Nate sulle ceneri delle antiche Corporazioni delle arti e dei mestieri, presenti nel periodo storico dei Comuni, le Camere di commercio sono istituzioni con una storia pluricentenaria. Con la costituzione della prima Camera di commercio, avvenuta a Marsiglia nel 1599, tali Enti hanno progressivamente ampliato le proprie funzioni, rappresentando non piàƒ¹ esclusivamente gli interessi di mercanti e commercianti ma diventando delle istituzioni in gradi di coordinare e far sviluppare lࢠintera economia dei Paesi. Sebbene con caratteristiche peculiari che li rendono talvolta difficilmente confrontabili tra di loro, oggi, questi Enti, sotto la veste pubblica o privata, sono presenti in quasi tutti i Paesi del mondo. In Italia, le Camere di commercio, presenti in ciascun capoluogo di provincia, sono enti pubblici istituiti dallo Stato per lo svolgimento, nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza, di funzioni di interesse generale per tutte le imprese, indipendentemente dal settore economico di appartenenza. Dapprima con la Legge di riordino n. 580 del 1993 ed in seguito con lࢠultima riforma disposta con il Decreto legislativo n. 23 del 2010 àƒ¨ stata concessa agli Enti camerali maggiore autonomia rispetto al Governo statale ed una nuova centralitàƒÂ  del ruolo svolto, grazie innanzitutto al trasferimento del Registro delle imprese. Ad esse àƒ¨ stata, inoltre, attribuita la potestàƒÂ  statutaria e la corrispondente autonomia finanziaria. Le funzioni svolte, puntualmente individuate dal legislatore, possono essere raggruppate in tre grandi gruppi: le funzioni di promozione e di supporto del mercato, le funzioni di regolamentazione e di controllo del mercato ed, infine, le funzioni amministrative, tra le quali si ricomprendono quelle relative alla tenuta del Registro delle imprese e degli altri albi e ruoli nonchàƒ© le altre competenze nella fase di avvio delle attivitàƒÂ  economiche. Per le peculiari caratteristiche che le contraddistinguono, secondo il professor Hinna, ࢠLe Camere di commercio sono dei centauri culturali: per metàƒÂ  amministrazioni pubbliche, quasi enti locali, ma per metàƒÂ  sono strutture quasi private per lࢠaria che si respira nei loro Consigli di amministrazione composti da imprenditori e per la pressione sui risultati esercitata dalle stesse imprese che a esse chiedono servizi e supporto. Sono certo amministrazioni, ma sono amministrazioni diverse con storie diverse, con profili professionali diversi che si confrontano con la domanda di efficienza delle imprese del settore privato; esse operano, anche se in monopolio, in concorrenza di immagine tra loro anche se sono distanti chilometri e hanno tutte una storia operativa quasi sempre segnata da passaggi non di burocrati, ma di imprenditori e professionisti che ne hanno scandito e sedimentato le stagioni organizzative. Elementi questi che non si riscontrano in altre amministrazioniࢠ. Dࢠaltro canto, tuttavia, una nuova riforma delle Camere di commercio e dellࢠintero Sistema Camerale risulta evocata da piàƒ¹ parti e sospinta, da un lato, dallࢠesigenza di alleggerire i costi sostenuti dalle imprese e dai cittadini, avviando quei processi, tanto auspicati, di spending review e, dallࢠaltro, di rivedere e di riorganizzare gli assetti di governance e le funzioni al loro assegnate in modo da migliorare le proprie performance e contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese ovvero creando valore pubblico, per le imprese, per gli altri stakeholder e per lࢠintera collettivitàƒÂ . In questo scenario si inserisce il presente lavoro che, articolato in cinque capitoli, ripercorre ed approfondisce gli aspetti salienti della gestione sia strategica che operativa delle Camere di commercio italiane ed accenna ai possibili scenari evolutivi alla luce delle attuali proposte di riforma che stanno tuttࢠora animando il dibattito politico. Nel primo capitolo si espone lࢠevoluzione storica che ha