Questa ricerca cerca di analizzare nellࢠopera di Georges Gurvitch la teoria del diritto sociale partendo dalle tecniche che fondano la pluralitàƒÂ  e il conseguente pluralismo sociale per poi definire il concetto stesso di controllo al fine di determinare la portata critica della dichiarazione dei diritti sociali. Si àƒ¨ cercato di non tralasciare i risvolti concreti sottesi allo studio di Gurvitch, atttraverso le categorie del produttore, del consumatore-utente, del cittadino e le relative interazioni e di chiarire, altresàƒ¬, lࢠinterconnessione costante tra filosofia del diritto sociologia giuridica, al fine di mostrare lࢠintuizione fondamentale di Gurvitch e la sua contemporaneitàƒÂ . Per quanto detto, nel presente lavoro si àƒ¨ reso necessario affrontare anche le tematiche della sociologia del diritto, tematiche che anche cronologicamente, allࢠinterno della costruzione giuridico-filosofica dellࢠautore, si pongono in posizione intermedia tra un primo periodo caratterizzato da una riflessione incentrata prettamente sulla filosofia del diritto ed un secondo periodo in cui lࢠautore si interesseràƒÂ  della filosofia sociale. La ricerca àƒ¨ stata suddivisa in quattro capitoli che trattano rispettivamente la tecnica pluralista, il pluralismo sociale e la democrazia pluralista; il diritto sociale; la dichiarazione dei diritti sociali; il controllo sociale. Lࢠopera scientifica di Gurvitch puàƒ² essere suddivisa in due periodi: il primo anteriore alla prima guerra mondiale e caratterizzato dallࢠinteresse prevalente per i problemi del diritto o meglio della filosofia del diritto; il secondo, posteriore alla guerra e caratterizzato dallࢠinteresse prevalente per i problemi della sociologia e della filosofia sociale. Se Gurvitch, come filosofo del diritto abbraccia i principi del pluralismo giuridico e del diritto sociale, nella sociologia del diritto come cultore di questa materia, presenta il pluralismo giuridico e il diritto sociale come espressione della materia stessa, ovvero fa coincidere sostanzialmente la sociologia del diritto con il pluralismo giuridico e con lࢠidea di diritto sociale. La sociologia del diritto secondo il filosofo russo àƒ¨ lࢠespressione delle concezioni pluralistiche che ricollegano il diritto alla vivente realtàƒÂ  sociale. Dunque, il punto di vista di Gurvitch, o meglio la sua costruzione di pensiero, fa coincidere la sociologia del diritto con i principi del pluralismo giuridico, e questa coincidenza viene maggiormente delineata nel primo capitolo degli Elementes in cui lࢠautore presenta come precursori della sociologia del diritto quegli stessi autori che nelle opere precedenti aveva presentato come sostenitori dei suddetti principi, nello specifico Pruodhon, Duguit, Ehrilch. Con il concetto di pluralismo giuridico viene quindi definita quella corrente di pensiero che si oppone al concetto stesso di statalismo, corrente questa che pone le sue fondamenta sullࢠidea di uno Stato monopolizzatore del potere politico, produttore egli stesso del diritto ed unica fonte di questo, mettendo in secondo piano altre forme di produzione normativa come la consuetudine, il diritto formato in via giudiziaria e la dottrina. Il pluralismo giuridico si basa sullࢠopposto, ossia che il diritto non àƒ¨ accentrato solamente nello Stato ma risiede in entitàƒÂ  diverse da esso. Per Gurvitch lࢠassolutismo statalista e lࢠindividualismo borghese non sono cosàƒ¬ antitetici come solitamente appaiono nelle normali classificazioni della scienza politica. Nei suoi scritti si radicalizza lࢠidea che la sovranitàƒÂ  moderna, specialmente quella post-rivoluzionaria, àƒ¨ un amalgama di dominio e di potere che stabilizza e regolarizza in maniera funzionale un ordinamento che prima di essere giuridico era di natura sociale. Cercare una definizione ed una valutazione della democrazia, ed anche della qualitàƒÂ  della vita politica, si dimostra una via impraticabile se viene esperita in maniera scientifica. Nel trattato del 1932 