La Sicilia e' una grande isola nel cuore del Mediterraneo, importante via commerciale e crogiolo di popoli e culture fin dalla preistoria. Le ricerche che impiegano moderne tecniche statistiche multivariate nello studio di reperti craniofacciali della Sicilia preistorica sono ancora rare e riguardano piccoli campioni provenienti da aree limitate dell' isola. Nella presente ricerca, mi sono avvalso di differenti metodologie per indagare, a partire dalle misure del cranio, le distanze biologiche tra campioni preistorici, protostorici e classico-ellenistici della Sicilia e tra questi e gruppi coevi provenienti da varie regioni del Mediterraneo. Ho utilizzato come dati di base le misure dei singoli individui e le medie dei gruppi, trasformate in variabili di forma mediante il criterio proposto da Darroch e Mosimann. Le tecniche statistiche che ho utilizzato sono state l'analisi delle componenti principali (PCA), il multidimensional scaling (MDS), l' analisi dei gruppi e la recente analisi della matrice R che mi ha permesso di valutare il ruolo giocato dal flusso genico nel produrre la variabilita' e le relazioni osservate. Dai risultati e' emerso che il periodo Mesolitico, rappresentato dal sito di Uzzo, ha visto la Sicilia popolata da genti che probabilmente non hanno avuto alcuna relazione con le popolazioni successive dell' Eneolitico e del Bronzo. L' Eneolitico siciliano, rappresentato dai crani di Grotta della Chiusilla ed Isnello, e' risultato in tutte le analisi strettamente affine al campione di Castiglione e, se comparato con gruppi mediterranei, ha mostrato una maggiore affinita' con i reperti del Bronzo provenienti dalla Grecia, confermando l' ipotesi di flussi migratori dall' Egeo verso la Sicilia durante questo periodo. L'antica eta' del Bronzo in Sicilia appare piuttosto eterogenea dal punto di vista antropologico. In questo periodo, infatti, la Sicilia Occidentale, rappresentata dai reperti di Stretto-Partanna, e la Sicilia Orientale, cui appartengono i reperti di Castelluccio e di Castiglione, appaiono biologicamente distanti tra loro. I reperti di Stretto-Partanna, inoltre, appaiono molto dissimili dagli altri reperti siciliani. Castiglione, come detto, e' piu' affine al gruppo dell' Eneolitico e Castelluccio mostra affinita' incerte. Anche durante la media e tarda eta' del Bronzo la Sicilia evidenzia gruppi antropologicamente diversi. Marcita nella Sicilia Occidentale e Pantalica in quella Orientale appaiono diversissimi tra loro e, soprattutto Marcita, appare diverso dagli altri gruppi considerati. L' analisi della matrice R ha evidenziato come Marcita presenti una varianza fenotipica osservata maggiore di quella attesa suggerendo la possibilita' di avere ricevuto flussi migratori da altre popolazioni. Pantalica mostra una varianza fenotipica osservata identica a quella attesa, segno di equilibrio genetico. Se la Sicilia preistorica appare come una realta' composita, non meno variegata e' la Sicilia del periodo classico ed ellenistico-romano. Gia' nell'VIII sec. a.C. i primi colonizzatori greci, rappresentati dal campione denominato "Magna Grecia" (VIII-VI sec. a.C.), occuparono la Sicilia Orientale. Essi risultano piu' affine al gruppo ellenistico-romano di Zancle, ma sono rimasti, probabilmente, isolati geneticamente. A differenza del Gruppo di Magna Grecia, il sito greco di Zancle e' stato interessato da flussi migratori provenienti da altre popolazioni. Del resto la citta' ellenistico-romana di Zancle fu un importantissimo e fiorente centro commerciale del Mediterraneo. Sempre nell'VIII-VI secolo a.C., ad Occidente, la Sicilia fu interessata da un' altra importante colonizzazione: quella fenicia, testimoniata dai campioni di Caserma Tukàƒ àƒ àƒ àƒ àƒ àƒ à,¶ry e Vivai Gitto. I crani di questi siti non trovano similitudini con gli altri campioni siciliani, se non per Marsala, e la loro vicinanza con la serie di crani dell' Algeria centro-occidentale conferma l'ipotesi di un'origine nordafricana. Il campione di Marsala e' composto da individui di eta' ellenistica e da individui di eta' imperiale romana. In molte analisi e' risultato associato, seppur debolmente, con i campioni fenici, mentre in altre e' apparso nettamente separato da tutti gli altri gruppi. Probabilmente Marsala, in origine citta' punica, ha risentito anche geneticamente delle successive occupazioni greco-romane. Un altro risultato importante e' stato la coerenza tra i risultati ottenuti dai dati individuali, utilizzati nell'analisi della matrice R e della matrice D2 ad essa connessa, e quelli ottenuti dall'analisi dei gruppi a partire dalle medie trasformate. Questo risultato e' importante perche' sempre piu' spesso, negli ultimi anni, vengono pubblicate soltanto le medie campionarie. In conclusione si puo' affermare che l' insieme dei dati ottenuti, anche se preliminari, possono rappresentare una buona base per approfondimenti successivi sull'Eta' del Bronzo in Sicilia.

