forme e linguaggi moderni innestati dalle riforme borboniche. Sono molti i nobili e i borghesi che assumono un ruolo dinamico anche nell'economia, affrontando investimenti per piantare le lucrose colture votate all'esportazione, come vite e in misura minore gli agrumi. La risorsa della provincia e' il vino, che, stipato su piccole imbarcazioni, parte dai numerosi porti e rade del lungo litorale sudorientale prendendo la via di Malta, dà,©pà,´t del commercio internazionale inglese. Il censo sostituisce il criterio ascrittivo della nobilta' logorando le barriere dei confini sociali e le regole della stratificazione, stimolando la nascita di nuove forme di sociabilita' delle elites. Nella provincia, caffe', case di conversazione e gabinetti letterari sono i luoghi in cui i notabili dei paesi imbastiscono reti sociali, e, tra una partita a carte e un bicchiere di rosolio, concludono affari e parlano di politica, ma a voce bassa per sfuggire ai controlli di polizia. Il brusio alza il tono durante gli eventi rivoluzionari che costellano il XIX secolo, 1820-21, 1837, 1848 e 1860. Cospirazioni, rivolte e insorgenze si sono rivelate un punto di osservazione privilegiato per studiare come le classi dirigenti delle due citta' si compongono e ricompongono e dimostrazione di quanto la Sicilia dell'Ottocento borbonico non sia affatto "immobile".
Le elites urbane di Siracusa e Noto Sistemi locali e nuova politica nell'Ottocento borbonico
2011
Abstract
Il lavoro analizza il rinnovamento che attraversa la societa' dopo lo spartiacque della Rivoluzione francese in una realta' periferica, la Sicilia Sud Orientale, rispetto ai centri propulsori dell'economia capitalistica. Sullo sfondo della nuova politica, con la riforma amministrativa borbonica del 1817 per la prima volta le nascenti borghesie di Noto e Siracusa emergono scena pubblica, partecipano alle gestione del potere locale e alla distribuzione di impieghi pubblici. Si aprono nuove opportunita' dalla modifica delle gerarchie territoriali: cosi', le elites delle due citta' intraprendono una gara municipalistica, lontana dai vecchi localismi d' Ancien Regime, ma si auto-rappresentano verso il potere centrale utilizzando forme e linguaggi moderni innestati dalle riforme borboniche. Sono molti i nobili e i borghesi che assumono un ruolo dinamico anche nell'economia, affrontando investimenti per piantare le lucrose colture votate all'esportazione, come vite e in misura minore gli agrumi. La risorsa della provincia e' il vino, che, stipato su piccole imbarcazioni, parte dai numerosi porti e rade del lungo litorale sudorientale prendendo la via di Malta, dà,©pà,´t del commercio internazionale inglese. Il censo sostituisce il criterio ascrittivo della nobilta' logorando le barriere dei confini sociali e le regole della stratificazione, stimolando la nascita di nuove forme di sociabilita' delle elites. Nella provincia, caffe', case di conversazione e gabinetti letterari sono i luoghi in cui i notabili dei paesi imbastiscono reti sociali, e, tra una partita a carte e un bicchiere di rosolio, concludono affari e parlano di politica, ma a voce bassa per sfuggire ai controlli di polizia. Il brusio alza il tono durante gli eventi rivoluzionari che costellano il XIX secolo, 1820-21, 1837, 1848 e 1860. Cospirazioni, rivolte e insorgenze si sono rivelate un punto di osservazione privilegiato per studiare come le classi dirigenti delle due citta' si compongono e ricompongono e dimostrazione di quanto la Sicilia dell'Ottocento borbonico non sia affatto "immobile".I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/264209
URN:NBN:IT:UNICT-264209