La ricerca vuole raccogliere la necessità di una riflessione critica sugli strumenti del progetto, sulle strategie di trasformazione urbana, e sulla concezione di nuove logiche trasversali, di relazione e d'interazione tra diversi livelli della realtà , utili a stabilire nuove modalità d'interpretazione e di formalizzazione dello spazio. Il tentativo ਠdi superare una visione che tende a schematizzare le complesse ambiguità sollevate dalla realtà contemporanea entro una rigida catalogazione, per provare a fare un ragionamento concreto che sia capace di riscoprire l'indeterminatezza dei processi, l'eterogeneità , la differenza. In questo senso il concetto di ibrido coglie un'attitudine alla trasformazione, ed ਠintrodotto come possibile campo d'indagine, una suggestione da cui partire per rileggere con attenzione le condizioni variabili della struttura urbana e indagare i meccanismi di connessione dell'architettura nella relazione di accostamento con il tessuto esistente, agendo alla scala intermedia del progetto urbano. Il tema dell'ibrido, sebbene esplicitamente utilizzato in una molteplicità di contesti, ਠspesso associato in ambito progettuale e teorico per identificare in senso negativo ricerche sulla generazione digitale della forma, finalizzate alla creazione di ambienti spesso puramente virtuali e risolti in sofisticate manipolazioni degli involucri esterni. La ricerca vuole di contro verificare l'applicabilità del termine all'ambito della morfologia urbana e dimostrare che entro questa dimensione, puಠdivenire una condizione fertile, un filtro attraverso cui guardare e intervenire nel corpo della città contemporanea e da cui poter ripartire per la riformulazione di un nuovo rapporto tra architettura e luogo. Vi ਠquindi una duplice questione da affrontare: comprendere da un lato in che modo l'ibrido puಠrappresentare una risposta a determinati meccanismi complessi e dall'altro in quale dimensione e attraverso quali strumenti esso puಠagire per offrire un'attitudine interpretativa e progettuale capace di costruire nuovi racconti della città contemporanea. La ricerca ha visto il tentativo di rispondere a queste domande affrontando il rapporto tra la dimensione spaziale e l'edificio, sia ad una scala architettonica, esplorando la dimensione dell'edificio come fonte di indagine e strumento per una pi๠ampia consapevolezza del contesto, sia nelle dinamiche interne alla struttura urbana, dove si puಠlavorare alla costruzione di una rete di azioni capace di dare un contributo strategico al progetto urbano, garantendone la centralità e l'attualità nel dibattito disciplinare. Si tratta di un lavoro in fieri e sperimentale nel quale convergono tempi, azioni e molteplici materiali.
Prospettive ibride negli spazi urbani contemporanei
2013
Abstract
La ricerca vuole raccogliere la necessità di una riflessione critica sugli strumenti del progetto, sulle strategie di trasformazione urbana, e sulla concezione di nuove logiche trasversali, di relazione e d'interazione tra diversi livelli della realtà , utili a stabilire nuove modalità d'interpretazione e di formalizzazione dello spazio. Il tentativo ਠdi superare una visione che tende a schematizzare le complesse ambiguità sollevate dalla realtà contemporanea entro una rigida catalogazione, per provare a fare un ragionamento concreto che sia capace di riscoprire l'indeterminatezza dei processi, l'eterogeneità , la differenza. In questo senso il concetto di ibrido coglie un'attitudine alla trasformazione, ed ਠintrodotto come possibile campo d'indagine, una suggestione da cui partire per rileggere con attenzione le condizioni variabili della struttura urbana e indagare i meccanismi di connessione dell'architettura nella relazione di accostamento con il tessuto esistente, agendo alla scala intermedia del progetto urbano. Il tema dell'ibrido, sebbene esplicitamente utilizzato in una molteplicità di contesti, ਠspesso associato in ambito progettuale e teorico per identificare in senso negativo ricerche sulla generazione digitale della forma, finalizzate alla creazione di ambienti spesso puramente virtuali e risolti in sofisticate manipolazioni degli involucri esterni. La ricerca vuole di contro verificare l'applicabilità del termine all'ambito della morfologia urbana e dimostrare che entro questa dimensione, puಠdivenire una condizione fertile, un filtro attraverso cui guardare e intervenire nel corpo della città contemporanea e da cui poter ripartire per la riformulazione di un nuovo rapporto tra architettura e luogo. Vi ਠquindi una duplice questione da affrontare: comprendere da un lato in che modo l'ibrido puಠrappresentare una risposta a determinati meccanismi complessi e dall'altro in quale dimensione e attraverso quali strumenti esso puಠagire per offrire un'attitudine interpretativa e progettuale capace di costruire nuovi racconti della città contemporanea. La ricerca ha visto il tentativo di rispondere a queste domande affrontando il rapporto tra la dimensione spaziale e l'edificio, sia ad una scala architettonica, esplorando la dimensione dell'edificio come fonte di indagine e strumento per una pi๠ampia consapevolezza del contesto, sia nelle dinamiche interne alla struttura urbana, dove si puಠlavorare alla costruzione di una rete di azioni capace di dare un contributo strategico al progetto urbano, garantendone la centralità e l'attualità nel dibattito disciplinare. Si tratta di un lavoro in fieri e sperimentale nel quale convergono tempi, azioni e molteplici materiali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/315206
URN:NBN:IT:BNCF-315206