L'Azienda USL di Bologna ਠla pi๠grande della regione ed ਠuna delle pi๠grandi in Italia: serve una popolazione di 836.697 abitanti ed ਠdistribuita su 50 comuni. E' stata istituita il 1° gennaio 2004 con la Legge della Regione Emilia Romagna n. 21 del 20/10/2003 che ha unificato i Comuni di tre Aziende USL: †œCittà  di Bologna†�, †œBologna Sud†� e †œBologna Nord†� (ad eccezione del Comune di Medicina che dall'Area Nord ਠentrato a far parte dell'Azienda USL di Imola che ha mantenuto un'autonoma configurazione giuridica). Il territorio dell'Azienda USL di Bologna si estende per 2915,4 Kmq ed ਠcaratterizzato dalla particolare ubicazione geografica dei suoi distretti. Al Distretto prettamente urbano, quale quello di Bologna Città  si affiancano nell'Area Nord i Distretti di pianura quali Pianura Est e Pianura Ovest, mentre nell'Area Sud si collocano i Distretti con territorio pi๠collinare, quali quelli di Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena ed il Distretto di Porretta Terme che si caratterizza per l'alta percentuale di territorio montuoso. L'unificazione di territori diversi per caratteristiche orografiche, demografiche e socioeconomiche, ha comportato una maggiore complessità  rispetto al passato in termini di governo delle condizioni di equità . La rimodulazione istituzionale ed organizzativa dell'offerta dei sevizi sanitari ha comportato il gravoso compito di razionalizzarne la distribuzione, tenendo conto delle peculiarità  del contesto. Alcuni studi di fattibilità  precedenti l'unificazione, avevano rilevato come attraverso la costituzione di un'Azienda USL unica si sarebbero potuti pi๠agevolmente perseguire gli obiettivi collegati alle prospettive di sviluppo e di ulteriore qualificazione del sistema dei servizi delle Aziende USL dell'area bolognese, con benefici per il complessivo servizio sanitario regionale. Le tre Aziende precedentemente operanti nell'area bolognese erano percepite come inadeguate, per dimensioni, a supportare uno sviluppo dei servizi ritenuto indispensabile per la popolazione ma, che, se singolarmente realizzato, avrebbe condotto ad una inutile duplicazione di servizi già  presenti. Attraverso l'integrazione delle attività  di acquisizione dei fattori produttivi e di gestione dei servizi delle tre Aziende, si sarebbero potute ragionevolmente conseguire economie pi๠consistenti rispetto a quanto in precedenza ottenuto attraverso il coordinamento volontario di tali processi da parte delle tre Direzioni. L'istituzione della nuova Azienda unica, conformemente al Piano sanitario regionale si proponeva di: o accelerare i processi di integrazione e di redistribuzione dell'offerta dei servizi territoriali, tenendo conto della progressiva divaricazione fra i cambiamenti demografici, che segnavano un crescente deflusso dal centro storico verso le periferie, ed i flussi legati alle attività  lavorative, che si muovevano in senso contrario; o riorganizzare i servizi sanitari in una logica di rete e di sistema, condizione necessaria per assicurare l'equità  di accesso ai servizi e alle cure, in stretta interlocuzione con gli Enti Locali titolari dei servizi sociali; o favorire il raggiungimento dell'equilibrio finanziario dell'Azienda e contribuire in modo significativo alla sostenibilità  finanziaria dell'intero sistema sanitario regionale. L'entità  delle risorse impegnate nell'Area bolognese e le dimensioni del bilancio della nuova Azienda unificata offrivano la possibilità  di realizzare economie di scala e di scopo, attraverso la concentrazione e/o la creazione di sinergie fra funzioni e attività , sia in ambito ospedaliero, sia territoriale, con un chiaro effetto sull'equilibrio del bilancio dell'intero Servizio sanitario regionale. A cinque anni dalla sua costituzione, l'Azienda USL di Bologna, ha completato una significativa fase del complessivo processo riorganizzativo superando le principali difficoltà  dovute alla fusione di tre Aziende diverse, non solo per collocazione geografica e sistemi di gestione, ma anche per la cultura dei propri componenti. La tesi affronta il tema dell'analisi dell'impatto della