Negli ultimi anni e' cresciuto l'interesse nei confronti di specie erbacee autoctone di possibile impiego negli spazi a verde caratterizzati da un basso livello di manutenzione. La realizzazione di tappeti erbosi fioriti i wildflowers degli autori anglosassoni potrebbe consentire la riduzione dei costi di impianto e soprattutto di manutenzione degli impianti a verde. Alcune piante erbacee autoctone possono rappresentare una valida alternativa alle piante tradizionali per la loro rapida crescita e capacita' di stabilizzare il terreno. Se, pero' da tempo l'attenzione e' stata posta nei confronti degli arbusti e degli alberi della flora mediterranea per cui il quadro di conoscenze e' sufficientemente consolidato, non sono ancora adeguatamente note le caratteristiche morfo-biometriche, l'ecologia della germinazione e le esigenze colturali delle specie erbacee. Da ricordare, inoltre, come molte di queste piante siano in grado di crescere nell'ecosistema urbano, spesso in aree di risulta. Indagini rivolte in questa direzione sono state da tempo portate avanti, anche in vista di un possibile uso di queste specie per la realizzazione di spazi a verde sostenibili. In quest'ambito, la tesi di dottorato ha voluto analizzare le potenzialita' della flora siciliana in vista di un possibile impiego di alcune specie erbacee quali wildflowers. A tale fine diverse prove sono state condotte al fine di: A) identificare i taxa della flora siciliana che possono essere utilizzati come wildflowers sulla base delle loro caratteristiche estetiche e del loro ciclo vegetativo (annue, bienne e perenni); B) analizzare le esigenze colturali e le caratteristiche morfo-biometriche che sostengono il loro impiego al fine indicato; C) definire le caratteristiche dei semi e il processo di germinazione. L'indagine portata avanti nella prova A ha consentito di definire un elevato numero di specie della flora siciliana di potenziale impiego. Alla fine dell'indagine sono state individuate 2106 specie appartenenti a 76 famiglie e 652 generi diversi. Ciascuna specie inserita in elenco presenta tratti idonei in vista di un possibile impiego quale wildflower, sebbene siano necessarie ulteriori indagini per determinarne l'effettiva possibilita' d'uso. Come atteso, le famiglie piu' rappresentate sono state le Asteraceae (con 278 specie e 99 generi) e le Poaceae (con 255 specie e 114 generi). Queste famiglie sono quelle piu' diffuse nella flora italiana e sono caratterizzate da differenti modalita' di impollinazione, prevalentemente tramite insetti la prima, soprattutto anemofila la seconda. Differente e' quindi la stessa modalita' d'uso. Le Asteraceae possono essere ampiamente utilizzate negli spazi a verde antropizzati, sia rurali che urbani, grazie ai fiori attrattivi e molto ornamentali, mentre le Poaceae si prestano meglio ad essere utilizzate in ecosistemi degradati per la loro adattabilita' a contesti pedologici marginali. Ben rappresentate nell'indagine sono state le famiglie delle Fabaceae (212 specie e 27 generi) e Caryophyllaceae (121 specie e 26 generi). Nonostante il basso numero di accessioni, molto interessanti per le caratteristiche delle strutture fiorali sono i rappresentanti delle famiglie di Ranunculaceae, Boraginaceae, Malvaceae, Schrophulariaceae e Violaceae. Piu' rappresentate sono le erbacee perenni (51%) rispetto alle annuali; gli habitat in cui e' piu' frequente riscontare le specie sono gli ambenti degradati sia urbani che rurali. Cio' e' un indice della possibilita' di impiegare tali specie in sistemazioni a verde a bassa manutenzione. L'analisi delle caratteristiche morfo-biometriche che sostengono l'adattabilita' al'uso (prova B) e' stata effettuata su 138 specie appartenenti a 36 famiglie botaniche; in particolare per 34 specie le statistiche descritte di fiori, foglie e frutti sono state riportate in apposite schede. Molte delle piante individuate possono essere ritenute delle interessanti alternative alle piante tradizionalmente utilizzate negli spazi a verde ornamentale in ambiente mediterraneo. La famiglia piu' rappresentata e' quella delle Fabaceae (25 specie) seguita da quella delle Asteraceae (24 specie). Circa il 50% delle specie e' stato rinvenuto in aree urbane, spesso in contesti pedologici marginali, caratterizzati da un basso contenuto di sostanza organica. La vistosita' degli organi vessillari, i diversi colori dei fiori (bianco, rosa, rosso, blu e, soprattutto, giallo) e la diversa statura raggiunta dalle piante testimoniano