La dissertazione, partendo dall'analisi dei dati particolari, dei quali approfondisce il concetto e le norme previste per la disciplina del trattamento, arriva ad una completa ed approfondita analisi dei dati genetici, partendo dal loro inquadramento storico e giungendo sino ad evidenziare la simmetria intercorrente tra gli stessi e il tessuto umano (il campione biologico) che, sotto un profilo squisitamente giuridico, ਠstato sottoposto al medesimo regime di tutela previsto per il dato genetico. La finalità  della definizione dei dati genetici ਠquella di individuare la loro regolamentazione nell'ambito dell'ordinamento interno nonchà© ad evidenziare la genesi di tale normazione e, soprattutto, la tecnica utilizzata dall'autorità  preposta, che ha inteso recepire (anche se il termine, per taluni atti, ਠimproprio) nell'ambito dell'ordinamento italiano una moltitudine di atti normativi di rango internazione e sovranazionale, succedutisi sin dagli anni immediatamente successivi la fine del secondo conflitto mondiale. Mentre la prima parte della dissertazione commenta la normativa in materia di dati particolari, la seconda parte costituisce un corpo unico finalizzato a rappresentare la doppia faccia dei dati genetici, costituita, da un lato, dalla pericolosità  -per i diritti della persona- del loro trattamento e, dall'altro, dalla indispensabilità  del trattamento stesso per la tutela della salute dell'uomo, come singolo e come soggetto collettivo. Il lavoro pertanto si inserisce in un contesto in cui la regolamentazione nazionale dei dati genetici pare prima di tutto finalizzata anche alla codificazione di alcune libertà  fondamentali fino al 2006 di creazione squisitamente e quasi esclusivamente dottrinale, al pi๠con qualche accenno giurisprudenziale (v. sul punto il diritto di non sapere o, anche se si ritiene che lo stesso sia di fatto stato regolamentato dal Codice in materia di protezione dei dati personali, il diritto all'autodeterminazione informativa) dei quali la tesi in commento individua la chiave regolatrice nell'ambito delle norme contenute nell'Autorizzazione del Garante. L'esame della normativa nazionale, costituita appunto dall'Autorizzazione emanata dal Garante ai sensi dell'art. 90 del Codice ਠpertanto svolto mediante un commento e, in alcuni punti, una critica costruttiva finalizzata ad evidenziare l'estrema difficoltà  nella normazione di un trattamento che, da un lato, rischia di aggredire irrimediabilmente i diritti della persona e dall'altro ਠindispensabile per la tutela degli stessi.

Il dato genetico: tra diritti della persona e discriminazione genotipica

2008

Abstract

La dissertazione, partendo dall'analisi dei dati particolari, dei quali approfondisce il concetto e le norme previste per la disciplina del trattamento, arriva ad una completa ed approfondita analisi dei dati genetici, partendo dal loro inquadramento storico e giungendo sino ad evidenziare la simmetria intercorrente tra gli stessi e il tessuto umano (il campione biologico) che, sotto un profilo squisitamente giuridico, ਠstato sottoposto al medesimo regime di tutela previsto per il dato genetico. La finalità  della definizione dei dati genetici ਠquella di individuare la loro regolamentazione nell'ambito dell'ordinamento interno nonchà© ad evidenziare la genesi di tale normazione e, soprattutto, la tecnica utilizzata dall'autorità  preposta, che ha inteso recepire (anche se il termine, per taluni atti, ਠimproprio) nell'ambito dell'ordinamento italiano una moltitudine di atti normativi di rango internazione e sovranazionale, succedutisi sin dagli anni immediatamente successivi la fine del secondo conflitto mondiale. Mentre la prima parte della dissertazione commenta la normativa in materia di dati particolari, la seconda parte costituisce un corpo unico finalizzato a rappresentare la doppia faccia dei dati genetici, costituita, da un lato, dalla pericolosità  -per i diritti della persona- del loro trattamento e, dall'altro, dalla indispensabilità  del trattamento stesso per la tutela della salute dell'uomo, come singolo e come soggetto collettivo. Il lavoro pertanto si inserisce in un contesto in cui la regolamentazione nazionale dei dati genetici pare prima di tutto finalizzata anche alla codificazione di alcune libertà  fondamentali fino al 2006 di creazione squisitamente e quasi esclusivamente dottrinale, al pi๠con qualche accenno giurisprudenziale (v. sul punto il diritto di non sapere o, anche se si ritiene che lo stesso sia di fatto stato regolamentato dal Codice in materia di protezione dei dati personali, il diritto all'autodeterminazione informativa) dei quali la tesi in commento individua la chiave regolatrice nell'ambito delle norme contenute nell'Autorizzazione del Garante. L'esame della normativa nazionale, costituita appunto dall'Autorizzazione emanata dal Garante ai sensi dell'art. 90 del Codice ਠpertanto svolto mediante un commento e, in alcuni punti, una critica costruttiva finalizzata ad evidenziare l'estrema difficoltà  nella normazione di un trattamento che, da un lato, rischia di aggredire irrimediabilmente i diritti della persona e dall'altro ਠindispensabile per la tutela degli stessi.
2008
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Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/296887
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIBO-296887