La Corea di Huntington (MH) e' una malattia neurodegenerativa tra le piu' diffuse e studiate all'interno del gruppo di patologie causate da espansione poliglutaminica. La prevalenza e' di 3-10 soggetti affetti per 100000 individui nei paesi dell'ovest (Rawlins 2010; Spinney 2010). La malattia e' stata descritta la prima volta nel 19th secolo da George Huntington, che identifica sia le sue caratteristiche cliniche che la sua natura ereditaria. La MH e' una patologia genetica neurodegenerativa con eredita' autosomico dominante causata da una espansione instabile di triplette CAG nel gene HTT (Huntington's Disease Collaborative Research Group 1993; Kremer et al. 1994) che codifica per una proteina chiamata huntingtina (htt). La lunghezza della mutazione influenza l'eta' di insorgenza e la progressione, mentre la espansione omozigote induce una neuropatologia e un decorso piu' severo (Squitieri et al., 2003). Sebbene l' eta' di insorgenza dei sintomi piu' comune e' intorno ai 40 anni, la malattia puo' iniziare molto presto o molto tardi a seconda della penetranza della mutazione (Rubinsztein et al., 1996). Questo fa si' che negli individui a rischio, che si sottopongono ad un test presintomatico e scoprono di avere la malattia, non sia possibile predire l'eta' di insorgenza dei sintomi solo in base al numero di ripetizioni CAG che influisce sulla variazione dell'eta' di insorgenza solo per il 60-70%. Altri fattori biologici e ambientali, incluso i geni modificatori possano svolgere una grande influenza sull'inizio e lo sviluppo dei sintomi (Squitieri et al. 2000a; Wexler et al. 2004). Solo quando la mutazione e' particolarmente espansa e tossica, la malattia ha inizio in eta' infantile con effetti devastanti (Quarrel et al. 2009). Quindi l'impossibilita' di predire l'eta' di insorgenza e la progressione di malattia fra i diversi soggetti, rende la ricerca sui marcatori necessaria per monitorare lo sviluppo dei sintomi nei portatori a rischio e l'andamento patologico nei pazienti. Infatti, marcatori che traccino la progressione di malattia, in individui sintomatici, risultano ugualmente necessari per il monitoraggio di terapie sperimentali. Un buon biomarcatore dovrebbe essere facilmente rilevabile and ottenibile in maniera non-invasiva e soprattutto riflettere un meccanismo patogenetico della malattia. Attualmente non esistono marcatori con queste caratteristiche nella pratica clinica della MH.

Studio dei meccanismi patogenetici attraverso l'analisi di tessuti periferici e linee cellulari nella malattia di Huntington per la ricerca di nuovi biomarkers

2011

Abstract

La Corea di Huntington (MH) e' una malattia neurodegenerativa tra le piu' diffuse e studiate all'interno del gruppo di patologie causate da espansione poliglutaminica. La prevalenza e' di 3-10 soggetti affetti per 100000 individui nei paesi dell'ovest (Rawlins 2010; Spinney 2010). La malattia e' stata descritta la prima volta nel 19th secolo da George Huntington, che identifica sia le sue caratteristiche cliniche che la sua natura ereditaria. La MH e' una patologia genetica neurodegenerativa con eredita' autosomico dominante causata da una espansione instabile di triplette CAG nel gene HTT (Huntington's Disease Collaborative Research Group 1993; Kremer et al. 1994) che codifica per una proteina chiamata huntingtina (htt). La lunghezza della mutazione influenza l'eta' di insorgenza e la progressione, mentre la espansione omozigote induce una neuropatologia e un decorso piu' severo (Squitieri et al., 2003). Sebbene l' eta' di insorgenza dei sintomi piu' comune e' intorno ai 40 anni, la malattia puo' iniziare molto presto o molto tardi a seconda della penetranza della mutazione (Rubinsztein et al., 1996). Questo fa si' che negli individui a rischio, che si sottopongono ad un test presintomatico e scoprono di avere la malattia, non sia possibile predire l'eta' di insorgenza dei sintomi solo in base al numero di ripetizioni CAG che influisce sulla variazione dell'eta' di insorgenza solo per il 60-70%. Altri fattori biologici e ambientali, incluso i geni modificatori possano svolgere una grande influenza sull'inizio e lo sviluppo dei sintomi (Squitieri et al. 2000a; Wexler et al. 2004). Solo quando la mutazione e' particolarmente espansa e tossica, la malattia ha inizio in eta' infantile con effetti devastanti (Quarrel et al. 2009). Quindi l'impossibilita' di predire l'eta' di insorgenza e la progressione di malattia fra i diversi soggetti, rende la ricerca sui marcatori necessaria per monitorare lo sviluppo dei sintomi nei portatori a rischio e l'andamento patologico nei pazienti. Infatti, marcatori che traccino la progressione di malattia, in individui sintomatici, risultano ugualmente necessari per il monitoraggio di terapie sperimentali. Un buon biomarcatore dovrebbe essere facilmente rilevabile and ottenibile in maniera non-invasiva e soprattutto riflettere un meccanismo patogenetico della malattia. Attualmente non esistono marcatori con queste caratteristiche nella pratica clinica della MH.
2011
it
Research Subject Categories::MEDICINE::Dermatology and venerology,clinical genetics, internal medicine::Clinical genetics::Medical genetics
Research Subject Categories::MEDICINE::Dermatology and venerology,clinical genetics, internal medicine::Clinical genetics::Molecular biology
Research Subject Categories::MEDICINE::Morphology, cell biology, pathology::Cell biology::Neurobiology
Research Subject Categories::MEDICINE::Morphology, cell biology, pathology::Cell biology::Neuroscience
Università degli Studi di Catania
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/273524
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