A livello globale una delle problematiche pi๠urgenti della sanità  pubblica umana e veterinaria ਠrappresentata dal controllo delle infezioni virali. L'emergenza di nuove malattie, la veloce diffusione di patologie finora confinate ad alcune aree geografiche, lo sviluppo di resistenza dei patogeni alle terapie utilizzate e la mancanza di nuove molecole attive, sono gli aspetti che influiscono pi๠negativamente livello socio-economico in tutto il mondo. Misure per limitare la diffusione delle infezioni virali prevedono strategie per prevenire e controllare le infezioni in soggetti a rischio . Lo scopo di questa tesi ਠstato quello di indagare il possibile utilizzo di prototipi virali utilizzati come modello di virus umani per valutare l'efficacia di due diversi metodi di controllo delle malattie virali: la rimozione mediante filtrazione di substrati liquidi e gli antivirali di sintesi e di origine naturale. Per quanto riguarda la rimozione di agenti virali da substrati liquidi, questa ਠconsiderata come requisito essenziale per garantire la sicurezza microbiologica non solo di acqua ad uso alimentare , ma anche dei prodotti utilizzati a scopo farmaceutico e medico. Le Autorità  competenti quali WHO ed EMEA hanno redatto delle linee guida molto restrittive su qualità  e sicurezza microbiologica dei prodotti biologici per garantire la rimozione di agenti virali che possono essere trasmessi con prodotti utilizzati a scopo terapeutico. Nell'industria biomedicale e farmaceutica c'ਠl'esigenza di una tecnologia che permetta la rimozione dei virus velocemente, in grande quantità , a costi contenuti, senza alterare le caratteristiche del prodotto finale . La collaborazione con l'azienda GVS (Zola Predosa, Italia) ha avuto come obiettivo lo studio di una tecnologia di filtrazione che permette la rimozione dei virus tramite membrane innovative e/o tessuti-non-tessuti funzionalizzati che sfruttano l'attrazione elettrostatica per ritenere ed asportare i virus contenuti in matrici liquide. Anche gli antivirali possono essere considerati validi mezzi per il controllo delle malattie infettive degli animali e nell'uomo quando la vaccinazione non ਠrealizzabile come ad esempio in caso di scoppio improvviso di un focolaio o di un attacco bioterroristico. La scoperta degli antivirali ਠrelativamente recente ed il loro utilizzo ਠattualmente limitato alla patologia umana, ma ਠin costante aumento l'interesse per questo gruppo di farmaci. Negli ultimi decenni si ਠevidenziata una crescente necessità  di mettere a punto farmaci ad azione antivirale in grado di curare malattie ad alta letalità  con elevato impatto socio-economico, per le quali non esiste ancora un'efficace profilassi vaccinale. Un interesse sempre maggiore viene rivolto agli animali e alle loro patologie spontanee, come modello di studio di analoghe malattie dell'uomo. L'utilizzo di farmaci ad azione antivirale in medicina veterinaria potrebbe contribuire a ridurre l'impatto economico delle malattie limitando, nel contempo, la disseminazione dei patogeni nell'ambiente e, di conseguenza, il rischio sanitario per altri animali e per l'uomo in caso di zoonosi. Le piante sono sempre state utilizzate dall'industria farmaceutica per l'isolamento dei composti attivi e circa il 40% dei farmaci moderni contengono principi d'origine naturale. Alla luce delle recenti emergenze sanitarie, i fitofarmaci sono stati considerati come una valida per migliorare la salute degli animali e la qualità  dei prodotti da essi derivati. L'obiettivo del nostro studio ਠstato indagare l'attività  antivirale in vitro di estratti naturali e di molecole di sintesi nei confronti di virus a RNA usando come prototipo il Canine Distemper Virus, modello di studio per virus a RNA a polarità  negativa, filogeneticamente correlato al virus del morbillo umano. La scelta di questo virus ਠdipesa dal fatto che rispetto ai virus a DNA e ai retrovirus attualmente l'offerta di farmaci capaci di contrastare le infezioni da virus a RNA ਠmolto limitata e legata a molecole datate con alti livelli di tossicità . Tra le infezioni emergenti causate da virus a RNA sono sicuramente da menzionare quelle provocate da arbovirus. Le encefaliti virali da arbovirus rappresentano una emergenza a livello globale ed attualmente non esiste una terapia specifica. Una delle molecole pi๠promettenti in vitro per la terapia delle infezioni da arbovirus ਠla ribavirina (RBV) che, con il suo meccanismo d'azione pleiotropico, si presta ad essere ulteriormente studiata in vivo per la sua attività  antivirale nei confronti delle infezioni da arbovirus. Uno dei fattori limitanti l'utilizzo in vivo di questa molecola ਠl'incapacità  della molecola di oltrepassare la barriera emato-encefalica. Nel nostro studio abbiamo messo a punto una formulazione per la somministrazione endonasale di RBV e ne abbiamo indagato la diffusione dalla cavità  nasale all'encefalo attraverso l'identificazione e quantificazione della molecola antivirale nei diversi comparti cerebrali . Infine ਠstato condotto un esperimento in vivo per valutare l'efficacia di un composto a base di semi di Neem, di cui sono già  note le proprietà  antimicrobiche, nei confronti dell'infezione da orf virus, una zoonosi a diffusione mondiale, che ha un elevato impatto economico in aree ad alta densità  ovi-caprina e puಠprovocare lesioni invalidanti anche nell'uomo.

