Il fenomeno del collegamento contrattuale prevede la presenza di due o pi๠contratti, diversi e distinti, che, pur caratterizzati dagli elementi e dalla disciplina propri di ognuno, risultano coordinati teleologicamente da un nesso di reciproca dipendenza, in modo che le vicende dell'uno si trasmettono all'altro, influenzandone la validità e l'efficacia. Tale nozione ਠil frutto dell'elaborazione della dottrina e della giurisprudenza, poichà© la disciplina positiva difetta di previsioni recanti la definizione di operazioni in cui si ricorra all'impiego di pi๠contratti in vista di uno scopo economico unitario. Fra le molteplici classificazioni realizzate in relazione a tale strumento, la tipologia che ਠoggetto di analisi nel presente lavoro ਠespressione dell'autonomia contrattuale dei contraenti che istituiscono fra i negozi un nesso bilaterale, funzionale e volontario. I presupposti del fenomeno de quo sono, allora, rappresentati dalla necessaria intenzione delle parti di attuare il collegamento, del vincolo che viene creato in concreto e, soprattutto, dal fine pratico unitario ed ulteriore, che esse intendono perseguire coordinando i vari atti. Da qui, l'inquadramento di siffatta figura di collegamento nel fenomeno dell'atipicità contrattuale, frutto dell'attività creativa dei privati di autoregolamentazione dei propri interessi. Dottrina e giurisprudenza, in particolare, reputano il collegamento un meccanismo che agisce sul piano degli effetti dei contratti. Infatti, ogni negozio coinvolto, pur conservando una causa autonoma, ਠfinalizzato ad un unico regolamento di interessi, di talchà© le vicende che investono uno dei negozi possono ripercuotersi sull'altro (che in sà© considerato ਠimmune da vizi) e, pertanto, tutti i contratti simul stabunt simul cadent. In definitiva, cosଠopinando, le patologie che riguardano un atto finiscono per condizionare non solo l'esecuzione, ma anche la validità dell'altro. Successivamente, l'indagine si incentra sull'esegesi dei rari interventi normativi, quasi esclusivamente ascrivibili alla legislazione speciale, che trattano del meccanismo de quo e che si pongono nel solco di quanto affermato dagli interpreti. Muovendo, poi, dal presupposto che l'ordinamento riconosce ai contraenti il potere di dar vita ad autodeterminazioni strutturalmente semplici ovvero come in tal caso pi๠articolate, si cerca di dimostrare che in tali fattispecie l'apprezzamento non va condotto sul singolo contratto, bensଠsull'operazione economica unitariamente considerata, come risultante dal collegamento fra pi๠contratti. Infatti, una volta accertata l'interdipendenza funzionale delle diverse prestazioni, l'analisi su di esse assume un rilievo diverso se ਠcompiuta per valutare l'assetto complessivo dell'intera operazione giuridico-economica posta in essere dalle parti: solo a fronte di una valutazione globale dei diritti e degli obblighi, anche in termini economici, si puಠappurare la reale portata giuridico-economica dell'affare. In forza di tali premesse puà², quindi, procedersi ad un compiuto approfondimento del possibile ruolo svolto dalle clausole generali di buona fede ed equilibrio, quali strumenti di garanzia della giustizia negli scambi. Ne consegue l'abbandono di una prospettiva atomistica e, tenendo conto dell'unicità degli interessi perseguiti che vanno oltre le cause proprie dei singoli contratti collegati, si tenta di superare l'assunto per il quale il difetto che inficia uno dei contratti comporti l'automatica caducazione dell'altro. In una visione complessiva dell'operazione, la verifica attinente all'equilibrio tra i singoli atti nei quali essa si svolge ed alla sua possibile alterazione a causa di circostanze sopravvenute o originarie potrebbe sovvertire le certezze interpretative sotto il profilo della disciplina del collegamento, degli effetti dello stesso e delle patologie.
