Come era possibile prevedere, lࢠallargamento dellࢠUnione Europea ai nuovi Stati membri, con il conseguente appesantirsi delle difficoltàƒÂ  del processo di armonizzazione degli ordinamenti interni, e, da ultimo, una crisi economico-finanziaria senza precedenti, non potevano non determinare lࢠacuirsi dei contrasti tra i sistemi nazionali, stretti tra la necessitàƒÂ  di tutelare le proprie economie e, allo stesso tempo, almeno nei casi dei paesi di piàƒ¹ consolidata tradizione lavoristica, lࢠesigenza di non far regredire i livelli di tutela del lavoro. Contrasti che, inevitabilmente, hanno trovato un punto di particolare tensione quando - e tutte le volte in cui - la disciplina comunitaria ha dovuto affrontare il tema della circolazione dei servizi e del distacco dei lavoratori nellࢠambito di una prestazione di servizi transnazionali. In merito, sono significative le pronunce Laval, Ruffert e Lussemburgo, nelle quali la Corte di Giustizia ha affrontato il tema del conflitto tra libertàƒÂ  economiche riconosciute dal Trattato e diritti sociali. Pur tenendo conto delle peculiaritàƒÂ  dei casi affrontati e dei contesti normativi in cui le vicende in esame si sono svolte, si deve prendere atto che le tre sentenze della Corte di Giustizia sopra citate segnano una ࢠdecisa sconfittaࢠdei diritti sociali, se considerati nella concezione tradizionale del diritto del lavoro, ovvero, meno enfaticamente, una semplice conferma del mutamento di prospettiva che àƒ¨ alla base dellࢠidea comunitaria. Sappiamo che il contrasto tra libertàƒÂ  economiche e diritti sociali àƒ¨ connaturato al sorgere stesso del conflitto industriale e, quindi, si àƒ¨ sviluppato, prima ancora che nellࢠordinamento comunitario, allࢠinterno degli ordinamenti nazionali. Ciàƒ² che va segnalata àƒ¨ la diversitàƒÂ  dellࢠimpostazione adottata per risolvere questo contrasto; e, soprattutto, merita attenta riflessione lࢠimpatto che la nuova impostazione comunitaria potrebbe avere sullࢠevoluzione degli ordinamenti nazionali. In effetti, la Corte di Giustizia adotta una prospettiva rovesciata rispetto a quella della tradizione costituzionale italiana - cosàƒ¬ come quella della maggior parte degli Stati occidentali -, in virtàƒ¹ della quale i diritti sociali godono di una tutela che non recede mai dinanzi alle libertàƒÂ  economiche e, anzi, àƒ¨ libera di espandersi fino a quando non pregiudichi altri diritti costituzionalmente garantiti. Al contrario, nella dimensione comunitaria àƒ¨ la libertàƒÂ  economica che puàƒ² espandersi liberamente ed essere compressa solo qualora emergano ragioni imperative di interesse generale che ne giustifichino la limitazione. Alla luce di quanto detto, àƒ¨ evidente che il tema del conflitto tra diritti sociali e libertàƒÂ  economiche àƒ¨ ampio e complesso e pone molteplici interrogativi per il giurista. Con questo lavoro di ricerca si àƒ¨ scelto approfondire il contenuto delle sentenze Laval, Ruffert e Commissione Lussemburgo, nelle quali, come giàƒÂ  anticipato, la Corte ha dovuto affrontare il tema del contrasto tra la tutela dei lavoratori e la libertàƒÂ  di prestazione dei servizi riconosciuta dallࢠart. 