della possibilita' di una fattiva utilizzazione a fini estetici. Nella prova e' stato calcolato il peso dei semi per 59 specie appartenenti a 22 famiglie botaniche diverse. Il peso dei 1000 semi e' variato da 2 a 40000 mg; questa informazione appare utile nel gestire il processo di germinazione, in quanto frequentemente la dimensione dei semi sostiene l'esigenza in luce in fase di germinazione. Le diverse dimensioni degli organi di propagazione influenzano, inoltre, la stessa possibilita' di realizzare miscugli dal momento che le caratteristiche dei semi sono cosi' diversificate. Il processo di germinazione, che e' stato analizzato in 4 prove successive, ha riguardato 42 specie di 18 famiglie botaniche diverse. Nonostante non sempre si siano individuati i meccanismi che influenzano la risposta in fase di germinazione, per 25 specie si e' riusciti ad ottenere percentuali di germinazione superiori al 40%, un valore elevato laddove si consideri che i semi delle specie spontanee sono spesso caratterizzati da fenomeni di dormienza. Da sottolineare l'ampio intervallo di variazione registrato per i valori del T50, che hanno oscillato da 3-5 giorni fino ad oltre 20; il dato merita di essere tenuto in conto soprattutto in considerazione del fatto che normalmente le diverse specie di wildflowers vengono utilizzate in miscuglio e quindi la scalarita' dell'emergenza potrebbe compromettere la riuscita dell'impianto. I risultati ottenuti considerati nel loro complesso sottolineano le potenziali della flora siciliana come fonte di specie per realizzare impianti di specie erbacee gestiti con criteri naturalistici. La frequente dormienza dei semi e' sicuramente un problema dal punto di vista agronomico, anche se appropriate condizioni di luce e trattamenti fisici o meccanici potrebbero migliorare il processo di propagazione e consentire l'impiego di queste piante a scopo ornamentale, soprattutto in aree urbane. In questo caso le piante autoctone potranno offrire un fattivo contributo per incrementare la biodiversita' negli ambienti antropizzati.

Studi e ricerche sull'impiego di specie erbacee autoctone della flora siciliana a fini ornamentali

2011

Abstract

Negli ultimi anni e' cresciuto l'interesse nei confronti di specie erbacee autoctone di possibile impiego negli spazi a verde caratterizzati da un basso livello di manutenzione. La realizzazione di tappeti erbosi fioriti i wildflowers degli autori anglosassoni potrebbe consentire la riduzione dei costi di impianto e soprattutto di manutenzione degli impianti a verde. Alcune piante erbacee autoctone possono rappresentare una valida alternativa alle piante tradizionali per la loro rapida crescita e capacita' di stabilizzare il terreno. Se, pero' da tempo l'attenzione e' stata posta nei confronti degli arbusti e degli alberi della flora mediterranea per cui il quadro di conoscenze e' sufficientemente consolidato, non sono ancora adeguatamente note le caratteristiche morfo-biometriche, l'ecologia della germinazione e le esigenze colturali delle specie erbacee. Da ricordare, inoltre, come molte di queste piante siano in grado di crescere nell'ecosistema urbano, spesso in aree di risulta. Indagini rivolte in questa direzione sono state da tempo portate avanti, anche in vista di un possibile uso di queste specie per la realizzazione di spazi a verde sostenibili. In quest'ambito, la tesi di dottorato ha voluto analizzare le potenzialita' della flora siciliana in vista di un possibile impiego di alcune specie erbacee quali wildflowers. A tale fine diverse prove sono state condotte al fine di: A) identificare i taxa della flora siciliana che possono essere utilizzati come wildflowers sulla base delle loro caratteristiche estetiche e del loro ciclo vegetativo (annue, bienne e perenni); B) analizzare le esigenze colturali e le caratteristiche morfo-biometriche che sostengono il loro impiego al fine indicato; C) definire le caratteristiche dei semi e il processo di germinazione. L'indagine portata avanti nella prova A ha consentito di definire un elevato numero di specie della flora siciliana di potenziale impiego. Alla fine dell'indagine sono state individuate 2106 specie appartenenti a 76 famiglie e 652 generi diversi. Ciascuna specie inserita in elenco presenta tratti idonei in vista di un possibile impiego quale wildflower, sebbene siano necessarie ulteriori indagini per determinarne l'effettiva possibilita' d'uso. Come atteso, le famiglie piu' rappresentate sono state le Asteraceae (con 278 