Punto di partenza per il lavoro presentato, sono le tematiche legate alle pratiche di consumo di cibo in un'ottica che superi una semplice visione utilitaristica delle stesse, mentre viene evidenziato invece il pi๠profondo rapporto uomo-cibo e i fenomeni di socializzazione che ne scaturiscono. Si trovano pertanto a coniugarsi la sociologia dei consumi e la sociologia della cultura. La base per questa visione del cibo e delle pratiche di produzione e consumo ad esso collegate ਠl'ipotesi che nel rapporto uomo-cibo sia individuabile un livello di significato superiore al mero utilitarismo/nutrizionismo, che si compone di una dimensione strutturale, una dimensione simbolica ed una dimensione metaforica. Il cibo, e di conseguenza tutte le pratiche ad esso collegate (produzione, elaborazione, consumo), rientrano pertanto in maniera naturale nella categoria †œcultura†�, e quindi, accostandoci al paradigma del passaggio da natura a società , attraverso il cibo si crea e si alimenta la socialità  del consorzio umano, e quindi l'umanità  stessa. Accostando a queste concettualizzazioni l'idea che il consumo in generale possa diventare una prassi tramite cui esperire una pi๠diffusa ricerca di sostenibilità  nello sviluppo del territorio, (facendosi carico delle conseguenze socio-ambientali derivanti dalla fruizione di determinati oggetti piuttosto che altri), si ਠsviluppata l'ipotesi che al consumo alimentare possa competere un ruolo precipuamente attivo nella definizione di pratiche sociali orientate alla sostenibilità , capaci cioਠdi integrare attraverso il consumo †" e in relazione all'indebolimento delle tradizionali agenzie di socializzazione †" quella perdita di senso civico e solidarietà  organizzata che sperimentiamo nelle prassi di vita quotidiana. Sul piano operativo, la tesi ਠarticolata in sei capitoli: †¢ Il percorso presentato prende le mosse dalla considerazione che il cibo, inteso in un'ottica sociologica, costituisce un fattore culturale non irrilevante, anzi fondamentale per il consorzio umano. Si fornisce quindi una breve descrizione del ruolo del cibo nei suoi accostamenti con la definizione di un territorio (e quindi con la sua storia, economia e società ), con le arti visive, con il cinema, con la musica, ma anche con la sfera sensoriale (tatto, gusto, olfatto) ed emotivo-cognitiva (psiche) dell'uomo. †¢ Successivamente, si analizza nello specifico la funzione socializzante delle pratiche alimentari, ripercorrendo le tappe principali degli studi classici di sociologia e antropologia dell'alimentazione e introducendo anche l'idea di cibo come simbolo e metafora, che si riflettono sul piano sociale e sulle relazioni tra gli individui. La constatazione che le pratiche legate al cibo sono le uniche attività  umane da sempre e per sempre irrinunciabili ਠun chiaro indicatore di come esse giochino un ruolo fondamentale nella socializzazione umana. †¢ Nel terzo capitolo, la prospettiva simbolico-metaforica ਠla base di un'analisi di tipo storico delle pratiche alimentari, nello specifico delle pratiche di consumo di cibo, dalle origini dell'umanità  ai giorni nostri. Viene presentato un excursus essenziale in cui l'attenzione ਠfocalizzata sulla tavola, sui cibi ivi serviti e sugli eventi di socializzazione che si sviluppano attorno ad essa, considerando situazioni storico-sociali oggettive di cui si ਠin grado, oggi, di ricostruire le dinamiche e le fasi pi๠significative. †¢ Il quarto capitolo costituisce un momento di riflessione teorica intorno al tema della globalizzazione nella contemporaneità . Sia per una logica progressione cronologica all'interno del lavoro presentato, sia per la rilevanza in quanto inerente alla società  attuale in cui viviamo, non si ਠpotuto infatti non soffermarsi un po' pi๠a fondo sull'analisi delle pratiche alimentari nella contemporaneità , e quindi nella società  generalmente definita come †œglobalizzata†� (o †œmcdonaldizzata†�, per dirla alla Ritzer) ma