Obiettivo principale di questo lavoro di ricerca ਠstato valutare la genotossicita' di suoli a diverso grado di contaminazione. A tale scopo ਠstata selezionata e messa a punto una batteria di test di genotossicità  composta dal test dei micronuclei mediante Vicia faba e dal test della cometa mediante V. faba ed Eisenia veneta. Tale batteria di test ਠstata applicata a suoli campionati, in due campagne di prelievo, in siti dell'area urbana di Napoli sottoposti a diverso impatto antropico al fine di evidenziare eventuali relazioni tra gli effetti genotossici e la concentrazione di alcuni metalli nei suoli, e tra gli effetti genotossici e le principali caratteristiche chimico-fisiche dei suoli. Inoltre, al fine di poter effettuare un confronto spazio-temporale e di attribuire un giudizio di rischio genotossico ai suoli campionati ਠstato sviluppato e proposto un indice di genotossicità , che integra i risultati ottenuti dalla batteria di test. I metalli pesanti possono provocare, oltre al danno genotossico, anche altri effetti a livello sub-cellulare. A tale scopo ਠstato condotto uno studio preliminare sui lombrichi della specie Eisenia fetida volto a testare la capacità  del saggio †œstabilità  della membrana lisosomiale†� di risposta alla contaminazione da rame. I risultati ottenuti hanno evidenziato che la batteria di test selezionata si ਠrivelata uno strumento di facile applicazione e sensibile nell'identificazione della genotossicità  dei suoli studiati. L'indice di genotossicità  proposto (GBI), ottenuto dall'integrazione in un unico valore dei risultati della batteria di test applicati, ha permesso di attribuire un giudizio relativo al rischio genotossico di ogni suolo. Anche l'indice, cosଠcome si era evidenziato per i singoli test della batteria applicata, non mostra correlazione con i metalli presenti nei suoli studiati. Pertanto, gli effetti genotossici rilevati nei suoli non sembrerebbero dovuti alla contaminazione dai metalli indagati, probabilmente a causa del fatto che le componenti colloidali e la sostanza organica del suolo possono svolgere un'azione di mitigazione e la genotossicità  misurata potrebbe essere attribuita alla presenza di altri contaminanti non indagati o di miscele complesse di essi. Il test sulla stabilità  della membrana lisosomiale si ਠmostrato un biomarker molto sensibile alla contaminazione da rame e come tale potrebbe essere utilizzato in ricerche future per valutarne la sensibilità  ad altri contaminanti, al fine ultimo di inserire questo test in una batteria.

Valutazione della genotossicità  in suoli a diverso grado di contaminazione

2010

Abstract

Obiettivo principale di questo lavoro di ricerca ਠstato valutare la genotossicita' di suoli a diverso grado di contaminazione. A tale scopo ਠstata selezionata e messa a punto una batteria di test di genotossicità  composta dal test dei micronuclei mediante Vicia faba e dal test della cometa mediante V. faba ed Eisenia veneta. Tale batteria di test ਠstata applicata a suoli campionati, in due campagne di prelievo, in siti dell'area urbana di Napoli sottoposti a diverso impatto antropico al fine di evidenziare eventuali relazioni tra gli effetti genotossici e la concentrazione di alcuni metalli nei suoli, e tra gli effetti genotossici e le principali caratteristiche chimico-fisiche dei suoli. Inoltre, al fine di poter effettuare un confronto spazio-temporale e di attribuire un giudizio di rischio genotossico ai suoli campionati ਠstato sviluppato e proposto un indice di genotossicità , che integra i risultati ottenuti dalla batteria di test. I metalli pesanti possono provocare, oltre al danno genotossico, anche altri effetti a livello sub-cellulare. A tale scopo ਠstato condotto uno studio preliminare sui lombrichi della specie Eisenia fetida volto a testare la capacità  del saggio †œstabilità  della membrana lisosomiale†� di risposta alla contaminazione da rame. I risultati ottenuti hanno evidenziato che la batteria di test selezionata si ਠrivelata uno strumento di facile applicazione e sensibile nell'identificazione della genotossicità  dei suoli studiati. L'indice di genotossicità  proposto (GBI), ottenuto dall'integrazione in un unico valore dei risultati della batteria di test applicati, ha permesso di attribuire un giudizio relativo al rischio genotossico di ogni suolo. Anche l'indice, cosଠcome si era evidenziato per i singoli test della batteria applicata, non mostra correlazione con i metalli presenti nei suoli studiati. Pertanto, gli effetti genotossici rilevati nei suoli non sembrerebbero dovuti alla contaminazione dai metalli indagati, probabilmente a causa del fatto che le componenti colloidali e la sostanza organica del suolo possono svolgere un'azione di mitigazione e la genotossicità  misurata potrebbe essere attribuita alla presenza di altri contaminanti non indagati o di miscele complesse di essi. Il test sulla stabilità  della membrana lisosomiale si ਠmostrato un biomarker molto sensibile alla contaminazione da rame e come tale potrebbe essere utilizzato in ricerche future per valutarne la sensibilità  ad altri contaminanti, al fine ultimo di inserire questo test in una batteria.
2010
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