Una completa descrizione della complessa rete di meccanismi cellulari e l'uso di network per predire la maggior parte dei comportamenti cellulari sono i principali obiettivi della system biology. Un ruolo di chiave nella biologia contemporanea ਠsvolto dalla proteomica funzionale che si propone di fornire delucidazioni sulle funzioni delle proteine e sulla definizione dei meccanismi cellulari a livello molecolare. Il conseguimento di questi obiettivi dipendende principalmente dall'identificazione di proteine all'interno di complessi funzionali in vivo. Isolare proteine che interagiscono tra loro, dipende da procedure di cromatografia di affinità  o di immuno-precipitazione nelle quali l'esca proteica ed i suoi specifici partners possono essere isolati utilizzando uno specifico ligando immobilizzato su supporti solidi insolubili. Questi approcci conducono all'identificazione di molte proteine che appartengono a complessi distinti dotati di funzioni biologiche diverse. Attribuire l'appartenenza di ogni proteina ad un specifico complesso costituisce un ingente problema che puಠessere solo parzialmente risolto usando database di interazione proteina-proteina ed informazioni di letteratura. àˆ possibile che lo sviluppo delle metodologie di pre-frazionamento per separare complessi proteici preservando le loro interazioni native rappresenti una soluzione essenziale per il futuro della proteomica funzionale. La pre-purificazione dei complessi puಠessere intrapresa solamente in condizioni native sulla base delle loro caratteristiche chimico-fisiche, i.e. grandezza e dimensione (cromatografia di gel-filtrazione), la densità  (ultracentrifugatione), ecc. pre-frazionamento. In seguito al pre-frazionamento, il complesso associato ad una specifica funzione biologica puಠessere isolato usando tecniche di purificazione per affinità . Approcci di proteomica funzionale capaci di descrivere singole proteine appartenenti a complessi coinvolti in specifiche funzioni cellulari avrà  un impatto terrificante su futuri studi della system biology. In particolare il progetto di tesi di dottorato si ਠarticolato nei seguenti punti: ? Studio degli interattori molecolari di h-Prune mediante approcci di proteomica funzionale. ? Studio dell'interattoma della proteina PED/PEA-15 mediante metodologia di Tandem Affinity Purification. ? Identificazione degli interattori molecolari della proteina umana SOCS1 mediante approcci di proteomica funzionale. A.1.Studio degli interattori molecolari di h-Prune mediante approcci di proteomica funzionale La diffusione metastatica ਠla maggiore causa di morte per il cancro al seno. Questo fenomeno ਠdovuto alla capacità  di una cellula di invadere i tessuti circostanti ed ਠdovuto ad un network molecolare altamente complesso. Le cellule metastatiche cambiano le loro proprietà  adesive, perdono i contatti con le altre cellule nel tumore primario e creano nuovi contatti con la matrice extracellulare dei tessuti ospiti con i quali si imbattono appena li invadono. Le cellule tumorali per allontanarsi dal tumore primario, hanno bisogno di incrementare le loro funzioni di motilità . Queste proprietà  sono fornite dalle cellule metastatiche che si diffondono attraverso i sestemi linfatico e vascolare. La proteina umana Prune, ਠuna fosfodiesterasi appartenente alla famiglia delle DHH, lega nm-23-H1 un soppressore metastatico. Precedenti studi hanno dimostrato che l'overespressione di h-prune nella linea cellulare MDA-MB-435 di carcinoma mammario, causa un sostanziale decremento di AMP ciclico e un incremento di motilità  cellulare. Per identificare i partners di h-prune in cellule mammarie tumorali e fare un'ipotesi circa un potenziale network di interazione attraverso cui h-prune esercita il suo ruolo, sono stati eseguiti esperimenti di immunoprecipitazione seguiti da analisi con spettrometria di massa. Tra le proteine identificate c'ਠGelsolin, un'actin binding protein la cui attività  à¨ Ca2+ e fosfolipide dipendente. Essa lega l'Actina regolandone la strutturazione, infatti