In un arco cronologico di circa sessant'anni, dagli inizi del '500, la tesi ricostruisce un'articolata biografia di Bartolomeo Cavalcanti, noto letterato autore di interessanti opere politiche e abile diplomatico al servizio di importanti dinastie italiane (Este e Farnese) e in contatto con la monarchia francese. Egli fu perಠsoprattutto uno dei capi del fuoriuscitismo repubblicano fiorentino: dopo aver partecipato attivamente agli eventi che portarono alla cacciata dei Medici nel 1527 ed aver ricoperto poi diversi incarichi all'interno dell'ultima repubblica fiorentina (1527-1530), Cavalcanti divenne infatti esule volontario nel 1537 e da quel momento in poi partecipಠalle pi๠grandi crisi che vi furono fra il potere mediceo e i repubblicani fiorentini, dalle vicende che portarono alla battaglia di Montemurlo alla guerra di Siena. Unendo in sà© la passione e la cultura politica di una formazione cittadino-repubblicana con l'attività di studioso, filologo e letterato, Cavalcanti puಠessere assurto quindi a simbolo di quei repubblicani fiorentini che con la restaurazione medicea nel 1530 furono costretti all'esilio e ad una vita errabonda, caratterizzata da un'intensa attività letteraria e diplomatica per favorire il ritorno alla repubblica. La tesi consiste essenzialmente in uno studio critico complessivo su Cavalcanti, attraverso il quale si ਠcercato di rileggere le sue maggiori opere, a lungo viziate da ingenerose e per certi versi sconcertanti sentenze, volte a negare i positivi giudizi cinquecenteschi e a ridurre il fiorentino a studioso prolisso e letterato minore. Grazie ad una consistente appendice di documenti inediti, riguardanti perlopi๠Cavalcanti, ਠstato possibile anche illustrare il pensiero politico dei repubblicani fiorentini e analizzare le relazioni che essi furono in grado di instaurare con le dinastie regnanti negli altri Stati italiani e con le grandi monarchie europee (in particolare la Francia). Infine, seppur brevemente, sono state ricostruite anche le vicende delle comunità di esuli presenti nelle pi๠importanti città italiane e straniere, come Lione, Parma, Ferrara e Roma, ovvero le sedi principali in cui i fuorusciti repubblicani trovarono rifugio.
Bartolomeo Cavalcanti (1503-1562) : diplomatico, esule, letterato
2012
Abstract
In un arco cronologico di circa sessant'anni, dagli inizi del '500, la tesi ricostruisce un'articolata biografia di Bartolomeo Cavalcanti, noto letterato autore di interessanti opere politiche e abile diplomatico al servizio di importanti dinastie italiane (Este e Farnese) e in contatto con la monarchia francese. Egli fu perಠsoprattutto uno dei capi del fuoriuscitismo repubblicano fiorentino: dopo aver partecipato attivamente agli eventi che portarono alla cacciata dei Medici nel 1527 ed aver ricoperto poi diversi incarichi all'interno dell'ultima repubblica fiorentina (1527-1530), Cavalcanti divenne infatti esule volontario nel 1537 e da quel momento in poi partecipಠalle pi๠grandi crisi che vi furono fra il potere mediceo e i repubblicani fiorentini, dalle vicende che portarono alla battaglia di Montemurlo alla guerra di Siena. Unendo in sà© la passione e la cultura politica di una formazione cittadino-repubblicana con l'attività di studioso, filologo e letterato, Cavalcanti puಠessere assurto quindi a simbolo di quei repubblicani fiorentini che con la restaurazione medicea nel 1530 furono costretti all'esilio e ad una vita errabonda, caratterizzata da un'intensa attività letteraria e diplomatica per favorire il ritorno alla repubblica. La tesi consiste essenzialmente in uno studio critico complessivo su Cavalcanti, attraverso il quale si ਠcercato di rileggere le sue maggiori opere, a lungo viziate da ingenerose e per certi versi sconcertanti sentenze, volte a negare i positivi giudizi cinquecenteschi e a ridurre il fiorentino a studioso prolisso e letterato minore. Grazie ad una consistente appendice di documenti inediti, riguardanti perlopi๠Cavalcanti, ਠstato possibile anche illustrare il pensiero politico dei repubblicani fiorentini e analizzare le relazioni che essi furono in grado di instaurare con le dinastie regnanti negli altri Stati italiani e con le grandi monarchie europee (in particolare la Francia). Infine, seppur brevemente, sono state ricostruite anche le vicende delle comunità di esuli presenti nelle pi๠importanti città italiane e straniere, come Lione, Parma, Ferrara e Roma, ovvero le sedi principali in cui i fuorusciti repubblicani trovarono rifugio.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/272933
URN:NBN:IT:UNIROMA3-272933