che in realtà  à¨ caratterizzata da un pi๠sottile gioco di equilibri tra dimensione locale e dimensione globale, che si compenetrano come anche nel termine che indica tale equilibrio: il †œglocale†�. In questo capitolo vengono presentati i principali riferimenti teorici relativi a queste tematiche. †¢ Nel quinto capitolo ਠstata analizzata, quindi, la declinazione in senso †œalimentare†� della relazione tra globale e locale, e quindi non solo i mutamenti intercorsi nella contemporaneità  nelle pratiche di produzione, scambio e consumo di cibo con particolare riferimento ai sistemi culturali e al territorio, ma anche alcune proposte (sia teoriche che pratiche) a garanzia di uno sviluppo sostenibile del territorio, che trovi i suoi fondamenti sulla perpetuazione di modalità  tradizionali di produzione, commercio e consumo di cibo. †¢ Nel sesto capitolo viene analizzato un caso di studio significativo, (il movimento Slow Food, con il suo progetto Terra Madre) senza la pretesa di confermare o smentire nà© le ipotesi di partenza, nà© i concetti emersi in itinere, ma semplicemente con l'intenzione di approfondire il percorso svolto attraverso l'esemplificazione operativa e la ricerca entro un piccolo campione composto da testimoni significativi e intervistati, sottoposti a colloqui e interviste incentrate su item inerenti i temi generali di questo lavoro e sul caso di studio considerato. La scelta del caso ਠmotivata dalla considerazione che, alla luce delle filosofia che lo anima e delle attività  che svolge, il movimento Slow Food con il progetto Terra Madre costituisce una vera e propria eccellenza nella pianificazione di uno sviluppo sostenibile del territorio e delle sue risorse, tanto economiche quanto sociali e culturali. L'intera analisi ਠstata condotta tenendo presente l'importanza della comparazione e della collocazione del singolo caso non solo nel contesto sociale di riferimento, ma anche in sintonia con l'ipotesi della ricerca, e quindi con l'assunto che le pratiche alimentari possano guidare uno sviluppo sostenibile del territorio. Per analizzare la realtà  individuata, si ਠin primo luogo proceduto alla raccolta e all'analisi di dati e informazioni volte alla ricostruzione della sua storia e del suo sviluppo attuale. Le informazioni sono state raccolte attraverso l'analisi di materiali, documenti cartacei e documenti multimediali. Si ਠpoi proceduto con colloqui in profondità  a testimoni significativi individuati nell'ambito delle attività  promosse da Slow Food, con particolare riferimento alle attività  di Terra Madre; le informazioni sono state elaborate con l'ausilio dell'analisi del contenuto. Alla luce di quanto analizzato, tanto a livello teorico quanto a livello empirico, la tesi si conclude con alcune considerazioni che, in linea con la finalità  dichiarata di approfondire (pi๠che di confermare o smentire) le ipotesi di partenza circa un ruolo fondamentale delle pratiche alimentari nello sviluppo sostenibile del territorio, non possono comunque non tendere ad una convalida dei concetti introduttivi. Si individuano pertanto spunti importanti per affermare che nelle pratiche alimentari, nei tre momenti in cui trovano specificazione (la produzione, lo scambio, il consumo), siano individuabili quei semi valoriali che possono dare solidità  alle ipotesi di partenza, e che quindi - nell'intento di operare per uno sviluppo sostenibile del territorio - sia possibile farne un valido strumento al fine di costruire dei veri e propri percorsi di sostenibilità  ancorati ai concetti di tutela della tradizione locale, recupero e salvaguardia dei metodi tradizionali di produzione e conservazione, certificazione di tipicità , controllo della distribuzione, riscatto e promozione delle modalità  tradizionali di consumo con particolare riferimento alle culture locali.

Il cibo come creatore di circoli virtuosi. Slow Food e Terra Madre, eccellenze nello sviluppo sostenibile del territorio.