puಠinterrompere o contribuire alla polimerizzazione di filamenti di actina o anche fungere da “tappo” impedendo l'allungamento del filamento stesso ad una estremità . àˆ noto, da dati presenti in letteratura, che nelle cellule tumorali c'ਠuna scarsa presenza di Gelsolin e che in cellule in cui ਠstata silenziata l'espressione di Gelsolin, interviene un processo che comporta una ridotta adesione cellulare ed un aumento della motilità . Al momento non ਠchiaro in quale fase dello sviluppo del tumore si formi il complesso Prune-Gelsolin, e se sia la formazione di questo complesso ad attivare la cascata di segnali che porta all'invasione del tumore, oppure in qualche modo Prune, formando il legame con Gelsolin, sottragga la proteina stessa al sistema dando il via ad un segnale cellulare che termina con lo sviluppo di metastasi riproducendo quindi un caso analogo al silenziamento del gene. A.2.Studio dell'interattoma della proteina PED/PEA-15 mediante metodologia di Tandem Affinity Purification. La Psoriasi ਠuna dermatite infiammatoria cronica caratterizzata da iperproliferazione dei cheratinociti. Le lesioni della pelle sono infiltrate da cellule T, che secernono interferone gamma (IFN-?) e si pensa siano necessarie per mantenere il fenotipo psoriatico. In normali cheratinociti l'IFN-? ਠun potente inibitore di proliferazione delle citochine. Le citochine appartengono ad un'ampia famiglia di glicoproteine secrete che regolano processi biologi fondamentali, quali immunità  ed ematopoiesi. Le citochine trasmettono informazioni biologiche alle cellule target attraverso il loro legame ai recettori di membrana. Sebbene i recettori di citochine mancano di attività  chinasica intrinseca, questa viene loro fornita dall'associazione con le proteine JAK (janus activated kinase). SOCS1 appartiene alla famiglia dei soppressori del segnale citichinico che comprende otto membri, SOCS1-SOCS7 e CIS. Strutturalmente la proteina ਠcomposta da un dominio KIR (Kinase Inhibitory Region), costituito da 24 amminoacidi, un dominio centrale SH2 (SRC-Homolougus domain), e una regione conservata definita SOCS-Box al carbossiterminale. SOCS1 non ਠespressa dal tessuto normale ma lo ਠaltamente in tessuti psoriatici. L'overespressione di SOCS1 in cloni stabili di cheratinociti inibisce la fosforilazione IFN-?-induced del recettore dell'IFN-? (IFN-?R?) e l'attivazione di STAT1 e STAT3. SOCS1 potrebbe rappresentare un nuovo approccio terapeutico per malattie della pelle dipendenti dall'IFN-?. La proteina ricombinante, avente un tag peptidico (Myc) all'estremità  N-terminale, ਠstata espressa in cellule di cheratinociti e i complessi contenenti SOCS1 isolati mediante immunoprecipitazione con anticorpi anti-myc. Le proteine sono state frazionate ed identificate come descritto. I risultati ottenuti forniscono un quadro complesso di interattori appartenenti a classi funzionali diverse. Tra gli altri componenti, l'attenzione si ਠfocalizzata sulla proteina Rabaptin 5?, una proteina di recente scoperta, effettore della GTPasi Rab5 ed appartenente alla superfamiglia di Ras, coinvolta principalmente nel trafficking endosomiale. Dati sperimentali suggeriscono che SOCS1 venga reclutato da Rabex 5, Rab 5 e Rabaptin 5? in un meccanismo di trafficking vescicolare endocitotico che rappresenta un possibile meccanismo di controllo della concentrazione citosolica di SOCS1, importante per il ruolo regolatorio di questa proteina nel signalling citochinico. A.3.Identificazione degli interattori molecolari della proteina umana SOCS1 mediante approcci di proteomica funzionale. PED, (phosphoprotein arricchita nel diabete), anche nota come PEA15, (fosfoproteina arricchita in astrociti), ਠuna piccola proteina 15 di kDa coinvolta in molti pathways cellulari, fra questi apoptosi, autofagia, sopravvivenza, proliferazione e migrazione [1-3]. Prima fu identificata come una fosfoproteina espressa in astrociti e poi fu trovata overespressa in pazienti con diabete di tipo II.

La proteomica nello studio dei meccanismi molecolari di fenomeni patologici.

