La creazione di un ambito europeo vincolato al fenomeno della globalizzazione apre un nuovo dibattito sugli spazi della sicurezza (denominati microspazi), generando una domanda crescente in spazi sempre pi๠ridotti in ambito locale. Per effetto di questa nuova situazione (o nuova †œdomanda†�) non risultano essere pi๠validi i vecchi schemi politici ed organizzativi centralizzati. Oggi, assistiamo a cambiamenti nella struttura sociale e politica della società che, nel campo della gestione della sicurezza, generano nuove forme di relazioni tra sfera pubblica e privata, questionando notevolmente il ruolo monopolizzatore degli Stati centrali. Le politiche di sicurezza in Italia, come del resto in altri paesi europei, mostrano chiaramente segni di ambivalenza che caratterizzano questo nuovo approccio ai problemi di criminalità e del suo controllo, emblema del passaggio dallo Stato del Welfare a quello del neoliberismo. In sintesi, possiamo sostenere che alcune città capofila del FESU non hanno ancora espresso una politica di governo locale del bene pubblico della sicurezza. Hanno certamente conosciuto in questa ultima decade azioni di governo della sicurezza (alcune apprezzabili, altre meno), ma non messo in campo una chiara politica di governo. Sembra dunque scomparire la possibilità di un modello unico di sicurezza, da applicare a prescindere dal contesto, mentre si delineano politiche di governance della sicurezza che tengono conto di una pluralità di condizioni storiche, politiche, sociali e culturali, tutte da coordinare per avere una sicurezza realizzabile e multidisciplinare.
La gestione securitaria degli spazi urbani come deriva delle politiche integrate di sicurezza urbana: i casi di Barcellona e Bologna.
2009
Abstract
La creazione di un ambito europeo vincolato al fenomeno della globalizzazione apre un nuovo dibattito sugli spazi della sicurezza (denominati microspazi), generando una domanda crescente in spazi sempre pi๠ridotti in ambito locale. Per effetto di questa nuova situazione (o nuova †œdomanda†�) non risultano essere pi๠validi i vecchi schemi politici ed organizzativi centralizzati. Oggi, assistiamo a cambiamenti nella struttura sociale e politica della società che, nel campo della gestione della sicurezza, generano nuove forme di relazioni tra sfera pubblica e privata, questionando notevolmente il ruolo monopolizzatore degli Stati centrali. Le politiche di sicurezza in Italia, come del resto in altri paesi europei, mostrano chiaramente segni di ambivalenza che caratterizzano questo nuovo approccio ai problemi di criminalità e del suo controllo, emblema del passaggio dallo Stato del Welfare a quello del neoliberismo. In sintesi, possiamo sostenere che alcune città capofila del FESU non hanno ancora espresso una politica di governo locale del bene pubblico della sicurezza. Hanno certamente conosciuto in questa ultima decade azioni di governo della sicurezza (alcune apprezzabili, altre meno), ma non messo in campo una chiara politica di governo. Sembra dunque scomparire la possibilità di un modello unico di sicurezza, da applicare a prescindere dal contesto, mentre si delineano politiche di governance della sicurezza che tengono conto di una pluralità di condizioni storiche, politiche, sociali e culturali, tutte da coordinare per avere una sicurezza realizzabile e multidisciplinare.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/314798
URN:NBN:IT:BNCF-314798