2010

Abstract

Punto di partenza per il lavoro presentato, sono le tematiche legate alle pratiche di consumo di cibo in un'ottica che superi una semplice visione utilitaristica delle stesse, mentre viene evidenziato invece il pi๠profondo rapporto uomo-cibo e i fenomeni di socializzazione che ne scaturiscono. Si trovano pertanto a coniugarsi la sociologia dei consumi e la sociologia della cultura. La base per questa visione del cibo e delle pratiche di produzione e consumo ad esso collegate ਠl'ipotesi che nel rapporto uomo-cibo sia individuabile un livello di significato superiore al mero utilitarismo/nutrizionismo, che si compone di una dimensione strutturale, una dimensione simbolica ed una dimensione metaforica. Il cibo, e di conseguenza tutte le pratiche ad esso collegate (produzione, elaborazione, consumo), rientrano pertanto in maniera naturale nella categoria †œcultura†�, e quindi, accostandoci al paradigma del passaggio da natura a società , attraverso il cibo si crea e si alimenta la socialità  del consorzio umano, e quindi l'umanità  stessa. Accostando a queste concettualizzazioni l'idea che il consumo in generale possa diventare una prassi tramite cui esperire una pi๠diffusa ricerca di sostenibilità  nello sviluppo del territorio, (facendosi carico delle conseguenze socio-ambientali derivanti dalla fruizione di determinati oggetti piuttosto che altri), si ਠsviluppata l'ipotesi che al consumo alimentare possa competere un ruolo precipuamente attivo nella definizione di pratiche sociali orientate alla sostenibilità , capaci cioਠdi integrare attraverso il consumo †" e in relazione all'indebolimento delle tradizionali agenzie di socializzazione †" quella perdita di senso civico e solidarietà  organizzata che sperimentiamo nelle prassi di vita quotidiana. Sul piano operativo, la tesi ਠarticolata in sei capitoli: †¢ Il percorso presentato prende le mosse dalla considerazione che il cibo, inteso in un'ottica sociologica, costituisce un fattore culturale non irrilevante, anzi fondamentale per il consorzio umano. Si fornisce quindi una breve descrizione del ruolo del cibo nei suoi accostamenti con la definizione di un territorio (e quindi con la sua storia, economia e società ), con le arti visive, con il cinema, con la musica, ma anche con la sfera sensoriale (tatto, gusto, olfatto) ed emotivo-cognitiva (psiche) dell'uomo. †¢ Successivamente, si analizza nello specifico la funzione socializzante delle pratiche alimentari, ripercorrendo le tappe principali degli studi classici di sociologia e antropologia dell'alimentazione e introducendo anche l'idea di cibo come simbolo e metafora, che si riflettono sul piano sociale e sulle relazioni tra gli individui. La constatazione che le pratiche legate al cibo sono le uniche attività  umane da sempre e per sempre irrinunciabili ਠun chiaro indicatore di come esse giochino un ruolo fondamentale nella socializzazione umana. †¢ Nel terzo capitolo, la prospettiva simbolico-metaforica ਠla base di un'analisi di tipo storico delle pratiche alimentari, nello specifico delle pratiche di consumo di cibo, dalle origini dell'umanità  ai giorni nostri. Viene presentato un excursus essenziale in cui l'attenzione ਠfocalizzata sulla tavola, sui cibi ivi serviti e sugli eventi di socializzazione che si sviluppano attorno ad essa, considerando situazioni storico-sociali oggettive di cui si ਠin grado, oggi, di ricostruire le dinamiche e le fasi pi๠significative. †¢ Il quarto capitolo costituisce un momento di riflessione teorica intorno al tema della globalizzazione nella contemporaneità . Sia per una logica progressione cronologica all'interno del lavoro presentato, sia per la rilevanza in quanto inerente alla società  attuale in cui viviamo, non si ਠpotuto infatti non soffermarsi un po' pi๠a fondo sull'analisi delle pratiche alimentari nella contemporaneità , e quindi nella società  generalmente definita come †œglobalizzata†� (o †œmcdonaldizzata†�, per dirla alla Ritzer) ma