2009

Abstract

Una completa descrizione della complessa rete di meccanismi cellulari e l'uso di network per predire la maggior parte dei comportamenti cellulari sono i principali obiettivi della system biology. Un ruolo di chiave nella biologia contemporanea ਠsvolto dalla proteomica funzionale che si propone di fornire delucidazioni sulle funzioni delle proteine e sulla definizione dei meccanismi cellulari a livello molecolare. Il conseguimento di questi obiettivi dipendende principalmente dall'identificazione di proteine all'interno di complessi funzionali in vivo. Isolare proteine che interagiscono tra loro, dipende da procedure di cromatografia di affinità  o di immuno-precipitazione nelle quali l'esca proteica ed i suoi specifici partners possono essere isolati utilizzando uno specifico ligando immobilizzato su supporti solidi insolubili. Questi approcci conducono all'identificazione di molte proteine che appartengono a complessi distinti dotati di funzioni biologiche diverse. Attribuire l'appartenenza di ogni proteina ad un specifico complesso costituisce un ingente problema che puಠessere solo parzialmente risolto usando database di interazione proteina-proteina ed informazioni di letteratura. àˆ possibile che lo sviluppo delle metodologie di pre-frazionamento per separare complessi proteici preservando le loro interazioni native rappresenti una soluzione essenziale per il futuro della proteomica funzionale. La pre-purificazione dei complessi puಠessere intrapresa solamente in condizioni native sulla base delle loro caratteristiche chimico-fisiche, i.e. grandezza e dimensione (cromatografia di gel-filtrazione), la densità  (ultracentrifugatione), ecc. pre-frazionamento. In seguito al pre-frazionamento, il complesso associato ad una specifica funzione biologica puಠessere isolato usando tecniche di purificazione per affinità . Approcci di proteomica funzionale capaci di descrivere singole proteine appartenenti a complessi coinvolti in specifiche funzioni cellulari avrà  un impatto terrificante su futuri studi della system biology. In particolare il progetto di tesi di dottorato si ਠarticolato nei seguenti punti: ? Studio degli interattori molecolari di h-Prune mediante approcci di proteomica funzionale. ? Studio dell'interattoma della proteina PED/PEA-15 mediante metodologia di Tandem Affinity Purification. ? Identificazione degli interattori molecolari della proteina umana SOCS1 mediante approcci di proteomica funzionale. A.1.Studio degli interattori molecolari di h-Prune mediante approcci di proteomica funzionale La diffusione metastatica ਠla maggiore causa di morte per il cancro al seno. Questo fenomeno ਠdovuto alla capacità  di una cellula di invadere i tessuti circostanti ed ਠdovuto ad un network molecolare altamente complesso. Le cellule metastatiche cambiano le loro proprietà  adesive, perdono i contatti con le altre cellule nel tumore primario e creano nuovi contatti con la matrice extracellulare dei tessuti ospiti con i quali si imbattono appena li invadono. Le cellule tumorali per allontanarsi dal tumore primario, hanno bisogno di incrementare le loro funzioni di motilità . Queste proprietà  sono fornite dalle cellule metastatiche che si diffondono attraverso i sestemi linfatico e vascolare. La proteina umana Prune, ਠuna fosfodiesterasi appartenente alla famiglia delle DHH, lega nm-23-H1 un soppressore metastatico. Precedenti studi hanno dimostrato che l'overespressione di h-prune nella linea cellulare MDA-MB-435 di carcinoma mammario, causa un sostanziale decremento di AMP ciclico e un incremento di motilità  cellulare. Per identificare i partners di h-prune in cellule mammarie tumorali e fare un'ipotesi circa un potenziale network di interazione attraverso cui h-prune esercita il suo ruolo, sono stati eseguiti esperimenti di immunoprecipitazione seguiti da analisi con spettrometria di massa. Tra le proteine identificate c'ਠGelsolin, un'actin binding protein la cui attività  à¨ Ca2+ e fosfolipide dipendente. Essa lega l'Actina regolandone la strutturazione, infatti puಠinterrompere o