Gurvitch affronta il problema delle relazioni tra il diritto sociale e la potestàƒÂ  coercitiva dello Stato distinguendo in proposito tra quattro tipi di diritto sociale. Il primo tipo àƒ¨ costituito dagli ambiti di diritto sociale puro ed indipendente, superiore o almeno equivalente per importanza al diritto dello Stato. Lࢠautore esemplifica queste forme di diritto sociale facendo riferimento al diritto internazionale, al diritto non organizzato della Nazione in quanto comunitàƒÂ , che dobbiamo sempre considerare prevalente rispetto alla volontàƒÂ  dello Stato in quanto apparato; il diritto canonico legittimato dalle modalitàƒÂ  della separazione tra lo Stato e la Chiesa, e quello che Gurvitch definisce il diritto economico. Questo ultimo, àƒ¨ il potere che i grandi soggetti economici, come gruppi e non come individui, hanno di dare una autonoma veste giuridica ai rapporti economici, a volte anche dopo confronti improntati alla lotta, come ad esempio nel caso dei contratti collettivi di lavoro. Un secondo genere àƒ¨ quello del diritto sociale puro, ovvero il diritto dotato di una sfera di autonomia giuridica al di fuori del volere statale, ma non del tutto indipendente, poichàƒ© sottomesso in alcune parti alla tutela della legge in generale. In questa tipologia Gurvitch inserisce tutte le azioni che lo Stato pone in essere per integrare i gruppi fra loro ed il diritto che contrassegna e caratterizza le forme <<della proprietàƒÂ  federalista>>, citando a tal proposito le societàƒÂ  per azioni, le cooperative, in cui lo Stato puàƒ² assumere il compito di regolamentare alcuni rapporti fra gli aderenti e lࢠistituzione, ad esempio tutelare il diritto di recesso dei singoli. Il terzo tipo di diritto sociale àƒ¨ annesso allࢠordinamento statale ma con autonomia giuridica riconosciuta ai gruppi, àƒ¨ il caso dellࢠautogoverno locale, delle corporazioni di mestieri aventi carattere obbligatorio sancito dallo Stato, le associazioni sindacali quando sono soggetti di diritto pubblico, i sevizi pubblici decentrati, gli ordini professionali e le minoranze etniche. Lࢠultimo genere àƒ¨ quello del <<diritto sociale che si condensa in ordine del diritto statale>>. La ricerca àƒ¨ poi proseguita con lࢠanalisi della dichiarazione dei diritti sociali. Nel 1944, Gurvitch delinea la conclusione di 15 anni di ricerche nel campo della filosofia della legge in una Dichiarazione dei Diritti Sociali che dedica specificamente al futuro della Francia, ma i cui principi fondamentali sono evidentemente validi per la ricostruzione della societàƒÂ  in genere. Il progetto di Dichiarazione dei diritti sociali àƒ¨ stato tradotto in Italia solo nel 1949 ed appartiene alla letteratura del tempo di guerra, ovvero a quella letteratura programmatica che durante lo stesso conflitto ha preparato il terreno per la ricostruzione morale ed istituzionale che avrebbe dovuto investire i vari Stati appena fosse stata riconquistata la pace. Lࢠautore àƒ¨ mosso dalla convinzione che non sia piàƒ¹ possibile una reale e stabile democrazia politica se questa non viene integrata da unࢠanaloga democrazia economica, e di conseguenza coglie la necessitàƒÂ  di analizzare i mezzi idonei per garantire alla democrazia sociale ed economica un contenuto quanto piàƒ¹ concreto possibile. Come sostenuto da Bobbio, il progetto dellࢠautore si distingue da ogni altro tentativo compiuto dalla dottrina precedente poichàƒ© interpreta la crisi dello Stato moderno, lࢠinterna inadeguatezza del regime democratico analizzata alla luce dei principi del pluralismo giuridico. Nellࢠultimo capitolo viene trattato il controllo sociale che puàƒ² essere definito come un insieme di saperi, poteri, strategie e istituzioni attraverso cui le àƒ©lite di potere preservano un particolare ordine sociale, collocato in un preciso momento storico che dona specificitàƒÂ  al concetto di normalitàƒÂ  e di patologia. Il secolo XX si caratterizza per lo studio del controllo sociale come ramo particolare della sociologia.

