La ricerca si ਠsoffermata, all'inizio, sui profili generali dell'inadempimento delle obbligazioni pecuniarie e, dunque, sulla distinzione tra ritardo e mora, in dottrina ed in giurisprudenza; sono stati esaminati, anche sotto il profilo storico e comparatistico, la disciplina del luogo del pagamento ed il principio “dies interpellat pro homine”, con riferimento anche alle obbligazioni della Pubblica Amministrazione; analogamente, ਠstata oggetto di indagine la natura della responsabilità  del debitore di obbligazioni pecuniarie e, quindi, il rapporto tra quest'ultima e l'impossibilità  sopravvenuta, con particolare attenzione alle norme del codice civile, richiamate da parte della dottrina e della giurisprudenza a fondamento delle diverse teorie. Si à¨, poi, passati ad una breve distinzione, anche in tal caso con riferimenti storici e comparatistici, tra gli interessi moratori e le altre categorie di interessi; ਠstata analizzata, pertanto sia la funzione degli interessi che la questione in merito alla natura, compensativa o moratoria, degli interessi derivanti dai crediti di valore. Si ਠpoi accennato (giacchà© il tema ਠstato trattato anche in altre parti del lavoro), e pur sempre nell'ambito di ricostruzione unitaria della disciplina, in ordine all'esistenza di una nuova categoria di interessi, a carattere sanzionatorio, come sembra evincersi dalla nuova normativa introdotta dal D.lgs. 231/02 e, se si vuole, dalla legge n. 108/96. L'esame, poi, si ਠspostato sul controverso problema del “maggior danno”. Si ਠavuto riguardo all'articolato e complesso percorso giurisprudenziale e dottrinale, che ha condotto al riconoscimento della risarcibilità  del danno da ritardato pagamento e delle categorie creditorie. Non ਠmancata un'analisi del rapporto tra categorie creditorie e P.A., con particolare riferimento a quelle ipotesi in cui l'attività , volta al soddisfacimento dei bisogni di interesse generale, sia svolta da organismi di diritto pubblico o da quelle aziende e società  regolate dagli artt. 113, 113-bis, 115 e 116 del Testo Unico sugli Enti locali. E' stato dedicato, nella tesi, uno specifico punto alle problematiche suscitate dall'inadempimento dei debiti in moneta estera. L'indagine, quindi, si ਠspostata sul complesso rapporto tra l'autonomia privata e gli interessi moratori, con particolare attenzione alla disciplina dei contratti bancari ed al sistema dei controlli da parte dell'Ordinamento (interessi moratori, usura ed anatocismo). Alcuni riferimenti, inoltre, sono stati fatti, in ordine alla prelazione stabilita per gli interessi (art. 2788 c.c.); agli interessi nella legge fallimentare, agli interessi pagati dal fideiussore ed al fideiussore, alla prescrizione degli interessi moratori. Particolare attenzione ਠstata posta sulla legislazione speciale, che ha modificato profondamente la disciplina concernente gli interessi e che, in tal modo, ha creato un quadro normativo complesso e frastagliato; sono stati commentati, in particolare, l'art. 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7; particolare attenzione, peraltro, ਠstata dedicata alla direttiva europea che ha imposto agli Stati membri di provvedere all'adozione di una normativa, posta a tutela del corretto svolgimento del mercato europeo, che ha certamente carattere dissuasivo e/o punitivo. Tale disciplina, espressamente applicabile anche a certi contratti conclusi tra un imprenditore ed una pubblica amministrazione, ਠstata, poi, posta a confronto sia con le analoghe norme dettate in tema di subfornitura, che con le disposizioni che regolano il fenomeno dei ritardati pagamenti negli appalti di opere pubbliche. Per quanto concerne quest'ultima, sono state analizzate le diverse ipotesi in cui la Pubblica Amministrazione puà², o meno, essere considerata esente da responsabilità .

