Oggetto della ricerca ਠil tema dello spazio delle centrali idroelettriche costruite nella prima metà  del Novecento dagli architetti Giovanni Muzio e Piero Portaluppi. L'individuazione del tema sorge dalla volontà  di indagare quali siano stati gli sviluppi dal punto di vista architettonico all'interno di un genere cosଠspecifico durante un periodo di tempo in cui gli stili architettonici e le tendenze hanno subito stravolgimenti ed evoluzioni che ancora oggi trovano una difficile connotazione e definizione precisa. L'analisi dell'architettura delle centrali idroelettriche, effettuata ripercorrendo le principali vicende del settore idroelettrico dalla fine del secolo scorso al secondo dopoguerra, oltre a considerare il rapporto con il contesto territoriale e culturale del nostro Paese vuole prendere in considerazione anche il particolare rapporto che in pi๠casi si ਠvenuto a creare tra committenti e progettisti. Compito della tesi ਠrileggere un settore poco indagato finora e capire se vi sia stata effettivamente una evoluzione architettonica dal punto di vista tipologico o se la centrale sia stata sempre affrontata come semplice esercizio di †œvestizione†� di un involucro precostituito da precise esigenze tecniche. La ricerca infatti si pone come obiettivo lo studio delle centrali non solo dal punto di vista tipologico e spaziale dei suoi principali elementi, ma si pone come obiettivo anche lo studio della loro distribuzione nel sito in cui sono sorte, distribuzione che spesso ha portato alla formazione di una sorta di vera e propria †œcittà  elettrica†�, in cui la composizione dei vari elementi segue una logica compositiva ben precisa. Dal punto di vista del contributo originale la ricerca vuole proporre una serie di riflessioni ed elaborati inerenti alcune centrali non ancora indagate. Nel caso specifico di Portaluppi l'apporto originale consiste nell'aver portato alla luce notizie inerenti centrali che sono sempre state poste in secondo piano rispetto le ben pi๠note e studiate centrali della Val d'Ossola. Nel caso invece di Muzio il contributo consiste in una analisi approfondita e in una comparazione di documenti che di solito sono sempre stati pubblicati come semplice apparato iconografico, ma che messi a confronto danno una lettura di quelle che sono state le fasi e le elaborazioni progettuali apportate dall'autore. Il tema della ricerca ਠstato affrontato poi attraverso una lettura delle fonti dirette relative agli scritti degli autori, con una contemporanea lettura di testi, articoli e interventi tratti dalle riviste appartenenti al periodo in esame per comprendere al meglio il panorama culturale e architettonico che hanno fatto da scenario alle esperienze di entrambe le figure oggetto di studio. Infine la ricerca si ਠconcentrata sull'analisi di alcune opere in particolare - due centrali idroelettriche per ciascun autore oggetto della tesi - scelte perchà© considerate rappresentative sia per impianto spaziale e tipologico, sia per le scelte compositive e stilistiche adottate. La lettura dei manufatti architettonici scelti ਠstata condotta con l'analisi di copie di elaborati grafici originali, foto d'epoca e altri documenti reperiti grazie ad una ricerca condotta in vari archivi. Le centrali scelte nell'ambito delle esperienze maturate da Muzio e Portaluppi sono state individuate per rappresentare il quadro relativo allo sviluppo e alla ricerca di un nuovo linguaggio formale da adottare nell'ambito dell'architettura di questi manufatti. Per entrambi i protagonisti oggetto della ricerca sono state individuate due centrali in grado di dare una visione il pi๠possibile completa dell'evoluzione della tematica delle centrali idroelettriche all'interno della loro esperienza, prendendo in considerazione soprattutto gli aspetti legati all'evoluzione del loro linguaggio compositivo e stilistico. L'individuazione delle centrali da analizzare ਠstata dettata prendendo in considerazione alcuni fattori come il tipo di impianto, le relazioni e confronto con il contesto geografico e naturale e le soluzioni adottate.