Messa a punto di sistemi per il controllo e la terapia delle malattie virali

2010

Abstract

A livello globale una delle problematiche pi๠urgenti della sanità  pubblica umana e veterinaria ਠrappresentata dal controllo delle infezioni virali. L'emergenza di nuove malattie, la veloce diffusione di patologie finora confinate ad alcune aree geografiche, lo sviluppo di resistenza dei patogeni alle terapie utilizzate e la mancanza di nuove molecole attive, sono gli aspetti che influiscono pi๠negativamente livello socio-economico in tutto il mondo. Misure per limitare la diffusione delle infezioni virali prevedono strategie per prevenire e controllare le infezioni in soggetti a rischio . Lo scopo di questa tesi ਠstato quello di indagare il possibile utilizzo di prototipi virali utilizzati come modello di virus umani per valutare l'efficacia di due diversi metodi di controllo delle malattie virali: la rimozione mediante filtrazione di substrati liquidi e gli antivirali di sintesi e di origine naturale. Per quanto riguarda la rimozione di agenti virali da substrati liquidi, questa ਠconsiderata come requisito essenziale per garantire la sicurezza microbiologica non solo di acqua ad uso alimentare , ma anche dei prodotti utilizzati a scopo farmaceutico e medico. Le Autorità  competenti quali WHO ed EMEA hanno redatto delle linee guida molto restrittive su qualità  e sicurezza microbiologica dei prodotti biologici per garantire la rimozione di agenti virali che possono essere trasmessi con prodotti utilizzati a scopo terapeutico. Nell'industria biomedicale e farmaceutica c'ਠl'esigenza di una tecnologia che permetta la rimozione dei virus velocemente, in grande quantità , a costi contenuti, senza alterare le caratteristiche del prodotto finale . La collaborazione con l'azienda GVS (Zola Predosa, Italia) ha avuto come obiettivo lo studio di una tecnologia di filtrazione che permette la rimozione dei virus tramite membrane innovative e/o tessuti-non-tessuti funzionalizzati che sfruttano l'attrazione elettrostatica per ritenere ed asportare i virus contenuti in matrici liquide. Anche gli antivirali possono essere considerati validi mezzi per il controllo delle malattie infettive degli animali e nell'uomo quando la vaccinazione non ਠrealizzabile come ad esempio in caso di scoppio improvviso di un focolaio o di un attacco bioterroristico. La scoperta degli antivirali ਠrelativamente recente ed il loro utilizzo ਠattualmente limitato alla patologia umana, ma ਠin costante aumento l'interesse per questo gruppo di farmaci. Negli ultimi decenni si ਠevidenziata una crescente necessità  di mettere a punto farmaci ad azione antivirale in grado di curare malattie ad alta letalità  con elevato impatto socio-economico, per le quali non esiste ancora un'efficace profilassi vaccinale. Un interesse sempre maggiore viene rivolto agli animali e alle loro patologie spontanee, come modello di studio di analoghe malattie dell'uomo. L'utilizzo di farmaci ad azione antivirale in medicina veterinaria potrebbe contribuire a ridurre l'impatto economico delle malattie limitando, nel contempo, la disseminazione dei patogeni nell'ambiente e, di conseguenza, il rischio sanitario per altri animali e per l'uomo in caso di zoonosi. Le piante sono sempre state utilizzate dall'industria farmaceutica per l'isolamento dei composti attivi e circa il 40% dei farmaci moderni contengono principi d'origine naturale. Alla luce delle recenti emergenze sanitarie, i fitofarmaci sono stati considerati come una valida per migliorare la salute degli animali e la qualità  dei prodotti da essi derivati. L'obiettivo del nostro studio ਠstato indagare l'attività  antivirale in vitro di estratti naturali e di molecole di sintesi nei confronti di virus a RNA usando come prototipo il Canine Distemper Virus, modello di studio per virus a RNA a polarità  negativa, filogeneticamente correlato al virus del morbillo umano. La scelta di questo virus ਠdipesa dal fatto che rispetto ai virus a DNA e ai retrovirus attualmente l'offerta di farmaci capaci di contrastare le infezioni da virus a RNA ਠmolto limitata e legata a molecole datate con alti livelli di tossicità . Tra le infezioni emergenti causate da virus a RNA sono sicuramente da menzionare quelle provocate da arbovirus. Le encefaliti virali da arbovirus rappresentano una emergenza a livello globale ed attualmente non esiste una terapia specifica. Una delle molecole pi๠promettenti in vitro per la terapia delle infezioni da arbovirus ਠla ribavirina (RBV) che, con il suo meccanismo d'azione pleiotropico, si presta ad essere ulteriormente studiata in vivo per la sua attività  antivirale nei confronti delle infezioni da arbovirus. Uno dei fattori limitanti l'utilizzo in vivo di questa molecola ਠl'incapacità  della molecola di oltrepassare la barriera emato-encefalica. Nel nostro studio abbiamo messo a punto una formulazione per la somministrazione endonasale di RBV e ne abbiamo indagato la diffusione dalla cavità  nasale all'encefalo attraverso l'identificazione e quantificazione della molecola antivirale nei diversi comparti cerebrali . Infine ਠstato condotto un esperimento in vivo per valutare l'efficacia di un composto a base di semi di Neem, di cui sono già  note le proprietà  antimicrobiche, nei confronti dell'infezione da orf virus, una zoonosi a diffusione mondiale, che ha un elevato impatto economico in aree ad alta densità  ovi-caprina e puಠprovocare lesioni invalidanti anche nell'uomo.
2010
it
Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
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