Oggetto della ricerca ਠla tematica dell'opposizione parlamentare ed in particolare, il manifestarsi della stessa attraverso l'ostruzionismo praticato nelle assemblee legislative. La comprensione della funzione oppositoria ਠstata raggiunta assumendo come primigenio modello di riferimento l'esperienza presente nel sistema parlamentare inglese nel quale la dialettica democratica si svolge tra schieramenti nettamente contrapposti. L'approfondimento della figura oppositoria, poi, si ਠsnodata nello studio delle diverse tipologie di opposizione conosciute nelle moderne democrazie, nonchਠnella valutazione dei diversi livelli di riconoscimento che questa assume nei moderni contesti giuridici. Passando specificamente all'analisi dell'ostruzionismo parlamentare, la ricerca ha preliminarmente privilegiato lo studio dei soggetti che lo pongono in essere e del movente e delle finalità  perseguite attraverso questa estrema forma di contestazione politica. Lo studio delle attività  ostruzionistiche ha altresଠvalutato le modalità  di esercizio ed i mezzi impiegati nella sua realizzazione, nonchà© le questioni di legittimità  connesse a tale pratica. Ma ਠstata l'analisi dei regolamenti parlamentari, che com'ਠnoto hanno subito le pi๠incisive modificazioni quasi sempre in rapporto ad importanti episodi di ostruzionismo, a rappresentare il momento centrale del lavoro. Dopo la stagione di ostruzionismo esasperato degli anni settanta, all'interno del Parlamento sono cambiate le †œregole del gioco†� (considerate eccessivamente garantiste per le minoranze), in funzione dell'uso e non pi๠dell'abuso del tempo da parte di tutti i soggetti istituzionali. L'effetto di tali riforme ਠstato quello di riqualificare la dialettica tra maggioranza ed opposizione, in particolare garantendo alla prima strumenti efficaci per conseguire il programma di Governo ed alla seconda strumenti che consentano di rendere visibili le proposte legislative alternative pi๠qualificate. L'analisi dell'atteggiamento politico dell'opposizione parlamentare ਠstata altresଠvalutata alla luce degli effetti prodotti dalle ultime riforme elettorali e dalla loro incidenza sulle manifestazioni ostruzionistiche. La transizione (sia pure incompiuta) della forma di governo, attuata attraverso la trasformazione del sistema elettorale, ha segnato il passaggio da un sistema multipolare ad uno bipolare, con i conseguenti riflessi che si sono prodotti sui rapporti di forza tra maggioranza e opposizione. Nell'attuale logica bipolare, rimasta comunque immutata nonostante il ritorno ad un sistema elettorale nuovamente proporzionale caratterizzato dal premio di maggioranza, la riforma elettorale non ha lasciato indifferente l'atteggiarsi dell'ostruzionismo: il maggior potere, non solo numerico, che la maggioranza parlamentare ਠvenuta ad assumere, ha spostato gli equilibri all'interno degli organi elettivi consentendo un'identificazione tra minoranza ed opposizione. Nel capitolo dedicato all'analisi dei regolamenti parlamentari ਠstata offerta una ricostruzione descrittiva dell'evoluzione subita dai regolamenti ed una di comparazione diacronica dei rimedi progressivamente adottati negli stessi per fronteggiare le possibili manifestazioni ostruzionistiche. Nella prospettiva di evidenziare le attuali dinamiche parlamentari, ਠstata affrontata una ricostruzione in chiave evolutiva subita dai regolamenti a partire dalla fase pre-repubblicana, fino ai regolamenti attualmente vigenti, ricomprendendo altresଠle proposte di modifica allo stato in discussione in Parlamento. Dall'analisi complessiva ਠemerso che la debole razionalizzazione della forma di governo, il bicameralismo paritario ed indifferenziato, l'assenza di una riserva normativa a favore del governo e di strumenti giuridici per incidere sull'attività  del Parlamento, hanno fatto sଠche fossero i regolamenti parlamentari a dover supplire alla scarna disciplina costituzionale. A fronte della lenta ed incompiuta transizione della forma di governo parlamentare e dell'evolversi delle tecniche ostruzionistiche, si sono di conseguenza adeguate le misure di contenimento disciplinate nei regolamenti parlamentari. In questi ultimi dunque, ਠpossibile rintracciare l'excursus storico delle misure adottate per regolare i possibili strumenti ostruzionistici previsti e disciplinati nelle procedure ed impiegati dalle minoranze per tentare di impedire la decisione finale. La comparazione, invece, ha evidenziato una progressiva opera di contenimento dei fenomeni ostruzionistici ottenuta essenzialmente con la razionalizzazione delle procedure parlamentari, l'introduzione del metodo della programmazione, del contingentamento dei tempi, nonchà© l'ampliamento dei poteri discrezionali dei Presidenti di assemblea nella loro opera di garanti della corretta dialettica parlamentare. A completamento del lavoro svolto ਠstato infine determinante la considerazione della concreta prassi parlamentare riscontrata nel corso delle legislature maggioritarie: la valutazione complessiva dei dati provenienti dal Servizio Studi della Camera, infatti, ha permesso di verificare come si sono manifestate in pratica le tecniche ostruzionistiche impiegate dall'opposizione per contrastare le politiche della maggioranza nel corso della XIII e della XIV Legislatura.