che in realtà  à¨ caratterizzata da un pi๠sottile gioco di equilibri tra dimensione locale e dimensione globale, che si compenetrano come anche nel termine che indica tale equilibrio: il †œglocale†�. In questo capitolo vengono presentati i principali riferimenti teorici relativi a queste tematiche. †¢ Nel quinto capitolo ਠstata analizzata, quindi, la declinazione in senso †œalimentare†� della relazione tra globale e locale, e quindi non solo i mutamenti intercorsi nella contemporaneità  nelle pratiche di produzione, scambio e consumo di cibo con particolare riferimento ai sistemi culturali e al territorio, ma anche alcune proposte (sia teoriche che pratiche) a garanzia di uno sviluppo sostenibile del territorio, che trovi i suoi fondamenti sulla perpetuazione di modalità  tradizionali di produzione, commercio e consumo di cibo. †¢ Nel sesto capitolo viene analizzato un caso di studio significativo, (il movimento Slow Food, con il suo progetto Terra Madre) senza la pretesa di confermare o smentire nà© le ipotesi di partenza, nà© i concetti emersi in itinere, ma semplicemente con l'intenzione di approfondire il percorso svolto attraverso l'esemplificazione operativa e la ricerca entro un piccolo campione composto da testimoni significativi e intervistati, sottoposti a colloqui e interviste incentrate su item inerenti i temi generali di questo lavoro e sul caso di studio considerato. La scelta del caso ਠmotivata dalla considerazione che, alla luce delle filosofia che lo anima e delle attività  che svolge, il movimento Slow Food con il progetto Terra Madre costituisce una vera e propria eccellenza nella pianificazione di uno sviluppo sostenibile del territorio e delle sue risorse, tanto economiche quanto sociali e culturali. L'intera analisi ਠstata condotta tenendo presente l'importanza della comparazione e della collocazione del singolo caso non solo nel contesto sociale di riferimento, ma anche in sintonia con l'ipotesi della ricerca, e quindi con l'assunto che le pratiche alimentari possano guidare uno sviluppo sostenibile del territorio. Per analizzare la realtà  individuata, si ਠin primo luogo proceduto alla raccolta e all'analisi di dati e informazioni volte alla ricostruzione della sua storia e del suo sviluppo attuale. Le informazioni sono state raccolte attraverso l'analisi di materiali, documenti cartacei e documenti multimediali. Si ਠpoi proceduto con colloqui in profondità  a testimoni significativi individuati nell'ambito delle attività  promosse da Slow Food, con particolare riferimento alle attività  di Terra Madre; le informazioni sono state elaborate con l'ausilio dell'analisi del contenuto. Alla luce di quanto analizzato, tanto a livello teorico quanto a livello empirico, la tesi si conclude con alcune considerazioni che, in linea con la finalità  dichiarata di approfondire (pi๠che di confermare o smentire) le ipotesi di partenza circa un ruolo fondamentale delle pratiche alimentari nello sviluppo sostenibile del territorio, non possono comunque non tendere ad una convalida dei concetti introduttivi. Si individuano pertanto spunti importanti per affermare che nelle pratiche alimentari, nei tre momenti in cui trovano specificazione (la produzione, lo scambio, il consumo), siano individuabili quei semi valoriali che possono dare solidità  alle ipotesi di partenza, e che quindi - nell'intento di operare per uno sviluppo sostenibile del territorio - sia possibile farne un valido strumento al fine di costruire dei veri e propri percorsi di sostenibilità  ancorati ai concetti di tutela della tradizione locale, recupero e salvaguardia dei metodi tradizionali di produzione e conservazione, certificazione di tipicità , controllo della distribuzione, riscatto e promozione delle modalità  tradizionali di consumo con particolare riferimento alle culture locali.
2010
it
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/296296
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIBO-296296