La ricerca riguarda il rapporto fra il diritto di cronaca e i diritti degli individui che vengono coinvolti dalla diffusione dell'informazione sui mezzi di comunicazione, con particolare riferimento al settore audiovisivo. La cronaca, rientrando fra le manifestazioni del pensiero (art. 21 Cost.), costituisce un diritto di libertà  e, come tale, non puಠessere in alcun modo vincolata in funzione di uno scopo sociale. Tuttavia dall'esercizio di essa discende il risultato (non scopo!) vantaggioso per la collettività  e per la vita dello Stato democratico. L'ordinamento cerca quindi un punto di equilibrio fra la cronaca e gli altri valori della persona confliggenti e di pari rango; ciಠavviene attraverso il bilanciamento in concreto operato dalla giurisprudenza (secondo i principi della sentenza del decalogo) e attraverso la disciplina dei mezzi, al fine di garantire il †œdiritto ad essere informati†� espresso dall'art.10 della CEDU. La disciplina dei mezzi si giustifica in ragione della capacità  di influenzare il pubblico e della capacità  pervasiva di essi, in particolare del mezzo televisivo che, nonostante l'espansione di internet, conserva ad oggi il primato. Per quanto riguarda gli strumenti di tutela previsti per le ipotesi di lesioni derivanti dalla informazione, ci si sofferma sulla rettifica.(art.32, dlgs 177/2005). Viene effettuato un raffronto con l'analoga figura prevista nella stampa (legge 47/1948), riscontrando che nell'audiovisivo lo strumento ਠapplicabile solo in caso di notizie oggettivamente false che abbiano leso gli interessi morali del soggetto, escludendo la valutazione soggettiva del richiedente, prevista invece per la stampa. Viene ricercata la ratio della differenziazione normativa dei due settori, anche attraverso l'analisi dei provvedimenti dell'AGCOM. In ragione dell'obiettivo di garantire l'obiettività  e il pluralismo informativo perseguito dal legislatore attraverso la disciplina dell'audiovisivo, la rettifica, dalla duplice valenza, vede qui prevalere l'aspetto di tutela dell'oggettività  notiziale, rispetto alla tutela dell'individuo, realizzata di riflesso, col ripristino della verità .

Diritto di cronaca e tutela dei valori della persona nell'ambito del settore audiovisivo

2011

Abstract

La ricerca riguarda il rapporto fra il diritto di cronaca e i diritti degli individui che vengono coinvolti dalla diffusione dell'informazione sui mezzi di comunicazione, con particolare riferimento al settore audiovisivo. La cronaca, rientrando fra le manifestazioni del pensiero (art. 21 Cost.), costituisce un diritto di libertà  e, come tale, non puಠessere in alcun modo vincolata in funzione di uno scopo sociale. Tuttavia dall'esercizio di essa discende il risultato (non scopo!) vantaggioso per la collettività  e per la vita dello Stato democratico. L'ordinamento cerca quindi un punto di equilibrio fra la cronaca e gli altri valori della persona confliggenti e di pari rango; ciಠavviene attraverso il bilanciamento in concreto operato dalla giurisprudenza (secondo i principi della sentenza del decalogo) e attraverso la disciplina dei mezzi, al fine di garantire il †œdiritto ad essere informati†� espresso dall'art.10 della CEDU. La disciplina dei mezzi si giustifica in ragione della capacità  di influenzare il pubblico e della capacità  pervasiva di essi, in particolare del mezzo televisivo che, nonostante l'espansione di internet, conserva ad oggi il primato. Per quanto riguarda gli strumenti di tutela previsti per le ipotesi di lesioni derivanti dalla informazione, ci si sofferma sulla rettifica.(art.32, dlgs 177/2005). Viene effettuato un raffronto con l'analoga figura prevista nella stampa (legge 47/1948), riscontrando che nell'audiovisivo lo strumento ਠapplicabile solo in caso di notizie oggettivamente false che abbiano leso gli interessi morali del soggetto, escludendo la valutazione soggettiva del richiedente, prevista invece per la stampa. Viene ricercata la ratio della differenziazione normativa dei due settori, anche attraverso l'analisi dei provvedimenti dell'AGCOM. In ragione dell'obiettivo di garantire l'obiettività  e il pluralismo informativo perseguito dal legislatore attraverso la disciplina dell'audiovisivo, la rettifica, dalla duplice valenza, vede qui prevalere l'aspetto di tutela dell'oggettività  notiziale, rispetto alla tutela dell'individuo, realizzata di riflesso, col ripristino della verità .
2011
it
Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
lamonica_emilia_tesi.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 532.52 kB
Formato Adobe PDF
532.52 kB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/295462
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIBO-295462