I diritti sociali in Georges Gurvitch.

2012

Abstract

Questa ricerca cerca di analizzare nellࢠopera di Georges Gurvitch la teoria del diritto sociale partendo dalle tecniche che fondano la pluralitàƒÂ  e il conseguente pluralismo sociale per poi definire il concetto stesso di controllo al fine di determinare la portata critica della dichiarazione dei diritti sociali. Si àƒ¨ cercato di non tralasciare i risvolti concreti sottesi allo studio di Gurvitch, atttraverso le categorie del produttore, del consumatore-utente, del cittadino e le relative interazioni e di chiarire, altresàƒ¬, lࢠinterconnessione costante tra filosofia del diritto sociologia giuridica, al fine di mostrare lࢠintuizione fondamentale di Gurvitch e la sua contemporaneitàƒÂ . Per quanto detto, nel presente lavoro si àƒ¨ reso necessario affrontare anche le tematiche della sociologia del diritto, tematiche che anche cronologicamente, allࢠinterno della costruzione giuridico-filosofica dellࢠautore, si pongono in posizione intermedia tra un primo periodo caratterizzato da una riflessione incentrata prettamente sulla filosofia del diritto ed un secondo periodo in cui lࢠautore si interesseràƒÂ  della filosofia sociale. La ricerca àƒ¨ stata suddivisa in quattro capitoli che trattano rispettivamente la tecnica pluralista, il pluralismo sociale e la democrazia pluralista; il diritto sociale; la dichiarazione dei diritti sociali; il controllo sociale. Lࢠopera scientifica di Gurvitch puàƒ² essere suddivisa in due periodi: il primo anteriore alla prima guerra mondiale e caratterizzato dallࢠinteresse prevalente per i problemi del diritto o meglio della filosofia del diritto; il secondo, posteriore alla guerra e caratterizzato dallࢠinteresse prevalente per i problemi della sociologia e della filosofia sociale. Se Gurvitch, come filosofo del diritto abbraccia i principi del pluralismo giuridico e del diritto sociale, nella sociologia del diritto come cultore di questa materia, presenta il pluralismo giuridico e il diritto sociale come espressione della materia stessa, ovvero fa coincidere sostanzialmente la sociologia del diritto con il pluralismo giuridico e con lࢠidea di diritto sociale. La sociologia del diritto secondo il filosofo russo àƒ¨ lࢠespressione delle concezioni pluralistiche che ricollegano il diritto alla vivente realtàƒÂ  sociale. Dunque, il punto di vista di Gurvitch, o meglio la sua costruzione di pensiero, fa coincidere la sociologia del diritto con i principi del pluralismo giuridico, e questa coincidenza viene maggiormente delineata nel primo capitolo degli Elementes in cui lࢠautore presenta come precursori della sociologia del diritto quegli stessi autori che nelle opere precedenti aveva presentato come sostenitori dei suddetti principi, nello specifico Pruodhon, Duguit, Ehrilch. Con il concetto di pluralismo giuridico viene quindi definita quella corrente di pensiero che si oppone al concetto stesso di statalismo, corrente questa che pone le sue fondamenta sullࢠidea di uno Stato monopolizzatore del potere politico, produttore egli stesso del diritto ed unica fonte di questo, mettendo in secondo piano altre forme di produzione normativa come la consuetudine, il diritto formato in via giudiziaria e la dottrina. Il pluralismo giuridico si basa sullࢠopposto, ossia che il diritto non àƒ¨ accentrato solamente nello Stato ma risiede in entitàƒÂ  diverse da esso. Per Gurvitch lࢠassolutismo statalista e lࢠindividualismo borghese non sono cosàƒ¬ antitetici come solitamente appaiono nelle normali classificazioni della scienza politica. Nei suoi scritti si radicalizza lࢠidea che la sovranitàƒÂ  moderna, specialmente quella post-rivoluzionaria, àƒ¨ un amalgama di dominio e di potere che stabilizza e regolarizza in maniera funzionale un ordinamento che prima di essere giuridico era di natura sociale. Cercare una definizione ed una valutazione della democrazia, ed anche della qualitàƒÂ  della vita politica, si dimostra una via impraticabile se viene esperita in maniera scientifica. Nel trattato del 