La tematica dei reati culturalmente motivati ਠstata, tradizionalmente, oggetto di studi e ricerche prettamente criminologiche. Solo di recente si ਠimposta all'attenzione della dottrina e della giurisprudenza, stimolando l'interesse di molti studiosi autorevoli, sempre pi๠convinti che anche il diritto penale debba affrontare le sfide poste dal pluralismo culturale e normativo tipico delle società  contemporanee. Le inarrestabili dinamiche della globalizzazione e i massicci flussi immigratori degli ultimi decenni hanno indotto la scienza penalistica, ma anche i giudici, ad interrogarsi sul trattamento giuridico da riservare a quei reati commessi da membri di gruppi etnico-culturali di minoranza, immigrati nel nostro Paese, nel rispetto delle proprie regole culturali di origine. Nell'ambito del presente lavoro, dopo aver analizzato i concetti di multiculturalismo e società  multiculturale, si ricostruiscono i diversi modelli teorici di integrazione per la gestione della diversità  culturale, astrattamente a disposizione di un ordinamento giuridico. Vengono poi analizzate alcune fattispecie considerate maggiormente espressive del conflitto normo-culturale vissuto dal reo, come le violenze in famiglia che sfociano in omicidio (il caso Hina Saleem), il delitto di impiego di minori nell'accattonaggio e le mutilazioni genitali femminili. Nella parte centrale dell'indagine verranno indagate le possibili soluzioni proposte de iure condito per il fattore culturale in sede di colpevolezza, la categoria dogmatica maggiormente posta in tensione dal pluralismo culturale. Viene accolta infine una prospettiva de iure condendo. Dopo aver prospettato due vie percorribili per attribuire rilevanza alla motivazione culturale nella commissione di reati, si ritiene di poter concludere che la soluzione da privilegiare consista nella valorizzazione del ruolo della giurisdizione, nell'ottica di una sua sempre maggiore sensibilizzazione alla diversità  culturale. Sperando che possa diffondersi quello che Stefano Rodotà  ha definito †œdiritto dialogante†�.

Il trattamento penale della criminalita' c.d. culturale. Considerazioni in tema di reati culturalmente motivati

2015

Abstract

La tematica dei reati culturalmente motivati ਠstata, tradizionalmente, oggetto di studi e ricerche prettamente criminologiche. Solo di recente si ਠimposta all'attenzione della dottrina e della giurisprudenza, stimolando l'interesse di molti studiosi autorevoli, sempre pi๠convinti che anche il diritto penale debba affrontare le sfide poste dal pluralismo culturale e normativo tipico delle società  contemporanee. Le inarrestabili dinamiche della globalizzazione e i massicci flussi immigratori degli ultimi decenni hanno indotto la scienza penalistica, ma anche i giudici, ad interrogarsi sul trattamento giuridico da riservare a quei reati commessi da membri di gruppi etnico-culturali di minoranza, immigrati nel nostro Paese, nel rispetto delle proprie regole culturali di origine. Nell'ambito del presente lavoro, dopo aver analizzato i concetti di multiculturalismo e società  multiculturale, si ricostruiscono i diversi modelli teorici di integrazione per la gestione della diversità  culturale, astrattamente a disposizione di un ordinamento giuridico. Vengono poi analizzate alcune fattispecie considerate maggiormente espressive del conflitto normo-culturale vissuto dal reo, come le violenze in famiglia che sfociano in omicidio (il caso Hina Saleem), il delitto di impiego di minori nell'accattonaggio e le mutilazioni genitali femminili. Nella parte centrale dell'indagine verranno indagate le possibili soluzioni proposte de iure condito per il fattore culturale in sede di colpevolezza, la categoria dogmatica maggiormente posta in tensione dal pluralismo culturale. Viene accolta infine una prospettiva de iure condendo. Dopo aver prospettato due vie percorribili per attribuire rilevanza alla motivazione culturale nella commissione di reati, si ritiene di poter concludere che la soluzione da privilegiare consista nella valorizzazione del ruolo della giurisdizione, nell'ottica di una sua sempre maggiore sensibilizzazione alla diversità  culturale. Sperando che possa diffondersi quello che Stefano Rodotà  ha definito †œdiritto dialogante†�.
2015
it
Categorie ISI-CRUI::Scienze giuridiche::Law
contatto culturale
immigrazione
minoranze etniche
multiculturalismo
reato culturalmente motivato
Scienze giuridiche
Settori Disciplinari MIUR::Scienze giuridiche::DIRITTO PENALE
Università degli Studi Roma Tre
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/273307
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA3-273307