49 del Trattato. In particolare, si àƒ¨ cercato di verificare se quello realizzato dalla Corte di Giustizia sia, in concreto, un equilibrio condivisibile o se, comà¢ àƒ¨ stato detto, realizzi un ࢠbilanciamento sbilanciatoࢠ. Soprattutto, si àƒ¨ cercato di comprendere quali siano le conseguenze di tali pronunce sulla individuazione della disciplina concretamente applicabile al distacco dei lavoratori in uno Stato diverso da quello dࢠorigine . Al fine di trarre qualche elemento di utile riflessione sullࢠeffettivo impatto determinato sulla Direttiva n. 96/71 dalle sentenza Laval, Ruffert e Lussemburgo, sono state esaminate le specifiche vicende processuali e lࢠiter logico giuridico seguito dalla Corte di Giustizia in ciascuna pronuncia. Preliminarmente, tuttavia, al fine di meglio inquadrare il tema del ࢠconflittoࢠtra libertàƒÂ  economiche e diritti sociali, àƒ¨ stata esaminata la progressiva centralitàƒÂ  che le politiche sociali e le tutele del lavoro hanno assunto nellࢠordinamento giuridico della ComunitàƒÂ  europea grazie alle modifiche che il Trattato istitutivo ha conosciuto a partire dal 1975 ad oggi. Successivamente àƒ¨ stata analizzata lࢠevoluzione della pluriennale giurisprudenza della Corte di Giustizia nella definizione del conflitto intercorrente tra tutele del lavoro e libertàƒÂ  economiche fondamentali garantite dal Trattato CE, tra cui, in particolare, la libertàƒÂ  di prestazione dei servizi. Chiariti i termini del conflitto, sono state approfondite le conseguenze della interpretazione che, nei casi Laval, Ruffert e Lussemburgo, la Corte di Giustizia ha fornito di alcuni concetti chiave in materia di disciplina applicabile ai lavoratori distaccati, determinando una ingiustificata restrizione delle ࢠragioni imperative di interesse pubblicoࢠidonee a comprimere la libertàƒÂ  di stabilimento riconosciuta da Trattato. Da ultimo, non àƒ¨ mancato uno sguardo al futuro per comprendere se allࢠorizzonte àƒ¨ possibile intravedere correttivi alle conclusioni a cui àƒ¨ giunta la Corte di Giustizia.

Diritti sociali e libertà  economiche nell'Unione Europea

2013

Abstract

Come era possibile prevedere, lࢠallargamento dellࢠUnione Europea ai nuovi Stati membri, con il conseguente appesantirsi delle difficoltàƒÂ  del processo di armonizzazione degli ordinamenti interni, e, da ultimo, una crisi economico-finanziaria senza precedenti, non potevano non determinare lࢠacuirsi dei contrasti tra i sistemi nazionali, stretti tra la necessitàƒÂ  di tutelare le proprie economie e, allo stesso tempo, almeno nei casi dei paesi di piàƒ¹ consolidata tradizione lavoristica, lࢠesigenza di non far regredire i livelli di tutela del lavoro. Contrasti che, inevitabilmente, hanno trovato un punto di particolare tensione quando - e tutte le volte in cui - la disciplina comunitaria ha dovuto affrontare il tema della circolazione dei servizi e del distacco dei lavoratori nellࢠambito di una prestazione di servizi transnazionali. In merito, sono significative le pronunce Laval, Ruffert e Lussemburgo, nelle quali la Corte di Giustizia ha affrontato il tema del conflitto tra libertàƒÂ  economiche riconosciute dal Trattato e diritti sociali. Pur tenendo conto delle peculiaritàƒÂ  dei casi affrontati e dei contesti normativi in cui le vicende in esame si sono svolte, si deve prendere atto che le tre sentenze della Corte di Giustizia sopra citate segnano una ࢠdecisa sconfittaࢠdei diritti sociali, se considerati nella concezione tradizionale del diritto del lavoro, ovvero, meno enfaticamente, una semplice conferma del mutamento di prospettiva che àƒ¨ alla base dellࢠidea comunitaria. Sappiamo che il contrasto tra libertàƒÂ  economiche e diritti sociali àƒ¨ connaturato al sorgere stesso del conflitto industriale e, quindi, si àƒ¨ sviluppato, prima ancora che nellࢠordinamento comunitario, allࢠinterno degli ordinamenti nazionali. Ciàƒ² che va segnalata àƒ¨ la diversitàƒÂ  dellࢠimpostazione adottata per risolvere questo contrasto; e, soprattutto, merita attenta riflessione lࢠimpatto che la nuova