fusione sugli assetti organizzativi aziendali attraverso uno sviluppo cosଠarticolato: o la sistematizzazione delle principali teorie e modelli organizzativi con particolare attenzione alla loro contestualizzazione nella realtà  delle organizzazioni professionali di tipo sanitario; o l'analisi principali aspetti della complessità  del sistema tecnico, sociale, culturale e valoriale delle organizzazioni sanitarie; o l'esame dello sviluppo organizzativo dell'Azienda USL di Bologna attraverso la lettura combinata dell'Atto e del Regolamento Organizzativo Aziendali esaminati alla luce della normativa vigente, con particolare attenzione all'articolazione distrettuale e all'organizzazione Dipartimentale per cogliere gli aspetti di specificità  che hanno caratterizzano il disegno organizzativo globalmente declinato. o l'esposizione degli esiti di un questionario progettato, in accordo con la Direzione Sanitaria Aziendale, allo scopo di raccogliere significativi elementi per valutare l'impatto della riorganizzazione dipartimentale rispetto ai tre ruoli designati in †œstaff †œalle Direzioni degli otto Dipartimenti Ospedalieri dell'AUSL di Bologna, a tre anni dalla loro formale istituzione. La raccolta dei dati ਠstata attuata tramite la somministrazione diretta, ai soggetti indagati, di un questionario costituito da numerosi quesiti a risposta chiusa, integrati da domande aperte finalizzate all'approfondimento delle dimensioni di ruolo che pi๠frequentemente possono presentare aspetti di criticità . Il progetto ha previsto la rielaborazione aggregata dei dati e la diffusione degli esiti della ricerca: alla Direzione Sanitaria Aziendale, alle Direzioni Dipartimentali ospedaliere ed a tutti i soggetti coinvolti nell'indagine stessa per poi riesaminare in una discussione allargata i temi di maggiore interesse e le criticità  emersi. Gli esiti sono esposti in una serie di tabelle con i principali indicatori e vengono adeguatamente illustrati.

L'Azienda USL di Bologna: analisi dell'impatto della fusione delle tre precedenti Aziende sugli assetti organizzativi

2009

Abstract

L'Azienda USL di Bologna ਠla pi๠grande della regione ed ਠuna delle pi๠grandi in Italia: serve una popolazione di 836.697 abitanti ed ਠdistribuita su 50 comuni. E' stata istituita il 1° gennaio 2004 con la Legge della Regione Emilia Romagna n. 21 del 20/10/2003 che ha unificato i Comuni di tre Aziende USL: †œCittà  di Bologna†�, †œBologna Sud†� e †œBologna Nord†� (ad eccezione del Comune di Medicina che dall'Area Nord ਠentrato a far parte dell'Azienda USL di Imola che ha mantenuto un'autonoma configurazione giuridica). Il territorio dell'Azienda USL di Bologna si estende per 2915,4 Kmq ed ਠcaratterizzato dalla particolare ubicazione geografica dei suoi distretti. Al Distretto prettamente urbano, quale quello di Bologna Città  si affiancano nell'Area Nord i Distretti di pianura quali Pianura Est e Pianura Ovest, mentre nell'Area Sud si collocano i Distretti con territorio pi๠collinare, quali quelli di Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena ed il Distretto di Porretta Terme che si caratterizza per l'alta percentuale di territorio montuoso. L'unificazione di territori diversi per caratteristiche orografiche, demografiche e socioeconomiche, ha comportato una maggiore complessità  rispetto al passato in termini di governo delle condizioni di equità . La rimodulazione istituzionale ed organizzativa dell'offerta dei sevizi sanitari ha comportato il gravoso compito di razionalizzarne la distribuzione, tenendo conto delle peculiarità  del contesto. Alcuni studi di fattibilità  precedenti l'unificazione, avevano rilevato come attraverso la costituzione di un'Azienda USL unica si sarebbero potuti pi๠agevolmente perseguire gli obiettivi collegati alle prospettive di sviluppo e di ulteriore qualificazione del sistema dei servizi delle Aziende USL dell'area bolognese, con benefici per il complessivo servizio sanitario regionale. Le tre Aziende precedentemente operanti nell'area bolognese erano percepite come inadeguate, per dimensioni, a supportare uno sviluppo dei servizi ritenuto