L'obiettivo di questa ricerca e' di ottenere informazioni sulle materie prime per ceramica (argille e additivi) presenti in Campania, con particolare attenzione a quelle sfruttate per la produzione di ceramica archeologica. La maggior parte delle argille campane e' costituita da sedimenti bacinali; le restanti sono rappresentate da sedimenti alluvionali e da materiale piroclastico argillificato. Dal punto di vista chimico le materie prime argillose si possono distinguere in calcaree (CaO > 6%) e non calcaree (CaO < 6%). Molte di queste argille, in particolare quelle bacinali, presentano un'elevata plasticita' a causa della maggiore abbondanza di minerali argillosi e frazione fine. Per questo necessitano di correzione con additivo opportunamente dosato in funzione dell' utilizzo finale dei prodotti ceramici. Le piroclastiti argillificate sono non calcaree e poco plastiche. Esse presentano caratteristiche adatte a un utilizzo tal quale solamente per la produzione di determinati tipi di prodotti. Analisi sugli additivi (smagranti) disponibili nella baia di Napoli, effettuate per confronto con quelli delle produzioni ceramiche di quest' area, indicano una composizione variabile in funzione delle diverse litologie vulcano-sedimentarie affioranti. Per questo sono un ottimo indicatore di provenienza delle diverse produzioni ritrovate nella baia di Napoli. Con materie prime della baia di Napoli sono state realizzate repliche ceramiche cotte a differenti temperature per cercare di simulare il processo produttivo e le caratteristiche tecnologiche dei differenti reperti ceramici. Per ricreare gli impasti destinati al la produzione di molte ceramiche d'uso comune e' stata utilizzata l' argilla calcarea dell'isola d'Ischia (storicamente nota come centro produttivo e rifornitore di materie prime), miscelata con smagrante dei Campi Flegrei in differenti proporzioni. Con una piroclastite argillificata della zona di Sorrento sono state simulate le caratteristiche delle ceramiche da cucina. Le indagini petrofisiche evidenziano la maggiore durezza e impermeabilita' delle ceramiche calcaree prodotte con l'argilla di Ischia, gia' a partire da temperature di cottura non particolarmente elevate (850 àƒ àƒ àƒ à,°C) e, quindi, con un basso dispendio energetico. L'aggiunta di basse percentuali di smagrante agli impasti (fino al 10%) migliora l'impermeabilita' del corpo ceramico, rendendolo adatto alla produzione di ceramica da mensa. Percentuali maggiori (circa 20%) fanno aumentare leggermente la permeabilita' a causa dell' apertura di un sistema poroso secondario (discontinuita' all'interfaccia granuli/matrice); allo stesso tempo si osserva una maggiore capacita' ad assorbire le sollecitazioni meccaniche: caratteristiche idonee alla produzione di oggetti come le anfore. Percentuali piu'elevate (30%) sono utilizzabili per la produzione di laterizi. Le ceramiche realizzate con la piroclastite alterata sono piu'tenere, ma allo stesso tempo presentano una maggiore capacita'di assorbire energia sia meccanica che termica. Questo fa si' che tali materie prime siano adatte alla produzione di ceramica da cucina, prodotti che necessitano di una buona resistenza alle sollecitazioni indotte dagli shock termici e, allo stesso tempo, di una bassa conducibilita' termica per permettere una buona cottura dei cibi.

Caratterizzazione mineralogico-petrografica e fisico-meccanica di argille campane quali materie prime per produzioni ceramiche d'interesse archeologico

2011

Abstract

L'obiettivo di questa ricerca e' di ottenere informazioni sulle materie prime per ceramica (argille e additivi) presenti in Campania, con particolare attenzione a quelle sfruttate per la produzione di ceramica archeologica. La maggior parte delle argille campane e' costituita da sedimenti bacinali; le restanti sono rappresentate da sedimenti alluvionali e da materiale piroclastico argillificato. Dal punto di vista chimico le materie prime argillose si possono distinguere in calcaree (CaO > 6%) e non calcaree (CaO < 6%). Molte di queste argille, in particolare quelle bacinali, presentano un'elevata plasticita' a causa della maggiore abbondanza di minerali argillosi e frazione fine. Per questo necessitano di correzione con additivo opportunamente dosato in funzione dell' utilizzo finale dei prodotti ceramici. Le piroclastiti argillificate sono non calcaree e poco plastiche. Esse presentano caratteristiche adatte a un utilizzo tal quale solamente per la produzione di determinati tipi di prodotti. Analisi sugli additivi (smagranti) disponibili nella baia di Napoli, effettuate per confronto con quelli delle produzioni ceramiche di quest' area, indicano una composizione variabile in funzione delle diverse litologie vulcano-sedimentarie affioranti. Per questo sono un ottimo indicatore di provenienza delle diverse produzioni ritrovate nella baia di Napoli. Con materie prime della baia di Napoli sono state realizzate repliche ceramiche cotte a differenti temperature per cercare di simulare il processo produttivo e le caratteristiche tecnologiche dei differenti reperti ceramici. Per ricreare gli impasti destinati al la produzione di molte ceramiche d'uso comune e' stata utilizzata l' argilla calcarea dell'isola d'Ischia (storicamente nota come centro produttivo e rifornitore di materie prime), miscelata con smagrante dei Campi Flegrei in differenti proporzioni. Con una piroclastite argillificata della zona di Sorrento sono state simulate le caratteristiche delle ceramiche da cucina. Le indagini petrofisiche evidenziano la maggiore durezza e impermeabilita' delle ceramiche calcaree prodotte con l'argilla di Ischia, gia' a partire da temperature di cottura non particolarmente elevate (850 àƒ àƒ àƒ à,°C) e, quindi, con un basso dispendio energetico. L'aggiunta di basse percentuali di smagrante agli impasti (fino al 10%) migliora l'impermeabilita' del corpo ceramico, rendendolo adatto alla produzione di ceramica da mensa. Percentuali maggiori (circa 20%) fanno aumentare leggermente la permeabilita' a causa dell' apertura di un sistema poroso secondario (discontinuita' all'interfaccia granuli/matrice); allo stesso tempo si osserva una maggiore capacita' ad assorbire le sollecitazioni meccaniche: caratteristiche idonee alla produzione di oggetti come le anfore. Percentuali piu'elevate (30%) sono utilizzabili per la produzione di laterizi. Le ceramiche realizzate con la piroclastite alterata sono piu'tenere, ma allo stesso tempo presentano una maggiore capacita'di assorbire energia sia meccanica che termica. Questo fa si' che tali materie prime siano adatte alla produzione di ceramica da cucina, prodotti che necessitano di una buona resistenza alle sollecitazioni indotte dagli shock termici e, allo stesso tempo, di una bassa conducibilita' termica per permettere una buona cottura dei cibi.
2011
it
Campania
Ceramic replica
Clayey raw material
Temper
Università degli Studi di Catania
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/266460
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICT-266460