interessato le Camere di commercio e si offre, attraverso la descrizione dettagliata della natura giuridica, delle finalitàƒÂ  e degli organi istituzionali previsti, un inquadramento giuridico ed un posizionamento, di questi enti, allࢠinterno delle pubbliche amministrazioni. Il capitolo si conclude, inoltre, con unࢠillustrazione degli altri soggetti che compongono, cosàƒ¬ come individuati dalla Legge n. 580 del 1993, il Sistema camerale italiano. Il secondo capitolo àƒ¨ dedicato, invece, alle descrizione della struttura organizzativa, del ruolo ricoperto allࢠinterno del contesto territoriale di riferimento e delle funzioni espletate dalle Camere di commercio. Nel terzo capitolo, invece, si analizzano gli aspetti contabili e le modalitàƒÂ  di rendicontazione dei risultati e delle altre performance programmate e conseguite nel corso dei vari esercizi, alla luce delle disposizioni contenute nel Regolamento di contabilitàƒÂ  approvato con il D.P.R. n. 254 del 2005 e del Decreto legislativo n. 91 del 2011. Dopo aver delineato gli elementi caratteristici e le modalitàƒÂ  di programmazione, di gestione e di rendicontazione delle Camere di commercio, si espongono, nel quarto capitolo, i risultati di diverse analisi compiute al fine di verificare e quantificare sia il servizio reso allࢠutenza finale che il valore creato per il sistema economico del Paese e per lࢠintera collettivitàƒÂ . Il presente lavoro si completa, infine, con lࢠesame dei diversi cambiamenti che stanno interessando le Camere di commercio, a partire dagli ultimi interventi normativi approvati in tema di riduzione del diritto annuale e di assoggettamento al regime di tesoreria unica.

La gestione strategica ed operativa delle Camere di commercio. Verso un modello di governance accentrato: tra autonomia e coordinamento nazionale

2015

Abstract

Nate sulle ceneri delle antiche Corporazioni delle arti e dei mestieri, presenti nel periodo storico dei Comuni, le Camere di commercio sono istituzioni con una storia pluricentenaria. Con la costituzione della prima Camera di commercio, avvenuta a Marsiglia nel 1599, tali Enti hanno progressivamente ampliato le proprie funzioni, rappresentando non piàƒ¹ esclusivamente gli interessi di mercanti e commercianti ma diventando delle istituzioni in gradi di coordinare e far sviluppare lࢠintera economia dei Paesi. Sebbene con caratteristiche peculiari che li rendono talvolta difficilmente confrontabili tra di loro, oggi, questi Enti, sotto la veste pubblica o privata, sono presenti in quasi tutti i Paesi del mondo. In Italia, le Camere di commercio, presenti in ciascun capoluogo di provincia, sono enti pubblici istituiti dallo Stato per lo svolgimento, nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza, di funzioni di interesse generale per tutte le imprese, indipendentemente dal settore economico di appartenenza. Dapprima con la Legge di riordino n. 580 del 1993 ed in seguito con lࢠultima riforma disposta con il Decreto legislativo n. 23 del 2010 àƒ¨ stata concessa agli Enti camerali maggiore autonomia rispetto al Governo statale ed una nuova centralitàƒÂ  del ruolo svolto, grazie innanzitutto al trasferimento del Registro delle imprese. Ad esse àƒ¨ stata, inoltre, attribuita la potestàƒÂ  statutaria e la corrispondente autonomia finanziaria. Le funzioni svolte, puntualmente individuate dal legislatore, possono essere raggruppate in tre grandi gruppi: le funzioni di promozione e di supporto del mercato, le funzioni di regolamentazione e di controllo del mercato ed, infine, le funzioni amministrative, tra le quali si ricomprendono quelle relative alla tenuta del Registro delle imprese e degli altri albi e ruoli nonchàƒ© le altre competenze nella fase di avvio delle attivitàƒÂ  economiche. Per le peculiari caratteristiche che le contraddistinguono, secondo il professor Hinna, ࢠLe Camere di commercio sono dei centauri culturali: per metàƒÂ  amministrazioni