Nel corso degli ultimi vent'anni si ਠassistito ad una diffusa sperimentazione di processi partecipativi, tesi al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte pubbliche. La letteratura sul tema inquadra tale rinascita di spazi della partecipazione nel contesto della crisi della politica e delle democrazia, in particolare di quella rappresentativa, quindi non della politica in generale e verso questioni di interesse pubblico, ma delle forme pi๠tradizionali di partecipazione politica. Nel quadro di una “rinascita” di forme di partecipazione alternative si assiste al diffondersi di pratiche che vedono i cittadini farsi promotori di iniziative, in quartieri, strade, «micro-aree urbane», mettendo al centro la cura di beni comuni, la convivenza e la vivibilità  negli spazi pubblici urbani. Allo stesso tempo, come mostrano anche diversi studi e ricerche, si assiste all'emergere di un crescente interesse da parte delle istituzioni stesse verso la promozione di percorsi tesi ad accrescere senso di responsabilità  dei cittadini nella cura del territorio, delle comunità  di cui fanno parte, per la promozione di vivibilità , coesione sociale. La ricerca ha quindi rilevato e messo a fuoco un terreno a tratti ibrido, sperimentale, di incontro tra cittadini che si attivano ed organizzano e istituzioni che diventano sostenitrici, ma senza guidare. La ricerca analizza in particolare tre campi di pratiche, nel Quartiere San Donato, a Bologna, anche alla luce del recente Regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la rigenerazione e la cura di beni comuni urbani. L'attenzione ਠagli orizzonti di senso della, al rapporto cittadini e istituzioni che in esse prende forma, indagando se e come possono essere lette come sperimentazioni democratiche che danno vita a relazioni dialogiche nella sfera pubblica, a pratiche di responsabilità  sociale condivisa, e allo sviluppo di capacità  sociali collettive.

Prove di democrazia. Partecipazione e cittadinanza attiva tra pratiche di impegno civico collettivo e collaborazione informale nella rigenerazione di beni comuni urbani

2016

Abstract

Nel corso degli ultimi vent'anni si ਠassistito ad una diffusa sperimentazione di processi partecipativi, tesi al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte pubbliche. La letteratura sul tema inquadra tale rinascita di spazi della partecipazione nel contesto della crisi della politica e delle democrazia, in particolare di quella rappresentativa, quindi non della politica in generale e verso questioni di interesse pubblico, ma delle forme pi๠tradizionali di partecipazione politica. Nel quadro di una “rinascita” di forme di partecipazione alternative si assiste al diffondersi di pratiche che vedono i cittadini farsi promotori di iniziative, in quartieri, strade, «micro-aree urbane», mettendo al centro la cura di beni comuni, la convivenza e la vivibilità  negli spazi pubblici urbani. Allo stesso tempo, come mostrano anche diversi studi e ricerche, si assiste all'emergere di un crescente interesse da parte delle istituzioni stesse verso la promozione di percorsi tesi ad accrescere senso di responsabilità  dei cittadini nella cura del territorio, delle comunità  di cui fanno parte, per la promozione di vivibilità , coesione sociale. La ricerca ha quindi rilevato e messo a fuoco un terreno a tratti ibrido, sperimentale, di incontro tra cittadini che si attivano ed organizzano e istituzioni che diventano sostenitrici, ma senza guidare. La ricerca analizza in particolare tre campi di pratiche, nel Quartiere San Donato, a Bologna, anche alla luce del recente Regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la rigenerazione e la cura di beni comuni urbani. L'attenzione ਠagli orizzonti di senso della, al rapporto cittadini e istituzioni che in esse prende forma, indagando se e come possono essere lette come sperimentazioni democratiche che danno vita a relazioni dialogiche nella sfera pubblica, a pratiche di responsabilità  sociale condivisa, e allo sviluppo di capacità  sociali collettive.
2016
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