Nell'epoca del terrorismo di matrice islamica anche in letteratura si moltiplicano quei Traumascapes che nel 2005 che Maria Tumarkin definଠcome: "places across the world marked by traumatic legacies of violence, suffering and loss, (where) the past is never quite over". Quando un luogo viene colpito da un evento catastrofico che ne altera gli equilibri sociali, culturali ed economici, come visto in Europa dopo i totalitarismi e nel post-9/11, ciಠche una volta rappresentava un organismo complesso muta nella sua struttura e assume nuove caratteristiche, simili a quelle di un corpo a cui viene inferta una ferita e che nella sua rigenerazione presenta cicatrici e nuovi tessuti. Ne vengono aperti e ridisegnati i confini, uniti e divisi dall'impatto che l'esperienza scioccante ha avuto sulla precedente unità . Con il terrorismo contemporaneo si vive ormai in uno stato di precarietà , caratterizzata dalla presenza fantasmatica di eventi catastrofici non possibili da elaborare, ma, anzi, facilmente rievocati e rievocabili, come i conflitti mondiali del secolo scorso. Ciಠche cambia nel racconto dell'era del terrorismo ਠche il clima di paura e precarietà  che questo genera, attraverso atti di violenza e di vera e propria propaganda mediatica, nutre la narrativizzazione traumatica fino ad anticipare gli eventi stessi. L' Europa tra il fenomeno delle migrazioni e quello della lotta contro il Califfato sta lentamente ridisegnando la propria identità , chi ne racconta le evoluzioni alla luce dei sentimenti interni descrive un mondo in cui monta la rabbia, finchà© i sentimenti di intolleranza e terrore non diventino collante o discriminante dell'Unione stessa e si ripresenta il bisogno di ragionare sui concetti di memoria storica e costruzione identitaria. Per avviare questa riflessione si intende individuare, grazie agli strumenti critici dei Trauma Studies e dei Performance Studies, le evoluzioni del romanzo post-traumatico tra le guerre mondiali e il terrorismo contemporaneo.

Per-formare il trauma: la narrazione post-traumatica tra i conflitti mondiali e il terrorismo

2017

Abstract

Nell'epoca del terrorismo di matrice islamica anche in letteratura si moltiplicano quei Traumascapes che nel 2005 che Maria Tumarkin definଠcome: "places across the world marked by traumatic legacies of violence, suffering and loss, (where) the past is never quite over". Quando un luogo viene colpito da un evento catastrofico che ne altera gli equilibri sociali, culturali ed economici, come visto in Europa dopo i totalitarismi e nel post-9/11, ciಠche una volta rappresentava un organismo complesso muta nella sua struttura e assume nuove caratteristiche, simili a quelle di un corpo a cui viene inferta una ferita e che nella sua rigenerazione presenta cicatrici e nuovi tessuti. Ne vengono aperti e ridisegnati i confini, uniti e divisi dall'impatto che l'esperienza scioccante ha avuto sulla precedente unità . Con il terrorismo contemporaneo si vive ormai in uno stato di precarietà , caratterizzata dalla presenza fantasmatica di eventi catastrofici non possibili da elaborare, ma, anzi, facilmente rievocati e rievocabili, come i conflitti mondiali del secolo scorso. Ciಠche cambia nel racconto dell'era del terrorismo ਠche il clima di paura e precarietà  che questo genera, attraverso atti di violenza e di vera e propria propaganda mediatica, nutre la narrativizzazione traumatica fino ad anticipare gli eventi stessi. L' Europa tra il fenomeno delle migrazioni e quello della lotta contro il Califfato sta lentamente ridisegnando la propria identità , chi ne racconta le evoluzioni alla luce dei sentimenti interni descrive un mondo in cui monta la rabbia, finchà© i sentimenti di intolleranza e terrore non diventino collante o discriminante dell'Unione stessa e si ripresenta il bisogno di ragionare sui concetti di memoria storica e costruzione identitaria. Per avviare questa riflessione si intende individuare, grazie agli strumenti critici dei Trauma Studies e dei Performance Studies, le evoluzioni del romanzo post-traumatico tra le guerre mondiali e il terrorismo contemporaneo.
2017
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