specie e 99 generi) e le Poaceae (con 255 specie e 114 generi). Queste famiglie sono quelle piu' diffuse nella flora italiana e sono caratterizzate da differenti modalita' di impollinazione, prevalentemente tramite insetti la prima, soprattutto anemofila la seconda. Differente e' quindi la stessa modalita' d'uso. Le Asteraceae possono essere ampiamente utilizzate negli spazi a verde antropizzati, sia rurali che urbani, grazie ai fiori attrattivi e molto ornamentali, mentre le Poaceae si prestano meglio ad essere utilizzate in ecosistemi degradati per la loro adattabilita' a contesti pedologici marginali. Ben rappresentate nell'indagine sono state le famiglie delle Fabaceae (212 specie e 27 generi) e Caryophyllaceae (121 specie e 26 generi). Nonostante il basso numero di accessioni, molto interessanti per le caratteristiche delle strutture fiorali sono i rappresentanti delle famiglie di Ranunculaceae, Boraginaceae, Malvaceae, Schrophulariaceae e Violaceae. Piu' rappresentate sono le erbacee perenni (51%) rispetto alle annuali; gli habitat in cui e' piu' frequente riscontare le specie sono gli ambenti degradati sia urbani che rurali. Cio' e' un indice della possibilita' di impiegare tali specie in sistemazioni a verde a bassa manutenzione. L'analisi delle caratteristiche morfo-biometriche che sostengono l'adattabilita' al'uso (prova B) e' stata effettuata su 138 specie appartenenti a 36 famiglie botaniche; in particolare per 34 specie le statistiche descritte di fiori, foglie e frutti sono state riportate in apposite schede. Molte delle piante individuate possono essere ritenute delle interessanti alternative alle piante tradizionalmente utilizzate negli spazi a verde ornamentale in ambiente mediterraneo. La famiglia piu' rappresentata e' quella delle Fabaceae (25 specie) seguita da quella delle Asteraceae (24 specie). Circa il 50% delle specie e' stato rinvenuto in aree urbane, spesso in contesti pedologici marginali, caratterizzati da un basso contenuto di sostanza organica. La vistosita' degli organi vessillari, i diversi colori dei fiori (bianco, rosa, rosso, blu e, soprattutto, giallo) e la diversa statura raggiunta dalle piante testimoniano della possibilita' di una fattiva utilizzazione a fini estetici. Nella prova e' stato calcolato il peso dei semi per 59 specie appartenenti a 22 famiglie botaniche diverse. Il peso dei 1000 semi e' variato da 2 a 40000 mg; questa informazione appare utile nel gestire il processo di germinazione, in quanto frequentemente la dimensione dei semi sostiene l'esigenza in luce in fase di germinazione. Le diverse dimensioni degli organi di propagazione influenzano, inoltre, la stessa possibilita' di realizzare miscugli dal momento che le caratteristiche dei semi sono cosi' diversificate. Il processo di germinazione, che e' stato analizzato in 4 prove successive, ha riguardato 42 specie di 18 famiglie botaniche diverse. Nonostante non sempre si siano individuati i meccanismi che influenzano la risposta in fase di germinazione, per 25 specie si e' riusciti ad ottenere percentuali di germinazione superiori al 40%, un valore elevato laddove si consideri che i semi delle specie spontanee sono spesso caratterizzati da fenomeni di dormienza. Da sottolineare l'ampio intervallo di variazione registrato per i valori del T50, che hanno oscillato da 3-5 giorni fino ad oltre 20; il dato merita di essere tenuto in conto soprattutto in considerazione del fatto che normalmente le diverse specie di wildflowers vengono utilizzate in miscuglio e quindi la scalarita' dell'emergenza potrebbe compromettere la riuscita dell'impianto. I risultati ottenuti considerati nel loro complesso sottolineano le potenziali della flora siciliana come fonte di specie per realizzare impianti di specie erbacee gestiti con criteri naturalistici. La frequente dormienza dei semi e' sicuramente un problema dal punto di vista agronomico, anche se appropriate condizioni di luce e trattamenti fisici o meccanici potrebbero migliorare il processo di propagazione e consentire l'impiego di queste piante a scopo ornamentale, soprattutto in aree urbane. In questo caso le piante autoctone potranno offrire un fattivo contributo per incrementare la biodiversita' negli ambienti antropizzati.
2011
it
Biodiversity
Mediterranean flora
Seed germination
Sustainable management
Wildflower meadows
Università degli Studi di Catania
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/266607
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICT-266607