La tesi presenta un'edizione dell'epistolario inedito di Vincenzo Cardarelli composto dalle 199 missive inviate a Riccardo Bacchelli, tra il 1910 e il 1925, conservate attualmente presso il Fondo Bacchelli della Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna. Da un punto di vista filologico, ci si ਠoccupati della curatela, descrizione e annotazione delle lettere, rendendole fruibili anche nella loro intertestualità ; inoltre si ਠrealizzato un importante riordinamento cronologico del corpus epistolare, datando ex novo, per congettura, missive catalogate senza data, in mancanza di riferimenti temporali esterni, o ricollocando lettere erroneamente datate dall'autore stesso. Sul fronte contenutistico, l'epistolario si presenta letterariamente rilevante e fuzionale a mettere in luce diversi aspetti innovativi sul rapporto professionale tra Cardarelli e Bacchelli, soprattutto sulle reciproche influenze poetiche nella fase dei rispettivi esordi: da una parte infatti viene avallata e resa certa l'ipotesi della Martignoni di una rivendicazione del primato cardarelliano nei confonti di una nuova ricerca stilistica proposta con i suoi Prologhi del 1916, solo cronologicamente anticipata da Bacchelli con i Poemi lirici nel 1914, portando alla luce tutta l'ambiguità  di una ricerca poetica tanto conflittuale quanto condivisa. Dall'altra parte emerge invece l'inedito ruolo di Cardarelli come promotore, editore e critico dell'opera dell'amico: l'epistolario infatti non solo offre una significativa rivalutazione del peso cardarelliano nella formazione giovanile dell'autore del Mulino del Po, ma porta alla luce soprattutto tutti gli interventi testuali che Cardarelli fece sulle prose d'ersordio di Bacchelli, di cui si fece critico filologo nonchà© editor, nell'accezione moderna del termine. A proposito delle opere di Bacchelli, inoltre, un ben determinato gruppo di missive del 1922 si rivela l'unica fonte di informazione sul suo Infedele innocente, un libretto d'opera scritto per il musicista Giannotto Bastianelli, rimasto tutt'ora inedito: Cardarelli vi si sofferma a lungo offrendone una critica stilistica e contenutistica piuttosto articolata. Infine, una sezione molto ampia dell'epistolario, a partire dalla metà  del 1918 fin quasi alla fine del corpus, ਠoccupata prevalentemente dal dibattito sulla «Ronda», della quale i due corrispondenti furono i principali animatori e protagonisti. Dalle missive emergono alcuni aspetti particolari della vicenda rondesca poichà© toccano snodi poco affrontati, o pressochਠpoco noti, alla critica esistente in merito, quali: la riflessione sulla scelta del titolo, a proposito del quale emerge un suggestivo richiamo al movimento della Scapigliatura, e una linea di condivisione etica con esperienze ideologicamente opposte, come quelle di Gramsci e Gobetti; la continuità  progettuale esistente tra il primo tentativo redazionale cardarelliano del 1913, mai decollato, e la «Ronda» post-bellica, anche a dimostrazione delle basi ontologiche del tema-mito dell'amicizia con cui si giustificherà  la formazione del gruppo rondesco; e infine, l'evoluzione della posizione del fondatore della rivista nei confronti del suo progetto quasi subito disconosciuto e del rispettivo ruolo di Bacchelli nei confronti dell'assenza-presenza del suo sodale e direttore di redazione. Contenutisticamente significativo, l'epistolario conferma anche stilisticamente la sua condizione di luogo privilegiato dell'espressione cardarelliana riconosciuto in passato da Contini e Martignoni, rivelandosi un'officina scribendi per il poeta che vi anticipa, a volte con una specularità  lessicale molto significativa, posizioni e intuizioni della sua riflessione critica e teoretica formalizzata nelle prose e negli scritti critici.

