La ricerca, finalizzata alla ricostruzione della storia del restauro e della conservazione del patrimonio culturale nel Medio Oriente nei periodi Ayyubite e Mamelucco, àƒ¨ stata condotta attraverso lࢠanalisi filologica di numerose fonti contenenti indicazioni importanti riguardo ai concetti di conservazione e di restauro in quei periodi storici, al pensiero artistico ed a questioni di natura politica. Emerge ad esempio che il termine ?if? ࢠconservazioneࢠrappresenta un valore presente nel Corano e che significa protezione dalla perdita, valorizzazione e memorizzazione. Il termine tarm?m ࢠrestauroࢠnella lingua araba non significa ࢠricostruire le parti distrutteࢠ, e neanche ࢠrinnovare le parti mancantiࢠ, bensàƒ¬ ࢠrimettere in ordine gli elementi danneggiatiࢠappartenuti alla struttura originaria per salvare solo i caratteri formali dellࢠopera. Gli arabi, secondo quanto àƒ¨ attestato dalle fonti classiche delle epoche Ayyubite e Mamelucca hanno eseguito diverse operazioni che possiamo definire utilizzando i termini moderni: tarm?m ࢠrestauroࢠ, i?l?? ࢠriparazioneࢠ, ta?d?d ࢠrinnovamentoࢠ, i??dat bin?? ࢠricostruzioneࢠ, ma con una prevalenza delle operazioni di ricostruzione e di rinnovamento rispetto al semplice restauro; tutte queste operazioni erano compiute al valore di ?if? ࢠconservazioneࢠoppure ta?aw?l ࢠtrasformazioneࢠ. I principali fattori che hanno influenzato il campo degli interventi compiuti sul patrimonio culturale architettonico in quelle fasi storiche sono principalmente di natura politica ed amministrativa: per esempio lࢠazione conservativa finalizzata alla valorizzazione del monumento nei luoghi sacri prevedeva un certo rispetto dello stato originario, mentre per altri siti patrimoniali che non avevano un valore religioso come le cittadelle e le piazzeforti ecc., venivano applicate tutte le operazioni di conservazione o di trasformazione. Un altro fattore che ha condizionato le scelte àƒ¨ rappresentato dalla proprietàƒÂ del monumento: musulmana o non musulmana ?imm?. La legge islamica proibiva ai ?imm? di eseguire le operazioni di ricostruzione o di rinnovamento dei loro luoghi di culto e permetteva loro solo il semplice restauro o interventi di riparazione. Ciàƒ² àƒ¨ spiegabile poichàƒ© il restauro aveva il fine di prolungare la vita di una proprietàƒÂ , mentre la ricostruzione rappresentava lࢠacquisizione di qualcosa di nuovo. Oppure nel caso di amministrazioni che si succedevano in un determinato contesto geografico, se vi era somiglianza o coincidenza di pensiero e di visione con lࢠamministrazione precedente, allora se ne conservavano le tracce, le architetture e i monumenti come il caso che vede coinvolto Saladino nella moschea Aq?? e nella cupola della roccia a Gerusalemme. In caso contrario il nuovo stato cerca di omologare tutto ciàƒ² che apparteneva allo stato precedente, come nel caso degli interventi compiuti dallo stesso Saladino al Cairo. Se il monumento appartiene ai musulmani incontriamo fattori ideologici e fattori tecnici: fra i primi si segnala il conflitto tra il mondo antico e il presente, fra il mondo pagano, la cultura cristiana, ebraica e la cultura islamica, lࢠinflusso religioso mistico dellࢠislam, lࢠinflusso estetico e la definizione del bello. I fattori tecnici riguardano la complessitàƒÂ dellࢠoperazione del restauro, ben espressa da Ab? ?ayy?n at-Taw??d? (310/922- 414/1023): à,«il restauratore non riusciràƒÂ mai a rifare lࢠopera esattamente come lࢠaveva fatta e voluta lࢠartista in origine; infatti lࢠartista procede verso la perfezione mentre lo scopo del restauratore àƒ¨ quello di provare ad inseguire lo scopo originario riuscendo peràƒ² soltanto a raggiungere un alternativoà,». Si riscontrano inoltre le numerose distruzioni causate dalle guerre, dagli eventi naturali o accidentali come i terremoti e gli incendi, molto frequenti nellࢠepoca classica; il restauro e la conservazione in questi casi sono rivolte al ripristino o alla ricostruzione del monumento distrutto e al rafforzamento del monumento sopravvissuto. Nelle fonti classiche si notano infine vari riferimenti alla necessitàƒÂ di eseguire le operazioni di conservazione e di restauro, si ricorda fra tante lࢠopera di ?Abd al-La??f al-Ba?d?d? (557/1162, 629/1231), in cui si riscontra una dettagliata descrizione delle raccomandazioni dei governi arabi islamici nella cura del patrimonio culturale arabo nel XII secolo.