impostazione comunitaria potrebbe avere sullࢠevoluzione degli ordinamenti nazionali. In effetti, la Corte di Giustizia adotta una prospettiva rovesciata rispetto a quella della tradizione costituzionale italiana - cosàƒ¬ come quella della maggior parte degli Stati occidentali -, in virtàƒ¹ della quale i diritti sociali godono di una tutela che non recede mai dinanzi alle libertàƒÂ  economiche e, anzi, àƒ¨ libera di espandersi fino a quando non pregiudichi altri diritti costituzionalmente garantiti. Al contrario, nella dimensione comunitaria àƒ¨ la libertàƒÂ  economica che puàƒ² espandersi liberamente ed essere compressa solo qualora emergano ragioni imperative di interesse generale che ne giustifichino la limitazione. Alla luce di quanto detto, àƒ¨ evidente che il tema del conflitto tra diritti sociali e libertàƒÂ  economiche àƒ¨ ampio e complesso e pone molteplici interrogativi per il giurista. Con questo lavoro di ricerca si àƒ¨ scelto approfondire il contenuto delle sentenze Laval, Ruffert e Commissione Lussemburgo, nelle quali, come giàƒÂ  anticipato, la Corte ha dovuto affrontare il tema del contrasto tra la tutela dei lavoratori e la libertàƒÂ  di prestazione dei servizi riconosciuta dallࢠart. 49 del Trattato. In particolare, si àƒ¨ cercato di verificare se quello realizzato dalla Corte di Giustizia sia, in concreto, un equilibrio condivisibile o se, comà¢ àƒ¨ stato detto, realizzi un ࢠbilanciamento sbilanciatoࢠ. Soprattutto, si àƒ¨ cercato di comprendere quali siano le conseguenze di tali pronunce sulla individuazione della disciplina concretamente applicabile al distacco dei lavoratori in uno Stato diverso da quello dࢠorigine . Al fine di trarre qualche elemento di utile riflessione sullࢠeffettivo impatto determinato sulla Direttiva n. 96/71 dalle sentenza Laval, Ruffert e Lussemburgo, sono state esaminate le specifiche vicende processuali e lࢠiter logico giuridico seguito dalla Corte di Giustizia in ciascuna pronuncia. Preliminarmente, tuttavia, al fine di meglio inquadrare il tema del ࢠconflittoࢠtra libertàƒÂ  economiche e diritti sociali, àƒ¨ stata esaminata la progressiva centralitàƒÂ  che le politiche sociali e le tutele del lavoro hanno assunto nellࢠordinamento giuridico della ComunitàƒÂ  europea grazie alle modifiche che il Trattato istitutivo ha conosciuto a partire dal 1975 ad oggi. Successivamente àƒ¨ stata analizzata lࢠevoluzione della pluriennale giurisprudenza della Corte di Giustizia nella definizione del conflitto intercorrente tra tutele del lavoro e libertàƒÂ  economiche fondamentali garantite dal Trattato CE, tra cui, in particolare, la libertàƒÂ  di prestazione dei servizi. Chiariti i termini del conflitto, sono state approfondite le conseguenze della interpretazione che, nei casi Laval, Ruffert e Lussemburgo, la Corte di Giustizia ha fornito di alcuni concetti chiave in materia di disciplina applicabile ai lavoratori distaccati, determinando una ingiustificata restrizione delle ࢠragioni imperative di interesse pubblicoࢠidonee a comprimere la libertàƒÂ  di stabilimento riconosciuta da Trattato. Da ultimo, non àƒ¨ mancato uno sguardo al futuro per comprendere se allࢠorizzonte àƒ¨ possibile intravedere correttivi alle conclusioni a cui àƒ¨ giunta la Corte di Giustizia.
2013
it
Categorie ISI-CRUI::Scienze giuridiche::Law
diritti sociali
libertàƒÂ  economiche
Scienze giuridiche
Settori Disciplinari MIUR::Scienze giuridiche::DIRITTO DEL LAVORO
Università degli Studi Roma Tre
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/281486
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA3-281486