pubbliche, quasi enti locali, ma per metàƒÂ  sono strutture quasi private per lࢠaria che si respira nei loro Consigli di amministrazione composti da imprenditori e per la pressione sui risultati esercitata dalle stesse imprese che a esse chiedono servizi e supporto. Sono certo amministrazioni, ma sono amministrazioni diverse con storie diverse, con profili professionali diversi che si confrontano con la domanda di efficienza delle imprese del settore privato; esse operano, anche se in monopolio, in concorrenza di immagine tra loro anche se sono distanti chilometri e hanno tutte una storia operativa quasi sempre segnata da passaggi non di burocrati, ma di imprenditori e professionisti che ne hanno scandito e sedimentato le stagioni organizzative. Elementi questi che non si riscontrano in altre amministrazioniࢠ. Dࢠaltro canto, tuttavia, una nuova riforma delle Camere di commercio e dellࢠintero Sistema Camerale risulta evocata da piàƒ¹ parti e sospinta, da un lato, dallࢠesigenza di alleggerire i costi sostenuti dalle imprese e dai cittadini, avviando quei processi, tanto auspicati, di spending review e, dallࢠaltro, di rivedere e di riorganizzare gli assetti di governance e le funzioni al loro assegnate in modo da migliorare le proprie performance e contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese ovvero creando valore pubblico, per le imprese, per gli altri stakeholder e per lࢠintera collettivitàƒÂ . In questo scenario si inserisce il presente lavoro che, articolato in cinque capitoli, ripercorre ed approfondisce gli aspetti salienti della gestione sia strategica che operativa delle Camere di commercio italiane ed accenna ai possibili scenari evolutivi alla luce delle attuali proposte di riforma che stanno tuttࢠora animando il dibattito politico. Nel primo capitolo si espone lࢠevoluzione storica che ha interessato le Camere di commercio e si offre, attraverso la descrizione dettagliata della natura giuridica, delle finalitàƒÂ  e degli organi istituzionali previsti, un inquadramento giuridico ed un posizionamento, di questi enti, allࢠinterno delle pubbliche amministrazioni. Il capitolo si conclude, inoltre, con unࢠillustrazione degli altri soggetti che compongono, cosàƒ¬ come individuati dalla Legge n. 580 del 1993, il Sistema camerale italiano. Il secondo capitolo àƒ¨ dedicato, invece, alle descrizione della struttura organizzativa, del ruolo ricoperto allࢠinterno del contesto territoriale di riferimento e delle funzioni espletate dalle Camere di commercio. Nel terzo capitolo, invece, si analizzano gli aspetti contabili e le modalitàƒÂ  di rendicontazione dei risultati e delle altre performance programmate e conseguite nel corso dei vari esercizi, alla luce delle disposizioni contenute nel Regolamento di contabilitàƒÂ  approvato con il D.P.R. n. 254 del 2005 e del Decreto legislativo n. 91 del 2011. Dopo aver delineato gli elementi caratteristici e le modalitàƒÂ  di programmazione, di gestione e di rendicontazione delle Camere di commercio, si espongono, nel quarto capitolo, i risultati di diverse analisi compiute al fine di verificare e quantificare sia il servizio reso allࢠutenza finale che il valore creato per il sistema economico del Paese e per lࢠintera collettivitàƒÂ . Il presente lavoro si completa, infine, con lࢠesame dei diversi cambiamenti che stanno interessando le Camere di commercio, a partire dagli ultimi interventi normativi approvati in tema di riduzione del diritto annuale e di assoggettamento al regime di tesoreria unica.
2015
it
camere commercio
Categorie ISI-CRUI::Scienze economiche e statistiche::Economics
governance
pubblica amministrazione
Scienze economiche e statistiche
Settori Disciplinari MIUR::Scienze economiche e statistiche::ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE
Università degli Studi Roma Tre
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/273335
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA3-273335