Storia del restauro e della conservazione del patrimonio culturale nel Medio Oriente nei periodi Ayyubite e Mamelucco
2016
Abstract
La ricerca, finalizzata alla ricostruzione della storia del restauro e della conservazione del patrimonio culturale nel Medio Oriente nei periodi Ayyubite e Mamelucco, àƒ¨ stata condotta attraverso lࢠanalisi filologica di numerose fonti contenenti indicazioni importanti riguardo ai concetti di conservazione e di restauro in quei periodi storici, al pensiero artistico ed a questioni di natura politica. Emerge ad esempio che il termine ?if? ࢠconservazioneࢠrappresenta un valore presente nel Corano e che significa protezione dalla perdita, valorizzazione e memorizzazione. Il termine tarm?m ࢠrestauroࢠnella lingua araba non significa ࢠricostruire le parti distrutteࢠ, e neanche ࢠrinnovare le parti mancantiࢠ, bensàƒ¬ ࢠrimettere in ordine gli elementi danneggiatiࢠappartenuti alla struttura originaria per salvare solo i caratteri formali dellࢠopera. Gli arabi, secondo quanto àƒ¨ attestato dalle fonti classiche delle epoche Ayyubite e Mamelucca hanno eseguito diverse operazioni che possiamo definire utilizzando i termini moderni: tarm?m ࢠrestauroࢠ, i?l?? ࢠriparazioneࢠ, ta?d?d ࢠrinnovamentoࢠ, i??dat bin?? ࢠricostruzioneࢠ, ma con una prevalenza delle operazioni di ricostruzione e di rinnovamento rispetto al semplice restauro; tutte queste operazioni erano compiute al valore di ?if? ࢠconservazioneࢠoppure ta?aw?l ࢠtrasformazioneࢠ. I principali fattori che hanno influenzato il campo degli interventi compiuti sul patrimonio culturale architettonico in quelle fasi storiche sono principalmente di natura politica ed amministrativa: per esempio lࢠazione conservativa finalizzata alla valorizzazione del monumento nei luoghi sacri prevedeva un certo rispetto dello stato originario, mentre per altri siti patrimoniali che non avevano un valore religioso come le cittadelle e le piazzeforti ecc., venivano applicate tutte le operazioni di conservazione o di trasformazione. Un altro fattore che ha condizionato le scelte àƒ¨ rappresentato dalla proprietàƒÂ del monumento: musulmana o non musulmana ?imm?. La legge islamica proibiva ai ?imm? di eseguire le operazioni di ricostruzione o di rinnovamento dei loro luoghi di culto e permetteva loro solo il semplice restauro o interventi di riparazione. Ciàƒ² àƒ¨ spiegabile poichàƒ© il restauro aveva il fine di prolungare la vita di una proprietàƒÂ , mentre la ricostruzione rappresentava lࢠacquisizione di qualcosa di nuovo. Oppure nel caso di amministrazioni che si succedevano in un determinato contesto geografico, se vi era somiglianza o coincidenza di pensiero e di visione con lࢠamministrazione precedente, allora se ne conservavano le tracce, le architetture e i monumenti come il caso che vede coinvolto Saladino nella moschea Aq?? e nella cupola della roccia a Gerusalemme. In caso contrario il nuovo stato cerca di omologare tutto ciàƒ² che apparteneva allo stato precedente, come nel caso degli interventi compiuti dallo stesso Saladino al Cairo. Se il monumento appartiene ai musulmani incontriamo fattori ideologici e fattori tecnici: fra i primi si segnala il conflitto tra il mondo antico e il presente, fra il mondo pagano, la cultura cristiana, ebraica e la cultura islamica, lࢠinflusso religioso mistico dellࢠislam, lࢠinflusso estetico e la definizione del bello. I fattori tecnici riguardano la complessitàƒÂ dellࢠoperazione del restauro, ben espressa da Ab? ?ayy?n at-Taw??d? (310/922- 414/1023): à,«il restauratore non riusciràƒÂ mai a rifare lࢠopera esattamente come lࢠaveva fatta e voluta lࢠartista in origine; infatti lࢠartista procede verso la perfezione mentre lo scopo del restauratore àƒ¨ quello di provare ad inseguire lo scopo originario riuscendo peràƒ² soltanto a raggiungere un alternativoà,». Si riscontrano inoltre le numerose distruzioni causate dalle guerre, dagli eventi naturali o accidentali come i terremoti e gli incendi, molto frequenti nellࢠepoca classica; il restauro e la conservazione in questi casi sono rivolte al ripristino o alla ricostruzione del monumento distrutto e al rafforzamento del monumento sopravvissuto. Nelle fonti classiche si notano infine vari riferimenti alla necessitàƒÂ di eseguire le operazioni di conservazione e di restauro, si ricorda fra tante lࢠopera di ?Abd al-La??f al-Ba?d?d? (557/1162, 629/1231), in cui si riscontra una dettagliata descrizione delle raccomandazioni dei governi arabi islamici nella cura del patrimonio culturale arabo nel XII secolo.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/273441
URN:NBN:IT:UNIROMA3-273441