L'inadempimento delle obbligazioni pecuniarie tra codice civile e legislazione speciale

2006

Abstract

La ricerca si ਠsoffermata, all'inizio, sui profili generali dell'inadempimento delle obbligazioni pecuniarie e, dunque, sulla distinzione tra ritardo e mora, in dottrina ed in giurisprudenza; sono stati esaminati, anche sotto il profilo storico e comparatistico, la disciplina del luogo del pagamento ed il principio “dies interpellat pro homine”, con riferimento anche alle obbligazioni della Pubblica Amministrazione; analogamente, ਠstata oggetto di indagine la natura della responsabilità  del debitore di obbligazioni pecuniarie e, quindi, il rapporto tra quest'ultima e l'impossibilità  sopravvenuta, con particolare attenzione alle norme del codice civile, richiamate da parte della dottrina e della giurisprudenza a fondamento delle diverse teorie. Si à¨, poi, passati ad una breve distinzione, anche in tal caso con riferimenti storici e comparatistici, tra gli interessi moratori e le altre categorie di interessi; ਠstata analizzata, pertanto sia la funzione degli interessi che la questione in merito alla natura, compensativa o moratoria, degli interessi derivanti dai crediti di valore. Si ਠpoi accennato (giacchà© il tema ਠstato trattato anche in altre parti del lavoro), e pur sempre nell'ambito di ricostruzione unitaria della disciplina, in ordine all'esistenza di una nuova categoria di interessi, a carattere sanzionatorio, come sembra evincersi dalla nuova normativa introdotta dal D.lgs. 231/02 e, se si vuole, dalla legge n. 108/96. L'esame, poi, si ਠspostato sul controverso problema del “maggior danno”. Si ਠavuto riguardo all'articolato e complesso percorso giurisprudenziale e dottrinale, che ha condotto al riconoscimento della risarcibilità  del danno da ritardato pagamento e delle categorie creditorie. Non ਠmancata un'analisi del rapporto tra categorie creditorie e P.A., con particolare riferimento a quelle ipotesi in cui l'attività , volta al soddisfacimento dei bisogni di interesse generale, sia svolta da organismi di diritto pubblico o da quelle aziende e società  regolate dagli artt. 113, 113-bis, 115 e 116 del Testo Unico sugli Enti locali. E' stato dedicato, nella tesi, uno specifico punto alle problematiche suscitate dall'inadempimento dei debiti in moneta estera. L'indagine, quindi, si ਠspostata sul complesso rapporto tra l'autonomia privata e gli interessi moratori, con particolare attenzione alla disciplina dei contratti bancari ed al sistema dei controlli da parte dell'Ordinamento (interessi moratori, usura ed anatocismo). Alcuni riferimenti, inoltre, sono stati fatti, in ordine alla prelazione stabilita per gli interessi (art. 2788 c.c.); agli interessi nella legge fallimentare, agli interessi pagati dal fideiussore ed al fideiussore, alla prescrizione degli interessi moratori. Particolare attenzione ਠstata posta sulla legislazione speciale, che ha modificato profondamente la disciplina concernente gli interessi e che, in tal modo, ha creato un quadro normativo complesso e frastagliato; sono stati commentati, in particolare, l'art. 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7; particolare attenzione, peraltro, ਠstata dedicata alla direttiva europea che ha imposto agli Stati membri di provvedere all'adozione di una normativa, posta a tutela del corretto svolgimento del mercato europeo, che ha certamente carattere dissuasivo e/o punitivo. Tale disciplina, espressamente applicabile anche a certi contratti conclusi tra un imprenditore ed una pubblica amministrazione, ਠstata, poi, posta a confronto sia con le analoghe norme dettate in tema di subfornitura, che con le disposizioni che regolano il fenomeno dei ritardati pagamenti negli appalti di opere pubbliche. Per quanto concerne quest'ultima, sono state analizzate le diverse ipotesi in cui la Pubblica Amministrazione puà², o meno, essere considerata esente da responsabilità .
2006
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/314478
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