Il termine eurocrazia rappresenta un neologismo con il quale l'opinione pubblica ਠsolita indicare il complesso di burocrati operanti presso le Istituzioni europee, dotati di poteri suscettibili di imporre regole restrittive relative a vari aspetti della vita dei cittadini europei. Tale astio ਠrivolto, in special modo, ai burocrati della Commissione, giacchਠspesso tale Istituzione viene interpretata quale esecutivo o governo dell'Unione. A questo malcontento nei confronti dell'eurocrazia e delle sue impopolari decisioni si associa un tema altrettanto dibattuto, quello del deficit democratico dell'Unione, che si traduce, nell'opinione pubblica, nella percezione di una incapacità , da parte dei cittadini europei, di esprimere i propri interessi nell'arena europea a causa della mancanza di canali di partecipazione democratica simili a quelli degli Stati nazionali. Questo lavoro si pone quindi l'obiettivo di comprendere quali siano le caratteristiche e le funzioni della burocrazia della Commissione, e in che modo questa influisca sui processi decisionali. La scelta di concentrare l'analisi sull'amministrazione della Commissione scaturisce dalla centralità di tale Istituzione nel processo decisionale, sia nella fase propositiva -ove mantiene il monopolio dell'iniziativa-sia nella fase di implementazione delle decisioni. Una analisi di questo tipo abbisogna di un approccio sia ti tipo storico-istituzionale che politologico. Nel primo capitolo verrà posta in essere una ricostruzione degli Statuti del personale dalla Ceca fino alle ultime modifiche poste in essere nei primi anni del 2000: per far ciಠverranno impiegate fonti archivistiche -consultate presso gli Archivi Storici dell'Unione Europea dell'Istituto Universitario Europeo di Firenze- che permetteranno di far luce in particolare sugli albori dell'amministrazione comunitaria, e sul ruolo esercitato da Jean Monnet nella definizione delle caratteristiche fondamentali sia dell'organizzazione che delle funzioni dell'amministrazione all'interno dell'assetto istituzionale. L'analisi degli Statuti permetterà di comprendere le attribuzioni della burocrazia e la loro evoluzione nel corso degli anni. Il secondo capitolo verrà dedicato all'analisi delle caratteristiche della burocrazia della Commissione, in termini di provenienza, formazione, esperienze professionali, differenze linguistiche e di cultura amministrativa; ci si concentrerà inoltre sullo studio dell'organizzazione amministrativa e delle relative riforme; infine, verrà in questa sede ricostruita la vicenda relativa alle dimissioni della Commissione presieduta da Jacques Santer. Infine, il terzo capitolo sarà incentrato sullo studio delle funzioni esercitate dalla burocrazia della Commissione nei processi decisionali, e quindi nell'esercizio delle funzioni di iniziativa legislativa, implementazione e di controllo. Verrà quindi analizzata l'attività di lobbying posta in essere verso la burocrazia della Commissione da parte dei gruppi di pressione operanti nell'arena politica europea.
La burocrazia della Commissione europea, tra Stati ed interessi sovranazionali
2013
Abstract
Il termine eurocrazia rappresenta un neologismo con il quale l'opinione pubblica ਠsolita indicare il complesso di burocrati operanti presso le Istituzioni europee, dotati di poteri suscettibili di imporre regole restrittive relative a vari aspetti della vita dei cittadini europei. Tale astio ਠrivolto, in special modo, ai burocrati della Commissione, giacchਠspesso tale Istituzione viene interpretata quale esecutivo o governo dell'Unione. A questo malcontento nei confronti dell'eurocrazia e delle sue impopolari decisioni si associa un tema altrettanto dibattuto, quello del deficit democratico dell'Unione, che si traduce, nell'opinione pubblica, nella percezione di una incapacità , da parte dei cittadini europei, di esprimere i propri interessi nell'arena europea a causa della mancanza di canali di partecipazione democratica simili a quelli degli Stati nazionali. Questo lavoro si pone quindi l'obiettivo di comprendere quali siano le caratteristiche e le funzioni della burocrazia della Commissione, e in che modo questa influisca sui processi decisionali. La scelta di concentrare l'analisi sull'amministrazione della Commissione scaturisce dalla centralità di tale Istituzione nel processo decisionale, sia nella fase propositiva -ove mantiene il monopolio dell'iniziativa-sia nella fase di implementazione delle decisioni. Una analisi di questo tipo abbisogna di un approccio sia ti tipo storico-istituzionale che politologico. Nel primo capitolo verrà posta in essere una ricostruzione degli Statuti del personale dalla Ceca fino alle ultime modifiche poste in essere nei primi anni del 2000: per far ciಠverranno impiegate fonti archivistiche -consultate presso gli Archivi Storici dell'Unione Europea dell'Istituto Universitario Europeo di Firenze- che permetteranno di far luce in particolare sugli albori dell'amministrazione comunitaria, e sul ruolo esercitato da Jean Monnet nella definizione delle caratteristiche fondamentali sia dell'organizzazione che delle funzioni dell'amministrazione all'interno dell'assetto istituzionale. L'analisi degli Statuti permetterà di comprendere le attribuzioni della burocrazia e la loro evoluzione nel corso degli anni. Il secondo capitolo verrà dedicato all'analisi delle caratteristiche della burocrazia della Commissione, in termini di provenienza, formazione, esperienze professionali, differenze linguistiche e di cultura amministrativa; ci si concentrerà inoltre sullo studio dell'organizzazione amministrativa e delle relative riforme; infine, verrà in questa sede ricostruita la vicenda relativa alle dimissioni della Commissione presieduta da Jacques Santer. Infine, il terzo capitolo sarà incentrato sullo studio delle funzioni esercitate dalla burocrazia della Commissione nei processi decisionali, e quindi nell'esercizio delle funzioni di iniziativa legislativa, implementazione e di controllo. Verrà quindi analizzata l'attività di lobbying posta in essere verso la burocrazia della Commissione da parte dei gruppi di pressione operanti nell'arena politica europea.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/315194
URN:NBN:IT:BNCF-315194