Le vesti e le insegne degli imperatori nonchà© degli alti dignitari, sono ornate e †œappesantite†� da pietre preziose, lଠdisposte non a caso. Esse spesso divengono emblemi dei personaggi che le portano e offrono loro virt๠e qualità che spesso si ricollegano anche a caratteristiche di alto valore ideologico. Già dai tempi pre-biblici le pietre sono considerate creature vive, messe in corrispondenza con gli astri, secondo la dottrina della simpathia. Questa concezione perdura anche nel Medioevo: infatti, nei vari lapidari vi sono pietre capaci di generare, e pietre †œincinte†�; esistono pietre dalle virt๠talismaniche e taumaturgiche; altre guariscono, allontanano i mali, ottengono il favore dei potenti, consentono di portare a felice compimento tutto quel che si intraprende; rendono eloquenti, simpatici, graditi. Tornando all'ambito imperiale, l'imperatore per governare deve manifestare qualità che vengono condivise anche da Dio, quali la filantrophia, l'eunomia; rispettare la taxis; essere capace di autocontrollo; mostrare pietà ; essere filocristos, vittorioso, misericordioso; essere temperante e giusto. Alcune di queste qualità gli vengono offerte anche dall'uso delle pietre preziose; cosଠad esempio il diamante dà forza e coraggio: preserva l'integrità del carattere e la buona fede; il rubino allude alla fiamma della carità ; lo zaffiro ਠsimbolo della ricchezza e dei cieli, custode dell'innocenza e della verità ; lo smeraldo ਠanche esso simbolo della fede e allude simbolicamente alla capacità di intuire e trasmettere il messaggio divino propria del personaggio che ne ਠadornato. Le fonti prese in esame anche se vengono separate da un'arco di tempo grande e non rispecchiano un limite cronologico fisso, neccessario per ogni ricerca, tuttavia permettono di delineare il percorso evolutivo delle virt๠delle gemme attraverso i secoli; e quindi di avere un' idea molto pi๠chiara sulla concezione delle pietre stesse, e su come, col passare degli anni, queste virt๠si evolvono o svaniscono.
Il simbolismo delle gemme nell'ambito imperiale
2011
Abstract
Le vesti e le insegne degli imperatori nonchà© degli alti dignitari, sono ornate e †œappesantite†� da pietre preziose, lଠdisposte non a caso. Esse spesso divengono emblemi dei personaggi che le portano e offrono loro virt๠e qualità che spesso si ricollegano anche a caratteristiche di alto valore ideologico. Già dai tempi pre-biblici le pietre sono considerate creature vive, messe in corrispondenza con gli astri, secondo la dottrina della simpathia. Questa concezione perdura anche nel Medioevo: infatti, nei vari lapidari vi sono pietre capaci di generare, e pietre †œincinte†�; esistono pietre dalle virt๠talismaniche e taumaturgiche; altre guariscono, allontanano i mali, ottengono il favore dei potenti, consentono di portare a felice compimento tutto quel che si intraprende; rendono eloquenti, simpatici, graditi. Tornando all'ambito imperiale, l'imperatore per governare deve manifestare qualità che vengono condivise anche da Dio, quali la filantrophia, l'eunomia; rispettare la taxis; essere capace di autocontrollo; mostrare pietà ; essere filocristos, vittorioso, misericordioso; essere temperante e giusto. Alcune di queste qualità gli vengono offerte anche dall'uso delle pietre preziose; cosଠad esempio il diamante dà forza e coraggio: preserva l'integrità del carattere e la buona fede; il rubino allude alla fiamma della carità ; lo zaffiro ਠsimbolo della ricchezza e dei cieli, custode dell'innocenza e della verità ; lo smeraldo ਠanche esso simbolo della fede e allude simbolicamente alla capacità di intuire e trasmettere il messaggio divino propria del personaggio che ne ਠadornato. Le fonti prese in esame anche se vengono separate da un'arco di tempo grande e non rispecchiano un limite cronologico fisso, neccessario per ogni ricerca, tuttavia permettono di delineare il percorso evolutivo delle virt๠delle gemme attraverso i secoli; e quindi di avere un' idea molto pi๠chiara sulla concezione delle pietre stesse, e su come, col passare degli anni, queste virt๠si evolvono o svaniscono.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/295522
URN:NBN:IT:UNIBO-295522