1932 Gurvitch affronta il problema delle relazioni tra il diritto sociale e la potestàƒÂ  coercitiva dello Stato distinguendo in proposito tra quattro tipi di diritto sociale. Il primo tipo àƒ¨ costituito dagli ambiti di diritto sociale puro ed indipendente, superiore o almeno equivalente per importanza al diritto dello Stato. Lࢠautore esemplifica queste forme di diritto sociale facendo riferimento al diritto internazionale, al diritto non organizzato della Nazione in quanto comunitàƒÂ , che dobbiamo sempre considerare prevalente rispetto alla volontàƒÂ  dello Stato in quanto apparato; il diritto canonico legittimato dalle modalitàƒÂ  della separazione tra lo Stato e la Chiesa, e quello che Gurvitch definisce il diritto economico. Questo ultimo, àƒ¨ il potere che i grandi soggetti economici, come gruppi e non come individui, hanno di dare una autonoma veste giuridica ai rapporti economici, a volte anche dopo confronti improntati alla lotta, come ad esempio nel caso dei contratti collettivi di lavoro. Un secondo genere àƒ¨ quello del diritto sociale puro, ovvero il diritto dotato di una sfera di autonomia giuridica al di fuori del volere statale, ma non del tutto indipendente, poichàƒ© sottomesso in alcune parti alla tutela della legge in generale. In questa tipologia Gurvitch inserisce tutte le azioni che lo Stato pone in essere per integrare i gruppi fra loro ed il diritto che contrassegna e caratterizza le forme <>, citando a tal proposito le societàƒÂ  per azioni, le cooperative, in cui lo Stato puàƒ² assumere il compito di regolamentare alcuni rapporti fra gli aderenti e lࢠistituzione, ad esempio tutelare il diritto di recesso dei singoli. Il terzo tipo di diritto sociale àƒ¨ annesso allࢠordinamento statale ma con autonomia giuridica riconosciuta ai gruppi, àƒ¨ il caso dellࢠautogoverno locale, delle corporazioni di mestieri aventi carattere obbligatorio sancito dallo Stato, le associazioni sindacali quando sono soggetti di diritto pubblico, i sevizi pubblici decentrati, gli ordini professionali e le minoranze etniche. Lࢠultimo genere àƒ¨ quello del <>. La ricerca àƒ¨ poi proseguita con lࢠanalisi della dichiarazione dei diritti sociali. Nel 1944, Gurvitch delinea la conclusione di 15 anni di ricerche nel campo della filosofia della legge in una Dichiarazione dei Diritti Sociali che dedica specificamente al futuro della Francia, ma i cui principi fondamentali sono evidentemente validi per la ricostruzione della societàƒÂ  in genere. Il progetto di Dichiarazione dei diritti sociali àƒ¨ stato tradotto in Italia solo nel 1949 ed appartiene alla letteratura del tempo di guerra, ovvero a quella letteratura programmatica che durante lo stesso conflitto ha preparato il terreno per la ricostruzione morale ed istituzionale che avrebbe dovuto investire i vari Stati appena fosse stata riconquistata la pace. Lࢠautore àƒ¨ mosso dalla convinzione che non sia piàƒ¹ possibile una reale e stabile democrazia politica se questa non viene integrata da unࢠanaloga democrazia economica, e di conseguenza coglie la necessitàƒÂ  di analizzare i mezzi idonei per garantire alla democrazia sociale ed economica un contenuto quanto piàƒ¹ concreto possibile. Come sostenuto da Bobbio, il progetto dellࢠautore si distingue da ogni altro tentativo compiuto dalla dottrina precedente poichàƒ© interpreta la crisi dello Stato moderno, lࢠinterna inadeguatezza del regime democratico analizzata alla luce dei principi del pluralismo giuridico. Nellࢠultimo capitolo viene trattato il controllo sociale che puàƒ² essere definito come un insieme di saperi, poteri, strategie e istituzioni attraverso cui le àƒ©lite di potere preservano un particolare ordine sociale, collocato in un preciso momento storico che dona specificitàƒÂ  al concetto di normalitàƒÂ  e di patologia. Il secolo XX si caratterizza per lo studio del controllo sociale come ramo particolare della sociologia.
2012
it
Tesi di Dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/314369
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-314369