L'intervento nella città  consolidata rappresenta una opportunità  non secondaria di riqualificazione architettonica. Qui infatti il progetto diventa misura delle trasformazioni dirette ed indotte vagliando modi e regole di costruzione dei singoli contesti, interpretando i singoli casi e divenendone soluzione. Nel tempo in cui appare forte la dicotomia tra antico e nuovo, tra conservazione e innovazione, in cui questo rapporto assai frequentemente diventa applicazione quasi pedissequa di regole che sminuiscono la complessità  del campo di intervento, il progetto istituisce con le preesistenze un rapporto variabile, legato al valore che esse assumono nel nuovo significato di cui il progetto ਠportatore. La ricerca fornisce un contributo alla formazione di un quadro teorico nell'ambito dell'odierna pratica della sostituzione edilizia. Riflettendo su come storicamente, alle diverse posizioni circa il restauro degli edifici abbiano sempre fatto riscontro paralleli atteggiamenti in merito al problema urbano nel complesso, ਠpossibile riscontrare come proprio a partire dalla categoria del contrasto sia scaturita la divisione tra architettura storica ed architettura moderna, tra città  storica e città  moderna. In tempi pi๠recenti, le classi d'intervento sul patrimonio edilizio esistente previste dalle diverse regolamentazioni se da un lato hanno condotto ad assumere l'analisi tipologica come indispensabile strumento conoscitivo, dall'altro hanno finito per costituire un quadro normativo per certi versi generalissimo e assai rigido per altri. I diversi interventi invece, pi๠che per il riferimento ad una determinata categoria normativa, dovrebbero essere valutati per la loro coerenza e compatibilità  con il significato e le necessità  dei manufatti, che in genere richiedono un insieme di operazioni che attraversano le diverse classi operative previste dai regolamenti, cercando di spostare lo sguardo da una pratica edilizia ad una architettonica. Nell'attuale quadro normativo la sostituzione edilizia ਠregolata dal D. pr. 380/2001 che ne elenca le possibili applicazioni sia nella ristrutturazione edilizia che in quella urbanistica e dal recente Piano casa DL 112/2008 - che ha varato il piano nazionale di edilizia L'occasione offerta al legislatore non ਠda poco: potrebbe regolare con norme relative ad interventi puntuali modificazioni non solo dei singoli manufatti ma anche dei contesti in cui si inseriscono. La norma emanata appare invece indifferente alla qualità  architettonica degli interventi. La descrizione delle possibilità  non va oltre la quantificazione della cubatura e della volumetria da realizzare. Questo tipo di formulazione determina l'impossibilità  di qualsivoglia controllo dei risultati concreti dal punto di vista architettonico. L'obiettivo principale che la ricerca ha inteso cogliere ਠstato quello di specificare alcune regole capaci di incidere sull'architettura degli interventi, ponendosi sul filone della storia, tra continuità  e discontinuità , lavorando sulle possibilità  di intervenire all'interno di un tessuto edilizio stratificato e consolidato con alcune linee guida capaci di evitare la mera sostituzione di un volume con un altro e di promuovere la modificazione critica del manufatto e dell'intorno. Tali linee, messe a punto con carattere di generalità , sono definite in un orizzonte regolativo in rapporto ai temi della composizione in modo da consentirne la specificazione caso per caso in corrispondenza delle condizioni contestuali in cui puಠaccadere di operare. Dal punto di vista della sua articolazione, il lavoro ha messo a fuoco alcuni elementi che sostanziano tali linee guida (una sorta di manuale aperto) accompagnati da un atlante di casi di studio risolti, attraverso un approccio metodologico che utilizza esperienze già  sviluppate come tirocinio per la definizione puntuale delle linee guida: un atlante che mostra/insegna - attraverso l'esplorazione di un novero articolato di esempi significativi - in che modo gli elementi che costituiscono le linee generali si possono declinare per produrre effetti normativi o specifiche di bandi di concorso a livello locale, in grado di assicurare che le operazioni di sostituzione producano effetti di qualità  architettonica piuttosto che di quantità  edilizia. Gli elementi di attenzione sono ricondotti ad alcuni capisaldi della composizione architettonica e urbana a differente scala tra cui: l'attacco a terra del manufatto, le assialità , la linea di gronda, il partito delle facciate, il rapporto con il suolo, l'inclinazione, gli isolati.