L'epistolario Cardarelli-Bacchelli (1910-1925) : l'archivio privato di un'amicizia poetica

2012

Abstract

La tesi presenta un'edizione dell'epistolario inedito di Vincenzo Cardarelli composto dalle 199 missive inviate a Riccardo Bacchelli, tra il 1910 e il 1925, conservate attualmente presso il Fondo Bacchelli della Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna. Da un punto di vista filologico, ci si ਠoccupati della curatela, descrizione e annotazione delle lettere, rendendole fruibili anche nella loro intertestualità ; inoltre si ਠrealizzato un importante riordinamento cronologico del corpus epistolare, datando ex novo, per congettura, missive catalogate senza data, in mancanza di riferimenti temporali esterni, o ricollocando lettere erroneamente datate dall'autore stesso. Sul fronte contenutistico, l'epistolario si presenta letterariamente rilevante e fuzionale a mettere in luce diversi aspetti innovativi sul rapporto professionale tra Cardarelli e Bacchelli, soprattutto sulle reciproche influenze poetiche nella fase dei rispettivi esordi: da una parte infatti viene avallata e resa certa l'ipotesi della Martignoni di una rivendicazione del primato cardarelliano nei confonti di una nuova ricerca stilistica proposta con i suoi Prologhi del 1916, solo cronologicamente anticipata da Bacchelli con i Poemi lirici nel 1914, portando alla luce tutta l'ambiguità  di una ricerca poetica tanto conflittuale quanto condivisa. Dall'altra parte emerge invece l'inedito ruolo di Cardarelli come promotore, editore e critico dell'opera dell'amico: l'epistolario infatti non solo offre una significativa rivalutazione del peso cardarelliano nella formazione giovanile dell'autore del Mulino del Po, ma porta alla luce soprattutto tutti gli interventi testuali che Cardarelli fece sulle prose d'ersordio di Bacchelli, di cui si fece critico filologo nonchà© editor, nell'accezione moderna del termine. A proposito delle opere di Bacchelli, inoltre, un ben determinato gruppo di missive del 1922 si rivela l'unica fonte di informazione sul suo Infedele innocente, un libretto d'opera scritto per il musicista Giannotto Bastianelli, rimasto tutt'ora inedito: Cardarelli vi si sofferma a lungo offrendone una critica stilistica e contenutistica piuttosto articolata. Infine, una sezione molto ampia dell'epistolario, a partire dalla metà  del 1918 fin quasi alla fine del corpus, ਠoccupata prevalentemente dal dibattito sulla «Ronda», della quale i due corrispondenti furono i principali animatori e protagonisti. Dalle missive emergono alcuni aspetti particolari della vicenda rondesca poichà© toccano snodi poco affrontati, o pressochਠpoco noti, alla critica esistente in merito, quali: la riflessione sulla scelta del titolo, a proposito del quale emerge un suggestivo richiamo al movimento della Scapigliatura, e una linea di condivisione etica con esperienze ideologicamente opposte, come quelle di Gramsci e Gobetti; la continuità  progettuale esistente tra il primo tentativo redazionale cardarelliano del 1913, mai decollato, e la «Ronda» post-bellica, anche a dimostrazione delle basi ontologiche del tema-mito dell'amicizia con cui si giustificherà  la formazione del gruppo rondesco; e infine, l'evoluzione della posizione del fondatore della rivista nei confronti del suo progetto quasi subito disconosciuto e del rispettivo ruolo di Bacchelli nei confronti dell'assenza-presenza del suo sodale e direttore di redazione. Contenutisticamente significativo, l'epistolario conferma anche stilisticamente la sua condizione di luogo privilegiato dell'espressione cardarelliana riconosciuto in passato da Contini e Martignoni, rivelandosi un'officina scribendi per il poeta che vi anticipa, a volte con una specularità  lessicale molto significativa, posizioni e intuizioni della sua riflessione critica e teoretica formalizzata nelle prose e negli scritti critici.
2012
it
Bacchelli
Cardarelli
Categorie ISI-CRUI::Scienze dell'antichità , filologico-letterarie e storico-artistiche::Literature
Scienze dell'antichita', filologico-letterarie e storico-artistiche
Settori Disciplinari MIUR::Scienze dell'antichità , filologico-letterarie e storico-artistiche::LETTERATURA ITALIANA CONTEMPORANEA
Università degli Studi Roma Tre
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/282974
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA3-282974