contribuire alla polimerizzazione di filamenti di actina o anche fungere da “tappo” impedendo l'allungamento del filamento stesso ad una estremità . àˆ noto, da dati presenti in letteratura, che nelle cellule tumorali c'ਠuna scarsa presenza di Gelsolin e che in cellule in cui ਠstata silenziata l'espressione di Gelsolin, interviene un processo che comporta una ridotta adesione cellulare ed un aumento della motilità . Al momento non ਠchiaro in quale fase dello sviluppo del tumore si formi il complesso Prune-Gelsolin, e se sia la formazione di questo complesso ad attivare la cascata di segnali che porta all'invasione del tumore, oppure in qualche modo Prune, formando il legame con Gelsolin, sottragga la proteina stessa al sistema dando il via ad un segnale cellulare che termina con lo sviluppo di metastasi riproducendo quindi un caso analogo al silenziamento del gene. A.2.Studio dell'interattoma della proteina PED/PEA-15 mediante metodologia di Tandem Affinity Purification. La Psoriasi ਠuna dermatite infiammatoria cronica caratterizzata da iperproliferazione dei cheratinociti. Le lesioni della pelle sono infiltrate da cellule T, che secernono interferone gamma (IFN-?) e si pensa siano necessarie per mantenere il fenotipo psoriatico. In normali cheratinociti l'IFN-? ਠun potente inibitore di proliferazione delle citochine. Le citochine appartengono ad un'ampia famiglia di glicoproteine secrete che regolano processi biologi fondamentali, quali immunità  ed ematopoiesi. Le citochine trasmettono informazioni biologiche alle cellule target attraverso il loro legame ai recettori di membrana. Sebbene i recettori di citochine mancano di attività  chinasica intrinseca, questa viene loro fornita dall'associazione con le proteine JAK (janus activated kinase). SOCS1 appartiene alla famiglia dei soppressori del segnale citichinico che comprende otto membri, SOCS1-SOCS7 e CIS. Strutturalmente la proteina ਠcomposta da un dominio KIR (Kinase Inhibitory Region), costituito da 24 amminoacidi, un dominio centrale SH2 (SRC-Homolougus domain), e una regione conservata definita SOCS-Box al carbossiterminale. SOCS1 non ਠespressa dal tessuto normale ma lo ਠaltamente in tessuti psoriatici. L'overespressione di SOCS1 in cloni stabili di cheratinociti inibisce la fosforilazione IFN-?-induced del recettore dell'IFN-? (IFN-?R?) e l'attivazione di STAT1 e STAT3. SOCS1 potrebbe rappresentare un nuovo approccio terapeutico per malattie della pelle dipendenti dall'IFN-?. La proteina ricombinante, avente un tag peptidico (Myc) all'estremità  N-terminale, ਠstata espressa in cellule di cheratinociti e i complessi contenenti SOCS1 isolati mediante immunoprecipitazione con anticorpi anti-myc. Le proteine sono state frazionate ed identificate come descritto. I risultati ottenuti forniscono un quadro complesso di interattori appartenenti a classi funzionali diverse. Tra gli altri componenti, l'attenzione si ਠfocalizzata sulla proteina Rabaptin 5?, una proteina di recente scoperta, effettore della GTPasi Rab5 ed appartenente alla superfamiglia di Ras, coinvolta principalmente nel trafficking endosomiale. Dati sperimentali suggeriscono che SOCS1 venga reclutato da Rabex 5, Rab 5 e Rabaptin 5? in un meccanismo di trafficking vescicolare endocitotico che rappresenta un possibile meccanismo di controllo della concentrazione citosolica di SOCS1, importante per il ruolo regolatorio di questa proteina nel signalling citochinico. A.3.Identificazione degli interattori molecolari della proteina umana SOCS1 mediante approcci di proteomica funzionale. PED, (phosphoprotein arricchita nel diabete), anche nota come PEA15, (fosfoproteina arricchita in astrociti), ਠuna piccola proteina 15 di kDa coinvolta in molti pathways cellulari, fra questi apoptosi, autofagia, sopravvivenza, proliferazione e migrazione [1-3]. Prima fu identificata come una fosfoproteina espressa in astrociti e poi fu trovata overespressa in pazienti con diabete di tipo II.
2009
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/315087
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-315087