Variabilità  cranimetrica e distanze biologiche tra popolazioni preistoriche ed antiche della sicilia

2011

Abstract

La Sicilia e' una grande isola nel cuore del Mediterraneo, importante via commerciale e crogiolo di popoli e culture fin dalla preistoria. Le ricerche che impiegano moderne tecniche statistiche multivariate nello studio di reperti craniofacciali della Sicilia preistorica sono ancora rare e riguardano piccoli campioni provenienti da aree limitate dell' isola. Nella presente ricerca, mi sono avvalso di differenti metodologie per indagare, a partire dalle misure del cranio, le distanze biologiche tra campioni preistorici, protostorici e classico-ellenistici della Sicilia e tra questi e gruppi coevi provenienti da varie regioni del Mediterraneo. Ho utilizzato come dati di base le misure dei singoli individui e le medie dei gruppi, trasformate in variabili di forma mediante il criterio proposto da Darroch e Mosimann. Le tecniche statistiche che ho utilizzato sono state l'analisi delle componenti principali (PCA), il multidimensional scaling (MDS), l' analisi dei gruppi e la recente analisi della matrice R che mi ha permesso di valutare il ruolo giocato dal flusso genico nel produrre la variabilita' e le relazioni osservate. Dai risultati e' emerso che il periodo Mesolitico, rappresentato dal sito di Uzzo, ha visto la Sicilia popolata da genti che probabilmente non hanno avuto alcuna relazione con le popolazioni successive dell' Eneolitico e del Bronzo. L' Eneolitico siciliano, rappresentato dai crani di Grotta della Chiusilla ed Isnello, e' risultato in tutte le analisi strettamente affine al campione di Castiglione e, se comparato con gruppi mediterranei, ha mostrato una maggiore affinita' con i reperti del Bronzo provenienti dalla Grecia, confermando l' ipotesi di flussi migratori dall' Egeo verso la Sicilia durante questo periodo. L'antica eta' del Bronzo in Sicilia appare piuttosto eterogenea dal punto di vista antropologico. In questo periodo, infatti, la Sicilia Occidentale, rappresentata dai reperti di Stretto-Partanna, e la Sicilia Orientale, cui appartengono i reperti di Castelluccio e di Castiglione, appaiono biologicamente distanti tra loro. I reperti di Stretto-Partanna, inoltre, appaiono molto dissimili dagli altri reperti siciliani. Castiglione, come detto, e' piu' affine al gruppo dell' Eneolitico e Castelluccio mostra affinita' incerte. Anche durante la media e tarda eta' del Bronzo la Sicilia evidenzia gruppi antropologicamente diversi. Marcita nella Sicilia Occidentale e Pantalica in quella Orientale appaiono diversissimi tra loro e, soprattutto Marcita, appare diverso dagli altri gruppi considerati. L' analisi della matrice R ha evidenziato come Marcita presenti una varianza fenotipica osservata maggiore di quella attesa suggerendo la possibilita' di avere ricevuto flussi migratori da altre popolazioni. Pantalica mostra una varianza fenotipica osservata identica a quella attesa, segno di equilibrio genetico. Se la Sicilia preistorica appare come una realta' composita, non meno variegata e' la Sicilia del periodo classico ed ellenistico-romano. Gia' nell'VIII sec. a.C. i primi colonizzatori greci, rappresentati dal campione denominato "Magna Grecia" (VIII-VI sec. a.C.), occuparono la Sicilia Orientale. Essi risultano piu' affine al gruppo ellenistico-romano di Zancle, ma sono rimasti, probabilmente, isolati geneticamente. A differenza del Gruppo di Magna Grecia, il sito greco di Zancle e' stato interessato da flussi migratori provenienti da altre popolazioni. Del resto la citta' ellenistico-romana di Zancle fu un importantissimo e fiorente centro commerciale del Mediterraneo. Sempre nell'VIII-VI secolo a.C., ad Occidente, la Sicilia fu interessata da un' altra importante colonizzazione: quella fenicia, testimoniata dai campioni di Caserma Tukàƒ àƒ àƒ àƒ àƒ àƒ à,¶ry e Vivai Gitto. I crani di questi siti non trovano similitudini con gli altri campioni siciliani, se non per Marsala, e la loro vicinanza con la serie di crani dell' Algeria centro-occidentale conferma l'ipotesi di un'origine nordafricana. Il campione di Marsala e' composto da individui di eta' ellenistica e da individui di eta' imperiale romana. In molte analisi e' risultato associato, seppur debolmente, con i campioni fenici, mentre in altre e' apparso nettamente separato da tutti gli altri gruppi. Probabilmente Marsala, in origine citta' punica, ha risentito anche geneticamente delle successive occupazioni greco-romane. Un altro risultato importante e' stato la coerenza tra i risultati ottenuti dai dati individuali, utilizzati nell'analisi della matrice R e della matrice D2 ad essa connessa, e quelli ottenuti dall'analisi dei gruppi a partire dalle medie trasformate. Questo risultato e' importante perche' sempre piu' spesso, negli ultimi anni, vengono pubblicate soltanto le medie campionarie. In conclusione si puo' affermare che l' insieme dei dati ottenuti, anche se preliminari, possono rappresentare una buona base per approfondimenti successivi sull'Eta' del Bronzo in Sicilia.
2011
it
Crani
Eta' del bronzo
R matrix
Sicilia
Statistica multivariata
Università degli Studi di Catania
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/272078
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNICT-272078