L'obiettivo del lavoro ਠquello di discutere due casi di studio rappresentativi di territori e paesaggi differenti: le regioni urbane di Roma e di Atene. La prospettiva di studio adottata mira a sottolineare la distinzione - e ad evitare l'innegabile confusione, spesso presente negli studi geografici - tra il territorio, di natura fisica, risultato della territorialità , cioਠdelle relazioni tra natura e lavoro umano, e il paesaggio, di natura metafisica, frutto del pensiero. Quest'ultimo viene pertanto qui inteso esclusivamente come immagine del territorio (Raffestin, 2005). La †œmise en paysage†� del territorio consiste, pertanto, nella trasformazione del territorio in paesaggio (Raffestin, 2005). In questa prospettiva, che interpreta il paesaggio come immagine del territorio prodotta a partire da un territorio dato, assume un valore propedeutico l'analisi del territorio stesso e delle sue dinamiche. Ciಠha portato a modulare il percorso di ricerca in due parti. Nella prima parte, l'analisi condotta sui recenti processi di territorializzazione nelle regioni urbane di Roma e di Atene, vale a dire la ricostruzione delle dinamiche evolutive dei due sistemi metropolitani, rappresentative di forme di passaggio dalla città nucleare alla città estesa divergenti nell'Europa meridionale, ha consentito di descrivere l'espansione delle due città nel territorio rurale. Tale espansione ਠrisultata essere scandita da un consumo massiccio di suolo, finalizzato a generare rendita urbana e dalla perdita di identità dei luoghi. Ciಠnon di meno, quella stessa espansione puಠessere produttrice di rinnovamento e di una nuova competitività delle campagne, come emerge dall'analisi delle immagini territoriali elaborate dalla pianificazione urbana. La seconda parte del lavoro ਠstata dedicata alle immagini dei territori rurali romani e ateniesi costruite dalla pianificazione territoriale. I paesaggi degli architetti e degli urbanisti prefigurano infatti territori diversi da quelli esistenti. Tali immagini, pur nelle innegabili differenze tra Atene e Roma †"- mirano a favorire la mobilità e l'interazione sociale, nonchà© a garantire l'accessibilità ad un'offerta differenziata di servizi, ma soprattutto mirano a rafforzare la competitività dell'intera metropoli a scala globale. Tuttavia, in questo processo, tali paesaggi sembrano prefigurare un uso strumentale dei territori rurali e non sembrano condurre verso una valorizzazione durevole delle campagne urbanizzate.Ci si ਠinfine chiesti con Dematteis se sia lecito sostenere il principio †œsecondo cui la conoscenza degli esperti fornisce il criterio necessario e sufficiente per guidare l'evoluzione futura di un territorio e delle sue forme (Dematteis, 1989, p.454). In altri termini, costruire un piano lasciandosi guidare dall'ansia di oggettivazione e da conoscenze obiettivamente determinate significa escludere le relazioni che legano la gente ai luoghi, insomma le rappresentazioni elaborate dalle società locali e i valori da queste attribuite al proprio territorio. Alla ricerca di †œun senso comune del paesaggio†� che si forma nel rapporto coevolutivo con un ambiente, per cui il divenire imprevedibile di tale rapporto darà continuamente origine a significati nuovi, che sfuggono ad un codice prestabilito, sono stati presentate alcune delle immagini del territorio delle campagne urbane di Roma e di Atene elaborate dalle società locali e i valori ad esse associati.
Evoluzione del paesaggio rurale nella regione mediterranea : rappresentazioni e analisi territoriali in contesti scelti. L'Agro romano e la regione periurbana dell'Attica
2014
Abstract
L'obiettivo del lavoro ਠquello di discutere due casi di studio rappresentativi di territori e paesaggi differenti: le regioni urbane di Roma e di Atene. La prospettiva di studio adottata mira a sottolineare la distinzione - e ad evitare l'innegabile confusione, spesso presente negli studi geografici - tra il territorio, di natura fisica, risultato della territorialità , cioਠdelle relazioni tra natura e lavoro umano, e il paesaggio, di natura metafisica, frutto del pensiero. Quest'ultimo viene pertanto qui inteso esclusivamente come immagine del territorio (Raffestin, 2005). La †œmise en paysage†� del territorio consiste, pertanto, nella trasformazione del territorio in paesaggio (Raffestin, 2005). In questa prospettiva, che interpreta il paesaggio come immagine del territorio prodotta a partire da un territorio dato, assume un valore propedeutico l'analisi del territorio stesso e delle sue dinamiche. Ciಠha portato a modulare il percorso di ricerca in due parti. Nella prima parte, l'analisi condotta sui recenti processi di territorializzazione nelle regioni urbane di Roma e di Atene, vale a dire la ricostruzione delle dinamiche evolutive dei due sistemi metropolitani, rappresentative di forme di passaggio dalla città nucleare alla città estesa divergenti nell'Europa meridionale, ha consentito di descrivere l'espansione delle due città nel territorio rurale. Tale espansione ਠrisultata essere scandita da un consumo massiccio di suolo, finalizzato a generare rendita urbana e dalla perdita di identità dei luoghi. Ciಠnon di meno, quella stessa espansione puಠessere produttrice di rinnovamento e di una nuova competitività delle campagne, come emerge dall'analisi delle immagini territoriali elaborate dalla pianificazione urbana. La seconda parte del lavoro ਠstata dedicata alle immagini dei territori rurali romani e ateniesi costruite dalla pianificazione territoriale. I paesaggi degli architetti e degli urbanisti prefigurano infatti territori diversi da quelli esistenti. Tali immagini, pur nelle innegabili differenze tra Atene e Roma †"- mirano a favorire la mobilità e l'interazione sociale, nonchà© a garantire l'accessibilità ad un'offerta differenziata di servizi, ma soprattutto mirano a rafforzare la competitività dell'intera metropoli a scala globale. Tuttavia, in questo processo, tali paesaggi sembrano prefigurare un uso strumentale dei territori rurali e non sembrano condurre verso una valorizzazione durevole delle campagne urbanizzate.Ci si ਠinfine chiesti con Dematteis se sia lecito sostenere il principio †œsecondo cui la conoscenza degli esperti fornisce il criterio necessario e sufficiente per guidare l'evoluzione futura di un territorio e delle sue forme (Dematteis, 1989, p.454). In altri termini, costruire un piano lasciandosi guidare dall'ansia di oggettivazione e da conoscenze obiettivamente determinate significa escludere le relazioni che legano la gente ai luoghi, insomma le rappresentazioni elaborate dalle società locali e i valori da queste attribuite al proprio territorio. Alla ricerca di †œun senso comune del paesaggio†� che si forma nel rapporto coevolutivo con un ambiente, per cui il divenire imprevedibile di tale rapporto darà continuamente origine a significati nuovi, che sfuggono ad un codice prestabilito, sono stati presentate alcune delle immagini del territorio delle campagne urbane di Roma e di Atene elaborate dalle società locali e i valori ad esse associati.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/273097
URN:NBN:IT:UNIROMA3-273097