Il collegamento contrattuale, buona fede ed equilibrio tra i contratti
2011
Abstract
Il fenomeno del collegamento contrattuale prevede la presenza di due o pi๠contratti, diversi e distinti, che, pur caratterizzati dagli elementi e dalla disciplina propri di ognuno, risultano coordinati teleologicamente da un nesso di reciproca dipendenza, in modo che le vicende dell'uno si trasmettono all'altro, influenzandone la validità e l'efficacia. Tale nozione ਠil frutto dell'elaborazione della dottrina e della giurisprudenza, poichà© la disciplina positiva difetta di previsioni recanti la definizione di operazioni in cui si ricorra all'impiego di pi๠contratti in vista di uno scopo economico unitario. Fra le molteplici classificazioni realizzate in relazione a tale strumento, la tipologia che ਠoggetto di analisi nel presente lavoro ਠespressione dell'autonomia contrattuale dei contraenti che istituiscono fra i negozi un nesso bilaterale, funzionale e volontario. I presupposti del fenomeno de quo sono, allora, rappresentati dalla necessaria intenzione delle parti di attuare il collegamento, del vincolo che viene creato in concreto e, soprattutto, dal fine pratico unitario ed ulteriore, che esse intendono perseguire coordinando i vari atti. Da qui, l'inquadramento di siffatta figura di collegamento nel fenomeno dell'atipicità contrattuale, frutto dell'attività creativa dei privati di autoregolamentazione dei propri interessi. Dottrina e giurisprudenza, in particolare, reputano il collegamento un meccanismo che agisce sul piano degli effetti dei contratti. Infatti, ogni negozio coinvolto, pur conservando una causa autonoma, ਠfinalizzato ad un unico regolamento di interessi, di talchà© le vicende che investono uno dei negozi possono ripercuotersi sull'altro (che in sà© considerato ਠimmune da vizi) e, pertanto, tutti i contratti simul stabunt simul cadent. In definitiva, cosଠopinando, le patologie che riguardano un atto finiscono per condizionare non solo l'esecuzione, ma anche la validità dell'altro. Successivamente, l'indagine si incentra sull'esegesi dei rari interventi normativi, quasi esclusivamente ascrivibili alla legislazione speciale, che trattano del meccanismo de quo e che si pongono nel solco di quanto affermato dagli interpreti. Muovendo, poi, dal presupposto che l'ordinamento riconosce ai contraenti il potere di dar vita ad autodeterminazioni strutturalmente semplici ovvero come in tal caso pi๠articolate, si cerca di dimostrare che in tali fattispecie l'apprezzamento non va condotto sul singolo contratto, bensଠsull'operazione economica unitariamente considerata, come risultante dal collegamento fra pi๠contratti. Infatti, una volta accertata l'interdipendenza funzionale delle diverse prestazioni, l'analisi su di esse assume un rilievo diverso se ਠcompiuta per valutare l'assetto complessivo dell'intera operazione giuridico-economica posta in essere dalle parti: solo a fronte di una valutazione globale dei diritti e degli obblighi, anche in termini economici, si puಠappurare la reale portata giuridico-economica dell'affare. In forza di tali premesse puà², quindi, procedersi ad un compiuto approfondimento del possibile ruolo svolto dalle clausole generali di buona fede ed equilibrio, quali strumenti di garanzia della giustizia negli scambi. Ne consegue l'abbandono di una prospettiva atomistica e, tenendo conto dell'unicità degli interessi perseguiti che vanno oltre le cause proprie dei singoli contratti collegati, si tenta di superare l'assunto per il quale il difetto che inficia uno dei contratti comporti l'automatica caducazione dell'altro. In una visione complessiva dell'operazione, la verifica attinente all'equilibrio tra i singoli atti nei quali essa si svolge ed alla sua possibile alterazione a causa di circostanze sopravvenute o originarie potrebbe sovvertire le certezze interpretative sotto il profilo della disciplina del collegamento, degli effetti dello stesso e delle patologie.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
TESI.pdf
accesso solo da BNCF e BNCR
Tipologia:
Altro materiale allegato
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
1.06 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.06 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/303972
URN:NBN:IT:UNIBO-303972