In questo lavoro di ricerca si ਠinteso proporre un'interpretazione dell'opera di due interessanti scrittrici tedesche contemporanee, Ann Cotten e Ulrike Draesner, alla luce di quello che si ਠdefinito †˜paradigma della traduzione'. Alla base di questa scelta, vi ਠuna concezione della traduzione non solo come riscrittura di un testo da una lingua all'altra, ma pi๠in generale come pratica dell'interazione interlinguistica. Di tale prassi si ਠcercato di mettere in luce il grande valore euristico. Si ਠsostenuto che dalla traduzione scaturisce una pi๠profonda consapevolezza del linguaggio in generale e, soprattutto, del particolare modo in cui le lingue costruiscono il senso di appartenenza culturale e l'identità . Visto attraverso la traduzione, infatti, il nesso tra lingua e identità  muta completamente. Paradossalmente, proprio in traduzione la lingua non erige pi๠muri, non crea barriere insormontabili, ma piuttosto si fa soglia. Su questa soglia, nel punto di contatto tra le lingue, anche quello che sembra intraducibile acquista significato nella pratica della differenza. E proprio in tale pratica si puಠscorgere un nuovo modello di identità , che renda conto della complessità  della contemporaneità  globalizzata e si fondi sulla continua rinegoziazione di ciಠche ਠproprio e di ciಠche ਠestraneo. Ann Cotten e Ulrike Draesner hanno potuto sperimentare tutto ciಠnel proprio stesso vissuto. Ann Cotten, perfettamente bilingue, ਠnata negli Stati Uniti e cresciuta in Austria. L'inglese, sua lingua madre, si ਠrivelato ben presto per lei come solo uno dei tanti modi in cui entrare in relazione con il mondo. Nata in un piccolo paesino della Baviera da una famiglia che ਠdi per sà© un conglomerato di culture diverse, Ulrike Draesner ha iniziato a guardare alla propria lingua da una prospettiva straniata a seguito di un lungo soggiorno in Inghilterra. Nessuna delle due perಠpresenta l'insorgere di una prospettiva essofonica dal punto di vista tematico. Cotten non racconta l'esperienza di vita che l'ha portata a non avere familiarità  nà© con l'inglese nà© con il tedesco; essa, piuttosto, rende il lettore partecipe della decostruzione e rinegoziazione dei significati delle lingue e delle forme del linguaggio. Draesner, a sua volta, scrive addirittura nella propria lingua madre, eppure puಠessere considerata un'autrice essofonica perchà© si posiziona fuori di essa e mette il lettore nella condizione di fare altrettanto. In questo senso, nella loro scrittura si puಠriconoscere il paradigma della traduzione e nelle loro opere esso dispiega tutto il suo enorme potenziale.

Ulrike Draesner e Ann Cotten: il paradigma della traduzione nella poesia contemporanea

2015

Abstract

In questo lavoro di ricerca si ਠinteso proporre un'interpretazione dell'opera di due interessanti scrittrici tedesche contemporanee, Ann Cotten e Ulrike Draesner, alla luce di quello che si ਠdefinito †˜paradigma della traduzione'. Alla base di questa scelta, vi ਠuna concezione della traduzione non solo come riscrittura di un testo da una lingua all'altra, ma pi๠in generale come pratica dell'interazione interlinguistica. Di tale prassi si ਠcercato di mettere in luce il grande valore euristico. Si ਠsostenuto che dalla traduzione scaturisce una pi๠profonda consapevolezza del linguaggio in generale e, soprattutto, del particolare modo in cui le lingue costruiscono il senso di appartenenza culturale e l'identità . Visto attraverso la traduzione, infatti, il nesso tra lingua e identità  muta completamente. Paradossalmente, proprio in traduzione la lingua non erige pi๠muri, non crea barriere insormontabili, ma piuttosto si fa soglia. Su questa soglia, nel punto di contatto tra le lingue, anche quello che sembra intraducibile acquista significato nella pratica della differenza. E proprio in tale pratica si puಠscorgere un nuovo modello di identità , che renda conto della complessità  della contemporaneità  globalizzata e si fondi sulla continua rinegoziazione di ciಠche ਠproprio e di ciಠche ਠestraneo. Ann Cotten e Ulrike Draesner hanno potuto sperimentare tutto ciಠnel proprio stesso vissuto. Ann Cotten, perfettamente bilingue, ਠnata negli Stati Uniti e cresciuta in Austria. L'inglese, sua lingua madre, si ਠrivelato ben presto per lei come solo uno dei tanti modi in cui entrare in relazione con il mondo. Nata in un piccolo paesino della Baviera da una famiglia che ਠdi per sà© un conglomerato di culture diverse, Ulrike Draesner ha iniziato a guardare alla propria lingua da una prospettiva straniata a seguito di un lungo soggiorno in Inghilterra. Nessuna delle due perಠpresenta l'insorgere di una prospettiva essofonica dal punto di vista tematico. Cotten non racconta l'esperienza di vita che l'ha portata a non avere familiarità  nà© con l'inglese nà© con il tedesco; essa, piuttosto, rende il lettore partecipe della decostruzione e rinegoziazione dei significati delle lingue e delle forme del linguaggio. Draesner, a sua volta, scrive addirittura nella propria lingua madre, eppure puಠessere considerata un'autrice essofonica perchà© si posiziona fuori di essa e mette il lettore nella condizione di fare altrettanto. In questo senso, nella loro scrittura si puಠriconoscere il paradigma della traduzione e nelle loro opere esso dispiega tutto il suo enorme potenziale.
2015
it
Categorie ISI-CRUI::Scienze dell'antichità , filologico-letterarie e storico-artistiche::Literature
essofonia
linguaggio
memoria
Scienze dell'antichita', filologico-letterarie e storico-artistiche
Settori Disciplinari MIUR::Scienze dell'antichità , filologico-letterarie e storico-artistiche::LETTERATURA TEDESCA
traduzione
Università degli Studi Roma Tre
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/282185
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA3-282185