indispensabile per la popolazione ma, che, se singolarmente realizzato, avrebbe condotto ad una inutile duplicazione di servizi già  presenti. Attraverso l'integrazione delle attività  di acquisizione dei fattori produttivi e di gestione dei servizi delle tre Aziende, si sarebbero potute ragionevolmente conseguire economie pi๠consistenti rispetto a quanto in precedenza ottenuto attraverso il coordinamento volontario di tali processi da parte delle tre Direzioni. L'istituzione della nuova Azienda unica, conformemente al Piano sanitario regionale si proponeva di: o accelerare i processi di integrazione e di redistribuzione dell'offerta dei servizi territoriali, tenendo conto della progressiva divaricazione fra i cambiamenti demografici, che segnavano un crescente deflusso dal centro storico verso le periferie, ed i flussi legati alle attività  lavorative, che si muovevano in senso contrario; o riorganizzare i servizi sanitari in una logica di rete e di sistema, condizione necessaria per assicurare l'equità  di accesso ai servizi e alle cure, in stretta interlocuzione con gli Enti Locali titolari dei servizi sociali; o favorire il raggiungimento dell'equilibrio finanziario dell'Azienda e contribuire in modo significativo alla sostenibilità  finanziaria dell'intero sistema sanitario regionale. L'entità  delle risorse impegnate nell'Area bolognese e le dimensioni del bilancio della nuova Azienda unificata offrivano la possibilità  di realizzare economie di scala e di scopo, attraverso la concentrazione e/o la creazione di sinergie fra funzioni e attività , sia in ambito ospedaliero, sia territoriale, con un chiaro effetto sull'equilibrio del bilancio dell'intero Servizio sanitario regionale. A cinque anni dalla sua costituzione, l'Azienda USL di Bologna, ha completato una significativa fase del complessivo processo riorganizzativo superando le principali difficoltà  dovute alla fusione di tre Aziende diverse, non solo per collocazione geografica e sistemi di gestione, ma anche per la cultura dei propri componenti. La tesi affronta il tema dell'analisi dell'impatto della fusione sugli assetti organizzativi aziendali attraverso uno sviluppo cosଠarticolato: o la sistematizzazione delle principali teorie e modelli organizzativi con particolare attenzione alla loro contestualizzazione nella realtà  delle organizzazioni professionali di tipo sanitario; o l'analisi principali aspetti della complessità  del sistema tecnico, sociale, culturale e valoriale delle organizzazioni sanitarie; o l'esame dello sviluppo organizzativo dell'Azienda USL di Bologna attraverso la lettura combinata dell'Atto e del Regolamento Organizzativo Aziendali esaminati alla luce della normativa vigente, con particolare attenzione all'articolazione distrettuale e all'organizzazione Dipartimentale per cogliere gli aspetti di specificità  che hanno caratterizzano il disegno organizzativo globalmente declinato. o l'esposizione degli esiti di un questionario progettato, in accordo con la Direzione Sanitaria Aziendale, allo scopo di raccogliere significativi elementi per valutare l'impatto della riorganizzazione dipartimentale rispetto ai tre ruoli designati in †œstaff †œalle Direzioni degli otto Dipartimenti Ospedalieri dell'AUSL di Bologna, a tre anni dalla loro formale istituzione. La raccolta dei dati ਠstata attuata tramite la somministrazione diretta, ai soggetti indagati, di un questionario costituito da numerosi quesiti a risposta chiusa, integrati da domande aperte finalizzate all'approfondimento delle dimensioni di ruolo che pi๠frequentemente possono presentare aspetti di criticità . Il progetto ha previsto la rielaborazione aggregata dei dati e la diffusione degli esiti della ricerca: alla Direzione Sanitaria Aziendale, alle Direzioni Dipartimentali ospedaliere ed a tutti i soggetti coinvolti nell'indagine stessa per poi riesaminare in una discussione allargata i temi di maggiore interesse e le criticità  emersi. Gli esiti sono esposti in una serie di tabelle con i principali indicatori e vengono adeguatamente illustrati.
2009
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