Sia le imprese private che la Pubblica Amministrazione non possono pi๠sottrarsi alla gestione integrata dei rischi che interessano la propria organizzazione. Partendo da tale premessa, scopo del lavoro presentato ਠquello di illustrare le motivazioni e le esigenze che sono alla base dell'implementazione di una sistematica gestione dei rischi, nonchà© quello di trattare della loro governance e supervisione. In contesti operativi divenuti sempre pi๠competitivi, complessi e con risorse scarse, non ਠpi๠possibile sottrarsi all'analisi puntuale delle varie tipologie di rischi che interessano lo svolgimento dei processi e delle attività aziendali al fine di creare valore aggiunto per gli stakeholders. Il rischio zero non esiste ed ogni attività o decisione strategica comporta sempre un certa alea di imprevedibilità . Non esiste un modello uniforme di gestione dei rischi che possa essere adoperato in qualsiasi organizzazione. Il risk manager ha il compito principale di costruire un †œvestito su misura†� adatto alle specifiche esigenze aziendali che consenta di non navigare a vista. Piuttosto che essere dominati dagli eventi ਠsempre il caso di agire e di muoversi in anticipo, per cercare di arginarne gli effetti negativi o per coglierne le potenzialità . Nel tempo si ਠassistito ad una progressiva †œprivatizzazione†� della P.A. e molte delle esperienze e degli strumenti gestionali adoperati nelle amministrazioni pubbliche sono stati traslati proprio dal mondo delle imprese private (ad esempio con la metodologia dei Modelli organizzativi ex d.lgs. 231/2001 applicati alla lotta contro la corruzione). Le funzioni di pianificazione e controllo (P&C) e di internal auditing sono i principali strumenti a supporto degli amministratori per monitorare quali siano le criticità riscontrate che non consentono di raggiungere gli obiettivi prefissati. Attraverso un'analisi puntuale della letteratura scientifica disponibile, degli standard internazionali e delle norme tecniche UNI ISO, nel corso della tesi vengono affrontati temi strettamente connessi al risk management attinenti sia il mondo delle imprese che delle amministrazioni pubbliche. Dopo aver fornito una panoramica sullo stato dell'arte del risk management, esaminato gli elementi di debolezza legati alle difficoltà di stima e fornito il quadro di possibili scenari futuri, i case studies presentati, relativi ai controlli amministrativi sui fondi strutturali UE e al Piano anticorruzione nella P.A., concludono la ricerca. L'auspicio per il futuro ਠche la gestione dei rischi sia avvertita come un'esigenza interna prima ancora che dettata da un'imposizione esterna del legislatore. àˆ necessario un cambiamento culturale e di maggiore accountability sui risultati raggiunti ma il percorso sembra avviato e ineludibile.
I controlli interni e il risk management nella Pubblica Amministrazione : dai controlli amministrativi al piano anticorruzione
2015
Abstract
Sia le imprese private che la Pubblica Amministrazione non possono pi๠sottrarsi alla gestione integrata dei rischi che interessano la propria organizzazione. Partendo da tale premessa, scopo del lavoro presentato ਠquello di illustrare le motivazioni e le esigenze che sono alla base dell'implementazione di una sistematica gestione dei rischi, nonchà© quello di trattare della loro governance e supervisione. In contesti operativi divenuti sempre pi๠competitivi, complessi e con risorse scarse, non ਠpi๠possibile sottrarsi all'analisi puntuale delle varie tipologie di rischi che interessano lo svolgimento dei processi e delle attività aziendali al fine di creare valore aggiunto per gli stakeholders. Il rischio zero non esiste ed ogni attività o decisione strategica comporta sempre un certa alea di imprevedibilità . Non esiste un modello uniforme di gestione dei rischi che possa essere adoperato in qualsiasi organizzazione. Il risk manager ha il compito principale di costruire un †œvestito su misura†� adatto alle specifiche esigenze aziendali che consenta di non navigare a vista. Piuttosto che essere dominati dagli eventi ਠsempre il caso di agire e di muoversi in anticipo, per cercare di arginarne gli effetti negativi o per coglierne le potenzialità . Nel tempo si ਠassistito ad una progressiva †œprivatizzazione†� della P.A. e molte delle esperienze e degli strumenti gestionali adoperati nelle amministrazioni pubbliche sono stati traslati proprio dal mondo delle imprese private (ad esempio con la metodologia dei Modelli organizzativi ex d.lgs. 231/2001 applicati alla lotta contro la corruzione). Le funzioni di pianificazione e controllo (P&C) e di internal auditing sono i principali strumenti a supporto degli amministratori per monitorare quali siano le criticità riscontrate che non consentono di raggiungere gli obiettivi prefissati. Attraverso un'analisi puntuale della letteratura scientifica disponibile, degli standard internazionali e delle norme tecniche UNI ISO, nel corso della tesi vengono affrontati temi strettamente connessi al risk management attinenti sia il mondo delle imprese che delle amministrazioni pubbliche. Dopo aver fornito una panoramica sullo stato dell'arte del risk management, esaminato gli elementi di debolezza legati alle difficoltà di stima e fornito il quadro di possibili scenari futuri, i case studies presentati, relativi ai controlli amministrativi sui fondi strutturali UE e al Piano anticorruzione nella P.A., concludono la ricerca. L'auspicio per il futuro ਠche la gestione dei rischi sia avvertita come un'esigenza interna prima ancora che dettata da un'imposizione esterna del legislatore. àˆ necessario un cambiamento culturale e di maggiore accountability sui risultati raggiunti ma il percorso sembra avviato e ineludibile.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/273338
URN:NBN:IT:UNIROMA3-273338