Numerosi dati della letteratura recente confermano l'azione regolatoria della vitamina D sul sistema immunitario. Il nostro studio ha riguardato la correlazione tra livelli sierici di vitamina D e l'insorgenza di una reazione di fase acuta (APR) in pazienti sottoposti a una prima infusione di acido zoledronico, un amino-bifosfonato ampliamente usato non solo nel trattamento delle osteolisi tumorali con ipercalcemia, ma anche nell'osteodistrofia pagetica e nell'osteoporosi. A tal fine sono stati studiati 10 pazienti valutati sia prima che dopo 72 ore dall'infusione con acido zoledronico. I soggetti in esame sono stati seguiti dal punto di vista clinico nei tre giorni successivi alla somministrazione del farmaco e dal punto di vista laboratoristico e immunitario sia prima dell'infusione di acido zoledronico (T0) sia dopo 72 ore (T1). Lo stato vitaminico dei pazienti ਠstato classificato, in base ai livelli ematici di 25-idrossivitamina D, in stato carenziale, stato di insufficienza e stato di sufficienza. Clinicamente i 10 soggetti sono stati valutati attraverso la misurazione della temperatura corporea e l'eventuale comparsa di una sintomatologia attribuibile ad reazione di fase acuta (APR) quale affaticamento, dolori osteo-muscolari e disturbi gastro-intestinali. Attraverso la determinazione degli esami di laboratorio (VES, PCR e fibrinogeno) ਠstato valuitato l'andamento degli indici di flogosi. L'analisi dell'immunofenotipo ha riguardato le principali popolazioni e sottopopolazioni linfocitarie periferiche, compresi i linfociti T gamma-delta, i linfociti T regolatori CD25++ e le cellule Natural Killer (NK). In base alla clinica e ai risultati degli esami di laboratorio 6 pazienti sono stati classificati come APR+ e 4 pazienti come APR-. Correlando la prevalenza di APR con i livelli sierici di 25 OH vitamina D, abbiamo osservato un'evidente associazione tra i livelli di vitamina D e la comparsa di reazione di fase acuta con una maggiore occorrenza di APR nei soggetti con stato vitaminico carente e/o insufficiente rispetto ai soggetti che presentano valori sufficienti della vitamina D. Relativamente all'immunofenotipo, prima dell'infusione con acido zoledronico non erano presenti significative differenze nella distribuzione delle popolazioni linfocitarie nei pazienti APR+ e APR-. Confrontando tuttavia, i valori al tempo T0 con quelli registrati al T1, abbiamo osservato che l'infusione ha indotto variazioni di specifiche popolazioni linfocitarie nei due gruppi di pazienti. In particolare, nel gruppo dei pazienti APR+ ਠstata osservata una diminuzione statisticamente significativa del numero assoluto dei linfociti T gamma-delta circolanti e dei linfociti T CD8+. Tali variazioni non sono state osservate nel gruppo dei pazienti APR†" dove ਠstato invece evidenziato un trend in aumento per il numero assoluto dei linfociti NK dopo infusione di bisfosfonato. Nonostante lo studio sia preliminare e limitato a un numero ristretto di pazienti, si puಠaffermare che la prevalenza di APR e le variazioni delle popolazioni e sottopopolazioni linfocitarie riscontrate a seguito di una prima infusione di acido zoledronico, sembrano essere correlate ai livelli di 25-idrossivitamina D. Questi risultati suggeriscono un possibile controllo dell'insorgenza di APR, attraverso la supplementazione con colecalciferolo, al fine di ottenere livelli ematici di 25-idrossivitamina D sufficienti (>75 nmol/L) prima di intraprendere la terapia con acido zoledronico. Questo studio sembra inoltre ulteriormente confermare gli effetti pleiotropici che la vitamina D esplica sul sistema immunitario ed in particolare la relazione tra vitamina D, amino-bisfosfonati e sistema immunitario.