L'Ostruzionismo Parlamentare

2010

Abstract

Oggetto della ricerca ਠla tematica dell'opposizione parlamentare ed in particolare, il manifestarsi della stessa attraverso l'ostruzionismo praticato nelle assemblee legislative. La comprensione della funzione oppositoria ਠstata raggiunta assumendo come primigenio modello di riferimento l'esperienza presente nel sistema parlamentare inglese nel quale la dialettica democratica si svolge tra schieramenti nettamente contrapposti. L'approfondimento della figura oppositoria, poi, si ਠsnodata nello studio delle diverse tipologie di opposizione conosciute nelle moderne democrazie, nonchਠnella valutazione dei diversi livelli di riconoscimento che questa assume nei moderni contesti giuridici. Passando specificamente all'analisi dell'ostruzionismo parlamentare, la ricerca ha preliminarmente privilegiato lo studio dei soggetti che lo pongono in essere e del movente e delle finalità  perseguite attraverso questa estrema forma di contestazione politica. Lo studio delle attività  ostruzionistiche ha altresଠvalutato le modalità  di esercizio ed i mezzi impiegati nella sua realizzazione, nonchà© le questioni di legittimità  connesse a tale pratica. Ma ਠstata l'analisi dei regolamenti parlamentari, che com'ਠnoto hanno subito le pi๠incisive modificazioni quasi sempre in rapporto ad importanti episodi di ostruzionismo, a rappresentare il momento centrale del lavoro. Dopo la stagione di ostruzionismo esasperato degli anni settanta, all'interno del Parlamento sono cambiate le †œregole del gioco†� (considerate eccessivamente garantiste per le minoranze), in funzione dell'uso e non pi๠dell'abuso del tempo da parte di tutti i soggetti istituzionali. L'effetto di tali riforme ਠstato quello di riqualificare la dialettica tra maggioranza ed opposizione, in particolare garantendo alla prima strumenti efficaci per conseguire il programma di Governo ed alla seconda strumenti che consentano di rendere visibili le proposte legislative alternative pi๠qualificate. L'analisi dell'atteggiamento politico dell'opposizione parlamentare ਠstata altresଠvalutata alla luce degli effetti prodotti dalle ultime riforme elettorali e dalla loro incidenza sulle manifestazioni ostruzionistiche. La transizione (sia pure incompiuta) della forma di governo, attuata attraverso la trasformazione del sistema elettorale, ha segnato il passaggio da un sistema multipolare ad uno bipolare, con i conseguenti riflessi che si sono prodotti sui rapporti di forza tra maggioranza e opposizione. Nell'attuale logica bipolare, rimasta comunque immutata nonostante il ritorno ad un sistema elettorale nuovamente proporzionale caratterizzato dal premio di maggioranza, la riforma elettorale non ha lasciato indifferente l'atteggiarsi dell'ostruzionismo: il maggior potere, non solo numerico, che la maggioranza parlamentare ਠvenuta ad assumere, ha spostato gli equilibri all'interno degli organi elettivi consentendo un'identificazione tra minoranza ed opposizione. Nel capitolo dedicato all'analisi dei regolamenti parlamentari ਠstata offerta una ricostruzione descrittiva dell'evoluzione subita dai regolamenti ed una di comparazione diacronica dei rimedi progressivamente adottati negli stessi per fronteggiare le possibili manifestazioni ostruzionistiche. Nella prospettiva di evidenziare le attuali dinamiche parlamentari, ਠstata affrontata una ricostruzione in chiave evolutiva subita dai regolamenti a partire dalla fase pre-repubblicana, fino ai regolamenti attualmente vigenti, ricomprendendo altresଠle proposte di modifica allo stato in discussione in Parlamento. Dall'analisi complessiva ਠemerso che la debole razionalizzazione della forma di governo, il bicameralismo paritario ed indifferenziato, l'assenza di una riserva normativa a favore del governo e di strumenti giuridici per incidere sull'attività  del Parlamento, hanno fatto sଠche fossero i regolamenti parlamentari a dover supplire alla scarna disciplina costituzionale. A fronte della lenta ed incompiuta transizione della forma di governo parlamentare e dell'evolversi delle tecniche ostruzionistiche, si sono di conseguenza adeguate le misure di contenimento disciplinate nei regolamenti parlamentari. In questi ultimi dunque, ਠpossibile rintracciare l'excursus storico delle misure adottate per regolare i possibili strumenti ostruzionistici previsti e disciplinati nelle procedure ed impiegati dalle minoranze per tentare di impedire la decisione finale. La comparazione, invece, ha evidenziato una progressiva opera di contenimento dei fenomeni ostruzionistici ottenuta essenzialmente con la razionalizzazione delle procedure parlamentari, l'introduzione del metodo della programmazione, del contingentamento dei tempi, nonchà© l'ampliamento dei poteri discrezionali dei Presidenti di assemblea nella loro opera di garanti della corretta dialettica parlamentare. A completamento del lavoro svolto ਠstato infine determinante la considerazione della concreta prassi parlamentare riscontrata nel corso delle legislature maggioritarie: la valutazione complessiva dei dati provenienti dal Servizio Studi della Camera, infatti, ha permesso di verificare come si sono manifestate in pratica le tecniche ostruzionistiche impiegate dall'opposizione per contrastare le politiche della maggioranza nel corso della XIII e della XIV Legislatura.
2010
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