CASI DELLA SOSTITUZIONE E STRUMENTI DELLA MODIFICAZIONE CRITICA

2010

Abstract

L'intervento nella città  consolidata rappresenta una opportunità  non secondaria di riqualificazione architettonica. Qui infatti il progetto diventa misura delle trasformazioni dirette ed indotte vagliando modi e regole di costruzione dei singoli contesti, interpretando i singoli casi e divenendone soluzione. Nel tempo in cui appare forte la dicotomia tra antico e nuovo, tra conservazione e innovazione, in cui questo rapporto assai frequentemente diventa applicazione quasi pedissequa di regole che sminuiscono la complessità  del campo di intervento, il progetto istituisce con le preesistenze un rapporto variabile, legato al valore che esse assumono nel nuovo significato di cui il progetto ਠportatore. La ricerca fornisce un contributo alla formazione di un quadro teorico nell'ambito dell'odierna pratica della sostituzione edilizia. Riflettendo su come storicamente, alle diverse posizioni circa il restauro degli edifici abbiano sempre fatto riscontro paralleli atteggiamenti in merito al problema urbano nel complesso, ਠpossibile riscontrare come proprio a partire dalla categoria del contrasto sia scaturita la divisione tra architettura storica ed architettura moderna, tra città  storica e città  moderna. In tempi pi๠recenti, le classi d'intervento sul patrimonio edilizio esistente previste dalle diverse regolamentazioni se da un lato hanno condotto ad assumere l'analisi tipologica come indispensabile strumento conoscitivo, dall'altro hanno finito per costituire un quadro normativo per certi versi generalissimo e assai rigido per altri. I diversi interventi invece, pi๠che per il riferimento ad una determinata categoria normativa, dovrebbero essere valutati per la loro coerenza e compatibilità  con il significato e le necessità  dei manufatti, che in genere richiedono un insieme di operazioni che attraversano le diverse classi operative previste dai regolamenti, cercando di spostare lo sguardo da una pratica edilizia ad una architettonica. Nell'attuale quadro normativo la sostituzione edilizia ਠregolata dal D. pr. 380/2001 che ne elenca le possibili applicazioni sia nella ristrutturazione edilizia che in quella urbanistica e dal recente Piano casa DL 112/2008 - che ha varato il piano nazionale di edilizia L'occasione offerta al legislatore non ਠda poco: potrebbe regolare con norme relative ad interventi puntuali modificazioni non solo dei singoli manufatti ma anche dei contesti in cui si inseriscono. La norma emanata appare invece indifferente alla qualità  architettonica degli interventi. La descrizione delle possibilità  non va oltre la quantificazione della cubatura e della volumetria da realizzare. Questo tipo di formulazione determina l'impossibilità  di qualsivoglia controllo dei risultati concreti dal punto di vista architettonico. L'obiettivo principale che la ricerca ha inteso cogliere ਠstato quello di specificare alcune regole capaci di incidere sull'architettura degli interventi, ponendosi sul filone della storia, tra continuità  e discontinuità , lavorando sulle possibilità  di intervenire all'interno di un tessuto edilizio stratificato e consolidato con alcune linee guida capaci di evitare la mera sostituzione di un volume con un altro e di promuovere la modificazione critica del manufatto e dell'intorno. Tali linee, messe a punto con carattere di generalità , sono definite in un orizzonte regolativo in rapporto ai temi della composizione in modo da consentirne la specificazione caso per caso in corrispondenza delle condizioni contestuali in cui puಠaccadere di operare. Dal punto di vista della sua articolazione, il lavoro ha messo a fuoco alcuni elementi che sostanziano tali linee guida (una sorta di manuale aperto) accompagnati da un atlante di casi di studio risolti, attraverso un approccio metodologico che utilizza esperienze già  sviluppate come tirocinio per la definizione puntuale delle linee guida: un atlante che mostra/insegna - attraverso l'esplorazione di un novero articolato di esempi significativi - in che modo gli elementi che costituiscono le linee generali si possono declinare per produrre effetti normativi o specifiche di bandi di concorso a livello locale, in grado di assicurare che le operazioni di sostituzione producano effetti di qualità  architettonica piuttosto che di quantità  edilizia. Gli elementi di attenzione sono ricondotti ad alcuni capisaldi della composizione architettonica e urbana a differente scala tra cui: l'attacco a terra del manufatto, le assialità , la linea di gronda, il partito delle facciate, il rapporto con il suolo, l'inclinazione, gli isolati.
2010
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