Effetti della Vitamina D sul sistema immunitario: reazione di fase acuta dopo somministrazione di Acido Zoledronico
2012
Abstract
Numerosi dati della letteratura recente confermano l'azione regolatoria della vitamina D sul sistema immunitario. Il nostro studio ha riguardato la correlazione tra livelli sierici di vitamina D e l'insorgenza di una reazione di fase acuta (APR) in pazienti sottoposti a una prima infusione di acido zoledronico, un amino-bifosfonato ampliamente usato non solo nel trattamento delle osteolisi tumorali con ipercalcemia, ma anche nell'osteodistrofia pagetica e nell'osteoporosi. A tal fine sono stati studiati 10 pazienti valutati sia prima che dopo 72 ore dall'infusione con acido zoledronico. I soggetti in esame sono stati seguiti dal punto di vista clinico nei tre giorni successivi alla somministrazione del farmaco e dal punto di vista laboratoristico e immunitario sia prima dell'infusione di acido zoledronico (T0) sia dopo 72 ore (T1). Lo stato vitaminico dei pazienti ਠstato classificato, in base ai livelli ematici di 25-idrossivitamina D, in stato carenziale, stato di insufficienza e stato di sufficienza. Clinicamente i 10 soggetti sono stati valutati attraverso la misurazione della temperatura corporea e l'eventuale comparsa di una sintomatologia attribuibile ad reazione di fase acuta (APR) quale affaticamento, dolori osteo-muscolari e disturbi gastro-intestinali. Attraverso la determinazione degli esami di laboratorio (VES, PCR e fibrinogeno) ਠstato valuitato l'andamento degli indici di flogosi. L'analisi dell'immunofenotipo ha riguardato le principali popolazioni e sottopopolazioni linfocitarie periferiche, compresi i linfociti T gamma-delta, i linfociti T regolatori CD25++ e le cellule Natural Killer (NK). In base alla clinica e ai risultati degli esami di laboratorio 6 pazienti sono stati classificati come APR+ e 4 pazienti come APR-. Correlando la prevalenza di APR con i livelli sierici di 25 OH vitamina D, abbiamo osservato un'evidente associazione tra i livelli di vitamina D e la comparsa di reazione di fase acuta con una maggiore occorrenza di APR nei soggetti con stato vitaminico carente e/o insufficiente rispetto ai soggetti che presentano valori sufficienti della vitamina D. Relativamente all'immunofenotipo, prima dell'infusione con acido zoledronico non erano presenti significative differenze nella distribuzione delle popolazioni linfocitarie nei pazienti APR+ e APR-. Confrontando tuttavia, i valori al tempo T0 con quelli registrati al T1, abbiamo osservato che l'infusione ha indotto variazioni di specifiche popolazioni linfocitarie nei due gruppi di pazienti. In particolare, nel gruppo dei pazienti APR+ ਠstata osservata una diminuzione statisticamente significativa del numero assoluto dei linfociti T gamma-delta circolanti e dei linfociti T CD8+. Tali variazioni non sono state osservate nel gruppo dei pazienti APR†" dove ਠstato invece evidenziato un trend in aumento per il numero assoluto dei linfociti NK dopo infusione di bisfosfonato. Nonostante lo studio sia preliminare e limitato a un numero ristretto di pazienti, si puಠaffermare che la prevalenza di APR e le variazioni delle popolazioni e sottopopolazioni linfocitarie riscontrate a seguito di una prima infusione di acido zoledronico, sembrano essere correlate ai livelli di 25-idrossivitamina D. Questi risultati suggeriscono un possibile controllo dell'insorgenza di APR, attraverso la supplementazione con colecalciferolo, al fine di ottenere livelli ematici di 25-idrossivitamina D sufficienti (>75 nmol/L) prima di intraprendere la terapia con acido zoledronico. Questo studio sembra inoltre ulteriormente confermare gli effetti pleiotropici che la vitamina D esplica sul sistema immunitario ed in particolare la relazione tra vitamina D, amino-bisfosfonati e sistema immunitario.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/266241
URN:NBN:IT:UNIPR-266241