Architettura delle centrali idroelettriche italiane 1910-1940. L'esperienza di Giovanni Muzio e Piero Portaluppi

2009

Abstract

Oggetto della ricerca ਠil tema dello spazio delle centrali idroelettriche costruite nella prima metà  del Novecento dagli architetti Giovanni Muzio e Piero Portaluppi. L'individuazione del tema sorge dalla volontà  di indagare quali siano stati gli sviluppi dal punto di vista architettonico all'interno di un genere cosଠspecifico durante un periodo di tempo in cui gli stili architettonici e le tendenze hanno subito stravolgimenti ed evoluzioni che ancora oggi trovano una difficile connotazione e definizione precisa. L'analisi dell'architettura delle centrali idroelettriche, effettuata ripercorrendo le principali vicende del settore idroelettrico dalla fine del secolo scorso al secondo dopoguerra, oltre a considerare il rapporto con il contesto territoriale e culturale del nostro Paese vuole prendere in considerazione anche il particolare rapporto che in pi๠casi si ਠvenuto a creare tra committenti e progettisti. Compito della tesi ਠrileggere un settore poco indagato finora e capire se vi sia stata effettivamente una evoluzione architettonica dal punto di vista tipologico o se la centrale sia stata sempre affrontata come semplice esercizio di †œvestizione†� di un involucro precostituito da precise esigenze tecniche. La ricerca infatti si pone come obiettivo lo studio delle centrali non solo dal punto di vista tipologico e spaziale dei suoi principali elementi, ma si pone come obiettivo anche lo studio della loro distribuzione nel sito in cui sono sorte, distribuzione che spesso ha portato alla formazione di una sorta di vera e propria †œcittà  elettrica†�, in cui la composizione dei vari elementi segue una logica compositiva ben precisa. Dal punto di vista del contributo originale la ricerca vuole proporre una serie di riflessioni ed elaborati inerenti alcune centrali non ancora indagate. Nel caso specifico di Portaluppi l'apporto originale consiste nell'aver portato alla luce notizie inerenti centrali che sono sempre state poste in secondo piano rispetto le ben pi๠note e studiate centrali della Val d'Ossola. Nel caso invece di Muzio il contributo consiste in una analisi approfondita e in una comparazione di documenti che di solito sono sempre stati pubblicati come semplice apparato iconografico, ma che messi a confronto danno una lettura di quelle che sono state le fasi e le elaborazioni progettuali apportate dall'autore. Il tema della ricerca ਠstato affrontato poi attraverso una lettura delle fonti dirette relative agli scritti degli autori, con una contemporanea lettura di testi, articoli e interventi tratti dalle riviste appartenenti al periodo in esame per comprendere al meglio il panorama culturale e architettonico che hanno fatto da scenario alle esperienze di entrambe le figure oggetto di studio. Infine la ricerca si ਠconcentrata sull'analisi di alcune opere in particolare - due centrali idroelettriche per ciascun autore oggetto della tesi - scelte perchà© considerate rappresentative sia per impianto spaziale e tipologico, sia per le scelte compositive e stilistiche adottate. La lettura dei manufatti architettonici scelti ਠstata condotta con l'analisi di copie di elaborati grafici originali, foto d'epoca e altri documenti reperiti grazie ad una ricerca condotta in vari archivi. Le centrali scelte nell'ambito delle esperienze maturate da Muzio e Portaluppi sono state individuate per rappresentare il quadro relativo allo sviluppo e alla ricerca di un nuovo linguaggio formale da adottare nell'ambito dell'architettura di questi manufatti. Per entrambi i protagonisti oggetto della ricerca sono state individuate due centrali in grado di dare una visione il pi๠possibile completa dell'evoluzione della tematica delle centrali idroelettriche all'interno della loro esperienza, prendendo in considerazione soprattutto gli aspetti legati all'evoluzione del loro linguaggio compositivo e stilistico. L'individuazione delle centrali da analizzare ਠstata dettata prendendo in considerazione alcuni fattori come il tipo di impianto, le relazioni e confronto con il contesto geografico e naturale e le soluzioni adottate.
2009
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Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/296898
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIBO-296898